Differenze tra le versioni di "IMCA Radio"

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|nazioni =
|sede = [[Alessandria]]
|gruppo = [[Fabbrica Italiana Magneti Marelli]]
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}}
'''IMCA Radio S.p.A.'''<ref>{{cita web|url=http://dati.acs.beniculturali.it/oad/uodMarchi/MR090889|titolo=I.M.C.A. Radio S.p.A.|accesso=27 aprile 2021}}</ref> è stata un'[[azienda]] [[italia]]na di [[Alessandria]] produttrice di [[elettronica di consumo]]. Fondata nel [[1921]] come ditta produttrice di scatole di cartoni per l'imballaggio, entrò nel settore elettronico nel [[1936]]. Passata nel [[1960]] sotto il controllo della [[Fabbrica Italiana Magneti Marelli|Magneti Marelli]], fu incorporata e assorbita da quest'ultima nel [[1967]].
 
== Storia ==
IMCA Radio conservò le caratteristiche e le dimensioni di un'[[impresa artigiana]]: nel 1939 realizzò un [[fatturato]] di 1,5 milioni di lire ed un [[utile]] netto di 224,7 mila, impiegava 28 dipendenti, e registrava una [[produzione]] giornaliera di 6.000 scatole e 20 apparecchi radio.<ref name="fondazione"/> Dopo l'ingresso dell'[[Italia fascista]] nella [[Seconda guerra mondiale]] del 1940, IMCA ricevette [[Commissione (contratto)|commesse]] da parte dello Stato per la costruzione in serie di [[stazione radio|stazioni radio]] [[ricetrasmittente|ricetrasmittenti]] ad onde ultracorte - i primi in assoluto di produzione italiana - per il servizio di avvistamento contraereo per i servizi di collegamento tra [[Regio Esercito]] e [[Regia Aeronautica]], e per la [[Regia Marina]].<ref name="stazioniradio">{{cita news|autore=|titolo=Un'industria di avanguardia nel campo elettronico|pubblicazione=[[La Stampa]]|data=9 ottobre 1952|p=7}}</ref> Al termine del conflitto fu ripresa la produzione di apparecchi radiofonici per uso domestico: nel 1949, IMCA presentò il modello Nicoletta IF51, così chiamato in omaggio alla nascita prima nipotina del suo titolare, ed il primo di produzione italiana con modulatore [[Modulazione di frequenza|FM]].<ref name="sophie"/><ref>{{cita|Soresini, Chiàntera, Castiglioni|p. 241}}.</ref> Le competenze acquisite durante la guerra nella costruzione delle stazioni radio-ricetrasmittenti, sia fisse che autotrasportate, permisero alla ditta monferrina di diventare fornitrice dei predetti apparati per l'[[Arma dei Carabinieri]], il [[Corpo nazionale dei vigili del fuoco]] e la [[Polizia di Stato]].<ref name="stazioniradio"/> Nel corso degli anni cinquanta, IMCA si specializzò anche nella produzione dei [[televisori]].<ref name="stazioniradio"/>
 
Nel 1960, IMCA fu rilevata dalla [[Fabbrica Italiana Magneti Marelli|Magneti Marelli]]: l'azienda milanese volle integrare la produzione di apparecchi radioriceventi e di televisori della [[Radiomarelli]], in un momento di forte richiesta e di insufficiente produzione a causa degli sforzi dedicati all'espansione del settore.<ref>{{cita libro | autore=A. S. Ori | titolo=Vicerè a Torino. Il potere degli Agnelli| anno=1969 | editore=Settedidenari | p=90}}</ref> Due anni più tardi, nel 1962, fu chiuso lo stabilimento di Alessandria, e da allora l'azienda e il [[marchio]] furono solo di natura commerciale.<ref name="sophie"/> Nel 1967, Magneti Marelli passò sotto il controllo della [[Gruppo Fiat|FIAT]], che attuò un piano di riorganizzazione con cui le controllate di MM, tra cui la stessa IMCA Radio, furono incorporate nella società-capogruppo.<ref>{{cita news|autore=|titolo=Concentrazione di società nella Magneti Marelli|pubblicazione=[[Corriere della Sera]]|data=17 novembre 1967|p=6}}</ref><ref>{{cita libro | autore= | titolo= Le società quotate alla Borsa valori di Milano dal 1861 al 2000. Profili storici e titoli azionari| anno= 2002| editore=Scheiwiller| p=398}}</ref>
 
== Note ==
9 707

contributi