Differenze tra le versioni di "Processo formulare romano"

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La '''condemnatio''' era invece la parte della formula con la quale si attribuiva al giudice il potere di condannare o assolvere il convenuto a seconda che risultassero o meno fondate le circostanze addotte nelle altre parti della formula che la precedevano. Tale potere può dirsi però attribuito dalla formula nella sua complesso, ecco perché Gaio inquadra la ''condemnatio'' come quella ''pars formulae'' nella quale erano indicati i criteri attraverso i quali il giudice stabiliva l'eventuale ammontare della condanna. Anche la ''condemnatio'', come l'''intentio'', poteva essere ''certa'' o ''incerta'', secondo che la somma di denaro che ne costituiva oggetto, chiamata anch'essa ''condemnatio'', fosse già indicata nel suo ammontare oppure no. Nelle ipotesi di ''condemnatio incerta'', dunque, sarebbe spettato all'organo giudicante il compito di determinare tale importo secondo i criteri che nella formula erano indicati. In taluni casi questo potere di valutazione poteva essere limitato apponendo alla ''condemnatio'' una limitazione, comunemente detta ''[[taxatio]]'' (Gai. 4.51), ossia un importo massimo che il giudice non avrebbe potuto superare, commettendo altrimenti un illecito (Gai. 4.52).
 
Se l{{'}}''intentio'' era certa l{{'}}''actor'' poteva incorrere nel rischio della ''pluris petitio'', ovvero nella richiesta di più di quanto fosse tenuto a chiedere. Per esempio si supponga che Numerio Negidio sia debitore nei confronti di Aulo Agerio di cento sesterzi, ed Aulo Agerio chieda centodieci sesterzi. Come già detto incorrerebbe nella ''pluris petitio'', che porterebbe all'assoluzione del ''vocatus''. Non sorgevano problemi se l{{'}}''intentio'' fosse stata incerta, poiché l'ammontare della somma non era chiarificato (e lo sarebbe stato con la DEMOSTRATIODEMONSTRATIO), o se l{{'}}''actor'' avesse chiesto meno di quanto fosse tenuto a chiedere (''minoris petitio''). Per esempio, Aulo Agerio è creditore nei confronti di Numerio Negidio di cento sesterzi e chiede novanta sesterzi. In questo caso il giudice condanna Numerio Negidio a risarcire novanta sesterzi, mentre i restanti dieci sesterzi Aulo Agerio avrebbe potuto chiederli in un secondo momento, con un altro magistrato (pretore), oppure al cambio della carica pretoria.
 
Nei giudizi divisori (''actio familiae erciscundae'' e ''actio communi dividundo'') e nell'azione per il regolamento dei confini (''actio finium regundorum'') l<nowiki>'</nowiki>''adiudicatio'' attribuiva al giudice il potere di ''adiudicare'', ossia di attribuire con efficacia costitutiva ai litiganti parti definite di quanto fosse oggetto di divisione giudiziale o parti del terreno confinante.
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