Differenze tra le versioni di "Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana"

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(Ho cambiato il riferimento all'articolo della Costituzione che stabilisce le funzioni del Presidente del Consiglio dei Ministri: era indicato l'art. 25, mentre la norma corretta è l'art. 95.)
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A parte quattro presidenti di [[Governo tecnico|governi tecnici]] non iscritti a partiti al momento dell'elezione ([[Carlo Azeglio Ciampi]], [[Lamberto Dini]], [[Mario Monti]] e [[Mario Draghi]]), la maggior parte dei presidenti del Consiglio della Repubblica Italiana lo divennero da deputati, mentre cinque lo divennero da senatori ([[Giulio Andreotti]], [[Adone Zoli]], [[Amintore Fanfani]], [[Giovanni Spadolini]] e [[Mario Monti]]) e cinque da estranei al Parlamento ([[Carlo Azeglio Ciampi]], [[Lamberto Dini]], [[Matteo Renzi]], [[Giuseppe Conte]] e [[Mario Draghi]] ai quali si aggiunge [[Giuliano Amato]] al varo del suo secondo governo).<ref>{{Cita web|url=https://www.unionesarda.it/articolo/politica_italiana/2014/02/13/renzi_terzo_premier_non_parlamentare_il_pi_giovane_dell_unione_europea-1-354345.html|titolo=Renzi terzo premier non parlamentare Il più giovane dell'Unione europea|sito=L'Unione Sarda.it|data=2014-02-13|lingua=it|accesso=2019-09-05}}</ref>
 
== Fonti legisltivelegislative ==
 
Il presidente del Consiglio dei ministri è un organo monocratico di rilevanza costituzionale, che presiede un organo collegiale chiamato [[Consiglio dei ministri]] e posto a capo della [[Presidenza del Consiglio dei ministri]], ai sensi della legge n.400, 1988.<ref>Andrea Pisaneschi, ''Diritto costituzionale'', Giappichelli Editore, Bologna, 2018</ref> È disciplinato dalla Costituzione agli articoli [[s: Costituzione della Repubblica Italiana#Art. 92|92]], [[s: Costituzione della Repubblica Italiana#Art. 93|93]], [[s: Costituzione della Repubblica Italiana#Art. 95|95]] e [[s: Costituzione della Repubblica Italiana#Art. 96|96]].
Il [[presidente della Repubblica Italiana|presidente della Repubblica]] nomina il presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri (art. 92).
 
Nella prassi la nomina è preceduta da un complesso processo, detto "[[fase delle consultazioni]]". Questo inizia con il presidente della Repubblica che ascolta i pareri dei presidenti della [[Camera dei deputati (Italia)|Camera dei deputati]] e del [[Senato della Repubblica]], nonché dei [[senatore a vita|senatori a vita]] di diritto in quanto ex presidenti della Repubblica; successivamente sonda gli orientamenti delle forze politiche presenti in Parlamento al fine di individuare una personalità in grado di raccogliere un largo consenso. Se da tali sondaggi emerge un nome, conferisce l'incarico di formare il nuovo governo ma nel caso di crisi di governo caratterizzate da incertezza o litigiosità il presidente della REpubblicaRepubblica può optare per un mandato "esplorativo", affidato a personalità ''super partes'' per verificare la possibilità di formare una maggioranza parlamentare.<ref name=formazione/>
 
A questo punto, il presidente del Consiglio incaricato può: accettare l'incarico con riserva o svolgere una propria fase di consultazioni o rinunciare all'incarico o sciogliere la riserva e proporre al presidente della Repubblica la lista dei ministri.
La nomina consiste nell'emanazione di tre decreti:
 
* quello di nomina del presidente del Consiglio (controfimatocontrofirmato dal presidente del Consiglio nominato, per attestare l'accettazione);
* quello di nomina dei singoli ministri (controfimatocontrofirmato dal presidente del Consiglio nominato);
* quello di accettazione delle dimissioni del governo uscente (controfirmato anch'esso dal presidente del Consiglio nominato)<ref name=formazione>[http://www.governo.it/Governo/Struttura/formazione.html La formazione del Governo], governo.it.</ref>.
 
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