Differenze tra le versioni di "Basilica di Santa Cecilia in Trastevere"

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Degli ambienti sotterranei era nota soltanto la cripta e il cosiddetto "Bagno", il calidarium in cui la leggenda voleva che si fosse fatto il primo tentativo di soffocare Cecilia, fino a quando il titolare di Santa Cecilia fra il [[1887]] e il [[1913]], cardinale [[Mariano Rampolla del Tindaro]] decise all'inizio del Novecento di restaurare e ampliare la cripta. Con l'occasione furono effettuati saggi di scavo nel pavimento della chiesa e del convento, che portarono alla scoperta di numerosi e complessi ambienti sottostanti, per una profondità di circa 5 mt.
 
Sono stati rinvenuti resti di una ''domus'' del [[II secolo a.C.]] (murature e colonne dell{{'}}''atrium'', pavimentazioni) e tracce di lavori successivi che portarono la domus, in tutto o in parte, ad essere convertita in [[insula]]. Ciò è facilmente comprensibile se si pensa che la regione di Trastevere, in epoca repubblicana ancora agricola e ad urbanizzazione estensiva, si affollò successivamente, in epoca imperiale, con il crescere della popolazione urbana.
 
L'evoluzione edilizia delle costruzioni scoperte copre un periodo di alcuni secoli, giungendo fino all'epoca [[Publio Elio Traiano Adriano|adrianea]] ([[II secolo]]). L<nowiki>{{'</nowiki>}}''insula'' utilizzò in parte murature preesistenti, ponendo il cortile al posto dell<nowiki>{{'</nowiki>}}''atrium'' antico, e presenta tracce di una strada, di una scala d'accesso, di un'aula e di un piccolo impianto termale interno, presumibilmente privato, nonché di pavimentazioni. Un ambiente che presenta alcune vasche molto ben costruite ma non impermeabilizzate (probabilmente destinate a stoccaggio di derrate) che al momento dello scavo furono trovate riempite di terra sotto un pavimento evidentemente successivo, conferma l'ipotesi di datazione al II secolo della trasformazione della ''domus'' in ''insula''.
 
Modifiche ulteriori vennero apportate con l'uso cristiano dell'immobile nei secoli successivi: una sala con una vasca circolare fu trasformata in un battistero esagonale rivestito di marmo. Accanto a questa è il ''balneum'' che la tradizione indica come luogo di martirio di Cecilia.
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