Corpo nazionale giovani esploratori ed esploratrici italiani: differenze tra le versioni

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Nel gennaio del [[1912]], il dottor [[Carlo Colombo (medico)|Carlo Colombo]] terminò di scrivere lo statuto del suo movimento, diviso in due sezioni, maschile e femminile, che chiamò rispettivamente «Corpo dei giovani esploratori» e «Unione delle giovinette esploratrici», con lo scopo d'essere strumento educativo per tutti i ragazzi e le ragazze italiane. Con un gruppo di giovani della Società sportiva «Podistica Lazio», Colombo compì un esperimento, avviato il 12 ottobre 1912, ai prati della Farnesina a [[Roma]]: fu un gran successo e da quell'iniziativa ebbe origine, all'interno della società, la quarta sezione, dedicata «all'istruzione premilitare, al tiro a segno e agli allievi esploratori» della quale fu eletto (durante l'assemblea della società sportiva, come riportato dal quotidiano «Il Messaggero» il 7 febbraio 1913) presidente il generale Gaetano Zoppi e fra i vice-presidenti lo stesso Colombo. Quando si sentì pronto, Colombo si staccò dalla società sportiva dando vita al Corpo nazionale dei giovani esploratori d'Italia (GEDI), ufficialmente fondato a Roma il 30 giugno [[1913]].
 
Carlo Colombo, che assunse la carica di commissario generale e capoesploratorecapo esploratore, ebbe la soddisfazione di vedere la sua istituzione crescere, moltiplicarsi e farsi molto onore. I giovani esploratori e le giovinette esploratrici, dal camiciotto verde, intervennero a favore delle popolazioni marsicane colpite dal terremoto del 13 gennaio [[1915]] e con opere di servizio durante la [[prima guerra mondiale]]. Aderirono all'associazione personalità del mondo della scienza e della cultura: bastino gli esempi di [[Guglielmo Marconi]], che fu presidente onorario della sezione di [[Bologna]], nonché [[Gabriele d'Annunzio]] e [[Pietro Mascagni]] che furono consiglieri del consiglio direttivo nazionale. Nel Corpo nazionale confluirono gran parte delle sezioni dei [[Ragazzi esploratori italiani]] (REI). I giovani esploratori, in omaggio ai primi [[gruppi scout]], usarono il giglio dei REI della sezione ligure, a cui fu aggiunto il cartiglio col motto «Sii preparato».
 
Nel gennaio del [[1914]], il CNGEI risulta già essere sotto il patronato dei ministri della Guerra, della Marina, delle Colonie e della Pubblica Istruzione, cui si aggiunsero nel corso dell'anno il patronato del presidente del Consiglio dei ministri, del ministro degli Affari Esteri e, infine, del ministro dell'Interno. Il 10 novembre 1914 uscì il primo numero della rivista del CNGEI, ''[[Sii preparato!]]''. È questa la prima pubblicazione periodica dello [[scautismo]] comparsa in [[Italia]] nonché primo esempio di mensile per ragazzi. Con l'uscita della rivista l'associazione assunse definitivamente il nome di «Corpo nazionale dei giovani esploratori italiani ("Boy-Scouts" d'Italia)». Nello stesso anno risulta già costituita, a [[Roma]], sempre per cura di Colombo, la sezione femminile che accolse le ''girl scouts'', anche se i primi esperimenti di scautismo femminile furono condotti fin dal 1913. La presidenza della sezione di Roma fu assunta dalla baronessa Ferrero, con al suo fianco [[Mary Rossi]] (già collaboratrice in Inghilterra di [[Robert Baden-Powell]]) in qualità di caporeparto e commissaria.
 
Nella primavera del 1915 la sezione romana delle esploratrici fu sciolta è prontamente ricostituita il 29 giugno 1915, quando si svolse l'assemblea costituente della «nuova» sezione di [[Roma]] delle giovinette esploratrici, che segnò la data ufficiale della nascita dell'[[Unione Nazionale delle Giovinette Esploratrici Italiane|Unione nazionale delle giovinette esploratrici italiane]] (UNGEI). Assunse la presidenza la principessa [[Anna Maria Borghese de Ferrari]], mentre Mary Rossi fu rieletta commissaria. Dal 5 maggio 1915 il CNGEI fu posto sotto l'alto patronato del re. Inoltre, il re permetteva l'iscrizione al Corpo nazionale del [[Umberto II di Savoia|principe ereditario Umberto]] e più tardi, dietro insistenza della regina Elena, acconsentì all'iscrizione della [[Giovanna di Savoia (1907-2000)|principessa Giovanna]] all'UNGEI e autorizzò, sull'esempio dei fratelli scout inglesi, a fregiare della corona regia il distintivo degli esploratori reali.
 
Questi eventi segnarono il pieno successo dell'opera di Carlo Colombo. Lo stesso [[Robert Baden-Powell]] gli scrisse, chiamandolo ''chief scout of Italy'', di seguirlo con il più gran piacere ed interesse. Il [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|duca degli Abruzzi Luigi Amedeo]] di Savoia, grande esploratore, assunse la presidenza generale del Corpo. Il 21 dicembre [[1916]], il capo dello Stato, su proposta del ministro della Pubblica Istruzione [[Francesco Ruffini|Pasquale Ruffini]], eresse il CNGEI in [[ente morale]] con [[decreto luogotenenziale]], a riconoscimento della sua funzione educativa nei confronti della gioventù. Queste caratteristiche sono mantenute tuttora: ovviamente il patronato è del [[Presidente della repubblica]] e degli odierni ministeri della Pubblica Istruzione, degli Affari Esteri, dell'Interno e della Difesa. D'altra parte, il Corpo nazionale non mancò di essere bersaglio di critiche. Durante il primo conflitto mondiale, che fu per il CNGEI un periodo di indubbia fortuna, ci furono episodi di netto rifiuto. In diverse città l'ambiente fu ostile agli esploratori nazionali e talvolta essi furono fatti segno di gravi violenze da parte di ragazzi definiti, dalle colonne della rivista, come «non pochi giovinastri», «tristi avvinazzati o malviventi». Ma la più energica disapprovazione giunse dalle organizzazioni operaie e socialiste: le classi popolari vedevano lo scautismo con diffidenza, nel migliore dei casi come qualcosa di estraneo alla propria cultura e alle proprie necessità. All'inizio, gli ambienti e la stampa cattolica di stretta osservanza assunsero toni virulenti contro lo scautismo, avanzando argomenti di natura dottrinale, come il naturalismo educativo o l'indifferentismo religioso e, in particolare, contro lo scautismo femminile, definito una «sconvenienza» e una «incredibile audacia»; inoltre, molte polemiche furono sollevate dai cattolici circa il legame tra lo scautismo in generale, e in particolare del CNGEI, e la [[massoneria]].<ref>Giuseppe dell'Oglio, ''La genesi dello scautismo'', Sarno, Tipografia Buonaiuto, 2017, pp. 23-55.</ref> L'accusa fu sempre respinta da Colombo, ma pare accertato il favore del vertice massonico italiano per il CNGEI (la giunta del [[Grande Oriente d'Italia]] affrontò il tema della diffusione dello scautismo in una seduta del 1913).<ref>Giuseppe dell'Oglio, ''Alere Flammam. Breve storia dello scautismo in Italia'', Milano, Lampi di stampa (collana TuttiAutori), 2010, pp. 44-46.</ref> Fabrizio Marinelli afferma che, in effetti, fu probabile «che l'influenza massonica sia stata molto più importante all'inizio, ma sia andata scemando anno dopo anno», anche se «contatti di dirigenti scout con la massoneria sono continuati fino allo scioglimento».<ref>Fabrizio Marinelli, ''I Giovani Esploratori Italiani. Breve storia del C.N.G.E.I. 1912-1976'', Roma, Edizioni Scautismo, 1983, pp. 14-15.</ref> Malgrado questo, il CNGEI-UNGEI con l'Italia in guerra raggiunse il massimo della propria espansione con oltre quattrocento sezioni e sottosezioni, molte delle quali con sedi nelle colonie o comunità italiane all'estero, come ad [[Alessandria d'Egitto]], [[Asmara]], [[Atene]], [[Bengasi]], [[Buenos Aires]], [[Il Cairo]], [[Costantinopoli]], [[Esch-sur-Alzette]], [[Lussemburgo]], [[Marsiglia]], [[Parigi]], [[Porto Said]], [[San Marino]], [[San Paolo (Brasile)|San Paolo del Brasile]], [[Salonicco]], [[Smirne]], [[Tripoli]], [[Tunisi]] e [[X. d'Albania]],<ref>Beatrice Pisa, ''Crescere per la patria. I giovani esploratori e le giovani esploratrici di Carlo Colombo (1912-1927)'', Milano, Edizioni Unicopli, 2000, pp. 67-68; ''Lo Scautismo italiano all'estero. 1914-1974'', a cura di Andrea Padoin, Martellago, Edizioni Eurooffset, 2010, pp. 5-6 e 27-77.</ref> con un totale di iscritti che oscillava dai venti ai trentamila soci (una cifra mai più raggiunta), nonostante la presenza dell'[[ARPI]], di [[Ugo Perucci]], e la fuoriuscita dalle proprie file del ramo cattolico minoritario, con la conseguente nascita dell'[[Associazione scouts cattolici italiani]] (ASCI).
 
Nel 1916, nel CNGEI fu costituita la classe speciale degli esploratori marini, sviluppando le attività già avviate dal 1915, formando dei reparti autonomi e separati da quelli degli esploratori comuni. Un loro primo convegno a carattere nazionale si svolse nell'estate [[1917]]. Campi marini nazionali si svolsero nel [[1918]], nel [[1919]], nel [[1920]], nel [[1921]] e nel [[1922]] a cui seguirono altri incontri nazionali. Nel 1921 erano previsti anche i reparti fluviali, cui si aggiunsero quelli lacuali, ufficialmente istituiti nel [[1923]]. Importanti furono anche le imprese dei reparti fluviali e lacuali. Tra le specialità degli esploratori marini e fluviali sono da ricordare gli ''idro-ski'', speciali scivolatori acquatici che destarono l'interesse di Baden-Powell. Nell'[[UNGEI]] non era prevista la classe dei marini, e infatti le attività marine non erano una caratteristica del reparto ma un'attività.
 
Nel 1918, il vicepresidente generale del CNGEI, [[Vittorio Fiorini]], nella sua relazione al Convegno nazionale tenutosi a [[Roma]], propose l'istituzione della classe «[[seniori]]», vale a dire gli adulti scout. La proposta di Fiorini, approvata dagli organi statutari, ebbe pratica attuazione con le disposizioni apparse sul «Bollettino Ufficiale» del Corpo Nazionale di ottobre-dicembre 1918, e con la regolamentazione del 1919 che istituì gli «esploratori seniori», i quali ebbero in Italia, primi nel mondo, un loro ordinamento, attribuzioni e doveri.<ref>Giuseppe dell'Oglio, ''Alere Flammam'' cit., pp. 56-57.</ref>
 
Nell'immediato dopoguerra il CNGEI fu travagliato da una grave crisi di iscrizioni e di metodi. La direzione fu quindi assunta da Vittorio Fiorini che dopo la morte di Colombo e fino al 1922, tranne che per brevi periodi, ebbe le funzioni di commissario generale delegato.
All'inizio del 1921, Fiorini rielaborò il testo del «giuramento» che, sia per i novizi sia per gli esploratori, fu chiamato «promessa», nonché quello del «decalogo», facendoli aderire maggiormente al metodo scout e alla legge dettata da Baden-Powell.
 
Nel [[1922]] fu eletto commissario generale del CNGEI [[Roberto Villetti (scout)|Roberto Villetti]] che rivide progressivamente modi e norme del progetto pedagogico dell'ente, spogliandolo del militarismo che durante la guerra si era molto accentuato, nonché dell'a-religiosità, che fu reinterpretata come non-confessionalità; fu quindi sottolineata l'importanza della formazione spirituale dei giovani, creando i giusti limiti per un'associazione aperta, all'interno delle sezioni, verso l'educazione religiosa; il nome di Dio fu inserito, nel [[1923]], nella promessa. Inoltre, il titolo di commissario generale e capoesploratorecapo esploratore fu mutato in commissario nazionale e caposcoutcapo scout.
 
Sempre nel [[1922]] riprendono le pubblicazioni, sospese alla fine del [[1921]], della rivista del CNGEI «Sii preparato!», che si trasformò in un periodico più ricco e cattivanteaccattivante, e nel corso dell'anno si introdusse una rubrica, la «Cronaca femminile», dedicata alle attività dell'UNGEI; nel 1923 il mensile dei novizi bolognesi pubblicato dalla sezione di Bologna, «Il Lupetto», fu inserito nel «Sii preparato!» come rubrica destinata ai lupetti, mantenendo la testata originale.<ref>Giuseppe dell'Oglio, ''Alere Flammam'' cit., p. 60.</ref>
 
In seguito alla Conferenza internazionale scout di [[Parigi]] del 1922, che stabilì che il movimento maschile e quello femminile dovessero essere completamente indipendenti e non dovevano avere gli stessi nomi nelle rispettive nazioni, l'UNGEI, nel febbraio [[1923]], con l'approvazione del nuovo statuto, modificò il proprio nome in «Unione nazionale giovinette volontarie italiane» (UNGVI) con una fisionomia propria e autonoma. La direzione generale passò da [[Roma]] a [[Rovereto]] sotto la guida di [[Antonietta Giacomelli]] che aveva assunto la carica di commissaria generale. Nel [[1924]] iniziò la pubblicazione della rivista dell'UNGVI ''Sii preparata'', con redazione a [[Rovereto]]. La Giacomelli, esponente del cattolicesimo non integralista, in realtà operò nell'intento di allontanare l'istituzione dall'originaria ispirazione laica e risorgimentale. Non tutte le sezioni mutarono il nome di esploratrici con quello di volontarie e quindi di fatto non aderirono alla nuova realtà associativa. Nell'autunno del [[1925]] risultava che qualche sezione di giovani esploratrici proseguiva ancora le attività all'ombra del CNGEI, che di fatto non modificò mai lo statuto del 1916.<ref>Giuseppe dell'Oglio, ''Alere Flammam'' cit., pp. 60-63.</ref>
Parallelamente ai movimenti mondiali, sono nate alcune organizzazioni federative ufficiali tra le associazioni scout e guide riconosciute, per meglio coordinare gli scambi di collaborazione internazionale, quali l'«Unione Internazionale delle Associazioni Scout e Guide Laiche e Pluraliste», oggi inattiva, di cui è stato membro fondatore il CNGEI.
 
Il 7 settembre [[1997]] il consiglio nazionale approva un ulteriore documento, utilizzato come argomento d'esame in molti corsi di pedagogia all'[[Università]], il «Progetto Educativo Globale» (PEG), la cui elaborazione era iniziata nel 1989; infatti, verso la fine degli anni Ottanta, a più livelli, si sente nel CNGEI l'esigenza di ripensare in modo globale alla proposta educativa dell'associazione. Il PEG è lo strumento pedagogico in cui sono dettate le linee guida educative seguite dal CNGEI per perseguire lo scopo dello scautismo, ossia una buona educazione scout e la conseguente formazione del buon cittadino.<ref>Cesare Corradini - Fabrizio Marinelli - Giuseppe dell'Oglio, ''nel Centenario del Cngei'' cit., pp. 88-89.</ref> Nello stesso anno il motto della branca rover, «Servire», sarà modificato in «PreparasiPrepararsi a servire».
 
=== Il nuovo millennio ===
Dal 30 maggio al 2 giugno 2015 si è tenuto, al camping di [[Casal Borsetti|Casalborsetti]] (Ravenna), l’evento nazionale '''#lupetti2015'''. Erano presenti all'evento oltre 1000 partecipanti fra lupetti, vecchi lupi (capi) e senior in servizio. Durante le attività del campo sono stati trattati argomenti importanti come il [[bullismo]], i [[Social Network|social network]] e l'[[identità di genere]] per sviluppare curiosità, apertura e rispetto verso ciò che è diverso da sé.
 
Dal 1° al 13 agosto 2018 si è svolto, nell'area naturalistica di Pianezze, a [[Vialfrè]] il Campo Nazionale "C'è Avventura"<ref>{{Cita web|url=https://cn2018.cngei.it/|titolo=CN2018 - Home - Scout Camp - Campo Scout Nazionale CN2018|sito=Campo Scout Nazionale CN2018|accesso=21 luglio 2018}}</ref>. Erano presenti al campo circa 4600 partecipanti fra esploratori, esploratrici, rover, capi e senior in servizio. Presenti anche diverse delegazioni estere provenienti dall'[[Egitto]], da [[Israele]], dalla [[Spagna]], dalla [[Francia]], dal [[Regno Unito]], dalla [[Germania]] e dalla [[Polonia]]. Con 15 sottocampi, da 300 persone ciascuno, è stato il campo nazionale più numeroso della storia del CNGEI.
 
Dopo un lungo processo di revisione, nel 2019 l'Assemblea Nazionale approva il nuovo statuto, con il quale l'associazione si allinea ai requisiti introdotti dalla riforma del [[Terzo settore|Terzo Settore]]. Il CNGEI diventa [[Ente del terzo settore|Ente del Terzo Settore]] i cui soci non sono più le persone fisiche ma i Gruppi Regionali e le Sezioni. Inoltre gli organi di garanzia del Collegio dei Revisori dei Conti (CRC) e la Commissione di Vigilanza e Controllo (CoViCo) sono sostituiti dal nuovo Organo di Revisione e Controllo (OReCo).
 
Nel 2020 l'associazione acquista la prima sede centrale di proprietà inaugurandola in ottobre alla presenza del [[Ministri per le pari opportunità della Repubblica Italiana|ministro per le pari opportunità]] e la famiglia [[Elena Bonetti]].<ref name="NuovaSC">{{Cita web|url = https://cngei.it/inaugurata-dal-ministro-bonetti-la-nuova-sede-nazionale-del-cngei/|titolo = CNGEI, Inaugurata la nuova sede nazionale del CNGEI dalla Ministra Bonetti|accesso = 30 Aprile 2021}}</ref>
 
Nello stesso anno il CNGEI deve affrontare le limitazioni dovute alla [[Pandemia di COVID-19 in Italia]]. Gli eventi per capi <ref name="odp20">{{Cita web|url = https://cngei.it/odp-2020/|titolo = Odp 2020: 973 adulti scout del CNGEI iscritti agli incontri|accesso = 30 Aprile 2021}}</ref> e le assemblee nazionali vengono svolte per la prima volta online<ref name="an20">{{Cita web|url = https://cngei.it/assemblea-nazionale-cngei-2020-a-distanza/|titolo = Assemblea Nazionale CNGEI 2020: prima volta online a distanza|accesso = 30 Aprile 2021}}</ref> mentre altri eventi, come il raduno "Estate Rover Nazionale 2020", dopo un primo rinvio al 2021, sono stati annullati. Ad esclusione delle zone rosse e dei periodi di sospensione nazionale degli incontri in presenza<ref>{{Cita web|url = https://cngei.it/aggiornamento-coronavirus-sospensione-attivita/|accesso = 30 Aprile 2021}}</ref><ref>{{Cita web|url = https://cngei.it/aggiornamento-covid-19-sospensione-attivita-scout-cngei/|accesso = 30 Aprile 2021}}</ref><ref>{{Cita web|url = https://cngei.it/aggiornamento-coronavirus-sospensione-attivita-fino-a-3-maggio-2020/|accesso = 30 Aprile 2021}}</ref>, i decreti governativi emergenziali hanno permesso lo svolgimento delle attività a livello locale (campi estivi inclusi), seppur con le dovute limitazioni in merito a salute e sicurezza (tra cui il distanziamento fisico e l'uso di dispositivi di protezione individuale).<ref>{{Cita web|url = https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/05/17/20A02717/sg|titolo = Presidenza del Consiglio dei Ministri, DPCM 17 Maggio 2020|accesso = 30 Aprile 2021}}</ref><ref>{{Cita web|url = http://famiglia.governo.it/media/1934/20200516_linee-guida-centri-estivi_2344.pdf|titolo = Dipartimento per le politiche della famiglia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza COVID-19, 15 Maggio 2020|accesso = 30 Aprile 2021}}</ref>
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