Giovanni Battista Tommasi: differenze tra le versioni

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Dopo cinque campagne compiute come Caravanista, prima sopranumerario poi fisso, divenne Insegna, poi Tenente, quindi Ufficiale in seconda e nel 1760 Campitano assumendo il comando di uno Sciabecco, nave non molto grande ma veloce e ben armata che imbarcava 250 uomini ed adatta al pattugliamento costiero. Dopo una brillante carriera che lo vide da prima come semplice cavaliere divenne Commendatore, Balì e, infine, Gran Croce. Fu Capitano di Paviglione della Squadra e, infine, Luogotenente Generale delle Armi in mare del Gran Maestro e Comandante dei Vascelli nel 1783. A compenso dei suoi servigi godette della Commenda Fiorucci di Pietralunga in Umbria, di quella di Modica e Randazzo in Sicilia, di quella di San Giovanni di Troia in Puglia, del Baliaggio di San Cassiano in Umbria e di altri importanti benefici. Alla morte del Gran maestro di Rohan il Balì Tommasi era fra i più qualificati alla successione e presso di lui si radunò l'Assemblea del partito antitedesco, ma gli intrighi internazionali dei quali è ricco questo periodo storico, favorì l'elezione di Ferdinando von Hompesch che avvenne il 17 luglio 1797.
 
Membro della [[Massoneria]], nel [[1788]] fu Venerabile della loggia di Malta "Saint-Jean d'Ecosse du Secret et de l'Harmonie", fondata nel [[1764]], sciolta nel [[1771]] e ricostituita nel [[1785]] dal conte [[Johann Kollowrat]]<ref> [[Carlo Francovich]], ''Storia della Massoneria in Italia, i Liberi Muratori italiani dalle origini alla Rivoluzione francese'', Milano, Ed. Ghibli, 2013, p. 458, n. 3.</ref>.
 
Nel [[1798]] a seguito della conquista francese dell'isola di Malta, i cavalieri vennero costretti all'esilio. Una parte dei cavalieri andò in [[Russia]] e scelse come nuovo gran maestro l'imperatore [[Paolo I di Russia|Paolo I]], ma la scelta non fu accettata dal Papa perché l'imperatore era di religione ortodossa. Alla morte di Paolo I, il nuovo imperatore [[Alessandro I di Russia|Alessandro I]] rinunciò ad assumere la carica di gran maestro e nominò luogotenente il suo primo ministro in attesa che l'Ordine eleggesse un nuovo gran maestro. Per l'impossibilità di riunire i cavalieri, la scelta fu demandata al Papa e cadde su Tommasi, che accettò e convocò un'assemblea generale dell'Ordine a [[Messina]], dove i cavalieri convenuti ratificarono la sua nomina ([[1803]]). Dopo l'assemblea, i cavalieri si stabilirono temporaneamente a Messina. Anche Alessandro I riconobbe l'elezione, inviando a Tommasi le insegne di gran maestro che erano state detenute da suo padre Paolo I<ref>Marcello Maria Marrocco Trischitta, ''Cavalieri di Malta'', Roma, 1995
 
Trasferito poi l'ordine a [[Catania]] nel [[1804]], risultati vani i progetti di riprendere l'isola di Malta, occupata dagli Inglesi, qui morì il 13 giugno [[1805]]. Alla sua morte, per 75 anni, non venne eletto alcun gran maestro ma semplicemente dei luogotenenti generali con il compito di reggere l'ordine in attesa di una regolare elezione, che sarebbe stata approvata dal pontefice solo nel [[1879]].
 
Membro della [[Massoneria]], nel [[1788]] fu Venerabile della loggia di Malta "Saint-Jean d'Ecosse du Secret et de l'Harmonie", fondata nel [[1764]], sciolta nel [[1771]] e ricostituita nel [[1785]] dal conte [[Johann Kollowrat]]<ref> [[Carlo Francovich]], ''Storia della Massoneria in Italia, i Liberi Muratori italiani dalle origini alla Rivoluzione francese'', Milano, Ed. Ghibli, 2013, p. 458, n. 3.</ref>.
 
==Onorificenze==