Riserva naturale Sasso Fratino: differenze tra le versioni

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===Istituzione della Riserva Naturale Integrale===
Nel 1959 prima in Italia, grazie anche all'impegno dell'allora Amministratore delle Foreste Demaniali Casentinesi Dott. Fabio Clauser (Corpo Forestale dello Stato) e del Prof. Mario Pavan (Università di Pavia), viene istituita la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino su un'area di 113 ha sul versante nord-est di Poggio Scali; successivamente venne estesa a più riprese su proposta dell'allora Amministratore delle Foreste Demaniali Prof. Michele Padula (1971 : 110 ha, 1972: 261 ha, 1980: 551 ha,) fino agli attuali 764,25 ha. D.M. 15 aprile 1983 (G.U. n° 172 del 24 giugno 1983). Il resto delle foreste che circonda Sasso Fratino sono costituite dalle Riserve Naturale Biogenetiche di Campigna, Scodella, Camaldoli e Badia Prataglia - Lama ( gestite dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Pratovecchio) e dalla Riserva Integrale della Pietra (istituita nel 1992 dalla Comunità Montana del Casentino) di proprietà della Regione Toscana (gestita attualmente dall'Unione dei Comuni Montani del Casentino).
 
Negli anni successivi alla nascita di Sasso Fratino, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, sono state istituite altre Riserve Integrali : la R.N.I. del Monte Falco, la R.N.I. del Rovino, la R.N.I. del Monte Penna, la R.N.I. della Pietra e l'area integrale della Posticcia.
 
Nel [[1985]] alla R.N.I. di Sasso Fratino viene assegnato il Diploma Europeo per la conservazione della natura da parte del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa. Nel 1993 viene istituito il [[Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna]], e la Riserva di Sasso Fratino fu inserita nella [[zona di protezione integrale]].
 
===Flora===
La Riserva è caratterizzata da un'importante copertura forestale di fustaie mature, con una ricca florula erbacea che, per struttura e composizione, rendono queste cenosi con un alto valore di naturalità. Numerosi gli studi effettuati su questo lembo di territorio, svolti da scienziati provenienti da tutto il mondo. Tra le specie endemiche, sono da citare : A''renaria bertolonii, Brachypodium genuense, Festuca inops, Sesleria pichiana e Epipactis flaminia''. L'importanza fitogeografica della Riserva è testimoniata anche dalla presenza di specie quali : ''Filipendula ulmaria'' subsp. ''denudata'' ( che ha nella Riserva Integrale le uniche stazioni dell'Appennino Tosco-Emiliano), ''Leucopoa dimorpha, Carex macrolepis'' ( che hanno qui le uniche stazioni in ambito regionale ), ''Gymnocarpium robertianum'' ( uniche stazioni dell'Appennino Tosco - Romagnolo) e ''Phegopteris connectilis'' ( limite meridionale dell'areale). Tra le altre entità di rilievo si ricordano : ''Asplenium viride, Polysticum lonchitis, Saxifra aizoides, Matteuccia struthiopteris'' ( uniche stazioni dell'Appennino) e ''Huperzia selago''.
 
Per una dettagliata conoscenza delle numerosissime specie vegetali presenti all'interno della Foresta, si rimanda al flora della Riserva Integrale di Sasso Fratino pubblicata dal personale [[Corpo Forestale dello Stato]] - [[Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali]] sui Quaderni della Società per gli Studi Naturalistici della Romagna nell'anno 2006 e reperibile online http://www.ssnr.it/23-4.pdf, nonché al catalogo online della Biblioteca del Parco Nazionale [http://www.parcoforestecasentinesi.it/pfc/index.php?option=com_content&Itemid=52&task=view&id=107&jos_change_template=pfc_vivere&Itemid=52&lang=it sito].
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