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== Storia ==
La FivreFIVRE fu costituita nel [[1932]] per iniziativa di [[Bruno Antonio Quintavalle|Bruno Antonio]] e [[Umberto Quintavalle]] nella forma di società anonima. Pur formalmente esterna al sistema [[Magneti Marelli]], e successivamente staccata dallo stesso, la FIVRE fu inizialmente una delle creazioni settoriali del gruppo Marelli, pensata allo scopo di esternalizzare la produzione. Come la [[RadioMarelli]] era stata ideata nel [[1929]] per produrre radio italiane, la FivreFIVRE fu voluta per produrre anche componentistica nazionale, ed entrò a far parte della Fabbrica Italiana Magneti Marelli. Amministratore delegato era Bruno Antonio Quintavalle, presidente della Magneti Marelli, mentre procuratore Generalegenerale era Umberto Quintavalle, direttore operativo della RadioMarelli.
 
Lo stabilimento di produzione fu localizzato a [[Pavia]], in via Fabio Filzi, insieme all'ufficio pubblicazioni tecniche; la sede centrale e quella del servizio pubblicazioni tecniche erano a [[Milano]] in via Guastalla 2, e quella amministrativa in corso Venezia 13. Nel [[1937]] a [[Sesto San Giovanni]] vennero inaugurati due altri stabilimenti per [[valvola termoionica|valvole termoioniche]] riceventi e trasmittenti (Fivre II)<ref>{{Cita libro|autore = Varini Valerio|titolo = L'opera condivisa, la città delle fabbriche: Sesto San Giovanni 1903-1952 : l'industria|anno = 2006|editore = Franco Angeli|città = |p = |pp = |ISBN = }}</ref>. Nel [[1938]], mentre veniva inaugurato un nuovo stabilimento per le [[Candela di accensione|candele d'accensione]] per aeroplani (Magneti Marelli IV), si costruì un impianto dedicato soprattutto alla ricerca, e molto operativo nel dopoguerra, a [[Firenze]] (Stabilimento II) in via Panciatichi 30. Distrutto durante la guerra, fu ripristinato alla fine degli anni quaranta.<ref>{{Cita pubblicazione|autore = Fivre|titolo = Tubi trasmittenti e speciali|rivista = Catalogo|volume = |numero = |anno = 1939 - XVII - I|url = http://frank.pocnet.net/other/Fivre/fivre_tubi_trasmittenti_1939.pdf}}</ref>
 
Nonostante l'idea autarchica di progettare, brevettare e costruire componenti in proprio per rifornire le aziende italiane di apparati radio, la FIVRE si limitò per lungo tempo alla produzione di [[valvola termoionica|tubi a vuoto]] su licenza [[Radio Corporation of America|R.C.A.]] Radiotron, usando inizialmente macchinari di produzione americana. Solo in un secondo tempo venne sviluppato un sistema di ricerca autonomo.
 
La FIVRE nel [[1935]] arrivò a produrre oltre 700 000 valvole all'anno, contro un fabbisogno nazionale di 800 000. Nel 1936 la produzione arrivò a toccare le 900 000 unità.<ref>{{Cita libro|autore = Patrignani Mauro|titolo = I Tubi Termoionici e l'Amplificazione del Suono - Volume primo: Manuale sui Tubi termoionici o Valvole Termoioniche e le loro applicazione nell'amplificazione audio.|anno = 2015|editore = |città = |p = |pp = |ISBN = }}</ref> Alcune valvole FIVRE (modelli 57-58-57-47-80 ) col bulbo in vetro trasparente rosso, avevano la caratteristica di recare stampigliato a caldo sullo zoccolo il numero di telaio della radio, in modo da rendere più semplice la sostituzione del modello: la pratica era possibile dato lo scarso numero di modelli in produzione.
 
=== La seconda guerra mondiale ===
FIVRE Firenze - cambiando nome in VALFIVRE - confluì poi in una nuova società con sede a [[Calenzano]], in via Baldanzese 17, di fatto venendo assorbita in un'azienda già esistente dagli anni venti per la produzione di tubi elettronici in alto vuoto per apparecchiature radio trasmittenti e riceventi. La nuova società, costituita con la FIVRE, passò dalla produzione di valvole alla produzione di [[tubo catodico|cinescopi]] televisivi, poliodi per applicazioni trasmittenti, tubi ad onde progressive, alla produzione di sorgenti laser. Il marchio tuttora esistente è stato acquisuto da diverse aziende, essendo oggi gestito da Esse A.
 
Lo stabilimento di [[Pavia]], rinnovato nel [[1955]], abbandonò la prospettiva di inseguire il mercato dell'elettronica di consumo e del televisore a colori. Già in crisi nella metà degli anni sessanta, con la sospensione di 153 operai e vari licenziamenti che diedero spunto a interrogazioni parlamentari da parte del senatore Piovano<ref>{{Cita pubblicazione|autore = |titolo = Senato della Repubblica - Assemblea. Resoconto Stenografico - IV Legislatura|rivista = |volume = |numero = |data = 17 gennaio 1966|url = http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/425545.pdf}}</ref>, nel biennio [[1984]]-[[1986]]86 si trovò a dover fronteggiare perdite di esercizio pari al 10% del proprio fatturato annuo. La riduzione del costo degli scarti, permise di risanare la società, chiudendo l'esercizio [[1986]] in pareggio con 60 dipendenti in meno, un aumento del fatturato del 5% ed una percentuale di vendite all'estero del 70%. All'inizio degli anni novanta dovette ricorrere nuovamente a strumenti di concordato preventivo<ref>{{Cita web|url = http://www.gazzettaufficiale.it/atto/parte_seconda/caricaDettaglioAtto/originario;jsessionid=GQo4Z2pfhdLnVwn4UFRYzw__.ntc-as5-guri2a?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1990-06-04&atto.codiceRedazionale=C-16600|titolo = Gazzetta Ufficiale|accesso=8 novembre 2015|sito = www.gazzettaufficiale.it}}</ref> ed ammortizzatori sociali<ref>{{Cita web|url = http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1992/05/21/092A2331/sg|titolo = Gazzetta Ufficiale|accesso=8 novembre 2015|sito = www.gazzettaufficiale.it}}</ref>. La FIVRE si concentrò quindi sull'elettronica dell'auto, settore in cui era entrata a supporto della [[Magneti Marelli]] già nel [[1978]]: circuiti a "film spesso", accensione, alternatori, [[transistor]], circuiti elettronici, fino alle centraline. La sede pavese venne abbandonata - e demolita<ref>{{Cita web|autore =|url =http://www.aireradio.org/articoli/img/Fivre.pdf|titolo =F.I.V.R.E. (Fabbrica Italiana Valvole Radioelettriche) - S. A. 1932 – 1992 Una piccola ricerca su una grande azienda italiana|accesso =|editore =|data =|urlmorto =sì|urlarchivio =https://web.archive.org/web/20160317210335/http://www.aireradio.org/articoli/img/Fivre.pdf|dataarchivio =17 marzo 2016}}</ref> nel [[2007]] - e l'intera produzione spostata dalla Magneti Marelli a [[Corbetta]]<ref>{{Cita web|url = http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2015/05/07/vigevano-dalla-radio-all-auto-la-fivre-racconta-l-elettronica-pavese-54.html|titolo = Dalla radio all’auto la Fivre racconta l’elettronica pavese - la Provincia Pavese|accesso=8 novembre 2015|sito = Archivio - la Provincia Pavese}}</ref> negli [[Anni 2000|anni duemila]].<ref>{{Cita web|url=http://archiviostorico.corriere.it/2015/luglio/05/fabbrica_Pavia_che_rivoluziono_radio_co_0_20150705_f8a25c14-22d6-11e5-a37f-06113d0dccdf.shtml|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2015/luglio/05/fabbrica_Pavia_che_rivoluziono_radio_co_0_20150705_f8a25c14-22d6-11e5-a37f-06113d0dccdf.shtml|dataarchivio=pre 1/1/2016|titolo = La fabbrica di Pavia che rivoluzionò radio e televisori|accesso=8 novembre 2015|sito = archiviostorico.corriere.it}}</ref> Con tale delocalizzazione produttiva, il marchio FIVRE ha cessato di essere utilizzato.
 
== Note ==
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