Differenze tra le versioni di "Maximilien de Robespierre"

(informazioni sulla sorella minore Henriette)
 
=== Deputato dell'Assemblea costituente (1789-1791) ===
Già al tempo del collegio, Robespierre non aveva mostrato interesse per alcuna confessione religiosa, come notarono con scandalo i suoi maestri, ma non per questo si riconosceva con lo [[Scetticismo metodologico|scetticismo]] o il [[materialismo]] degli Enciclopedisti. Figlio del proprio tempo, aveva assimilato le idee dei ''philosophes'', avvicinandosi con convinzione alle idee di Rousseau, e riteneva che la religione svolgesse un'importante funzione sociale. Se essa rappresentava per lui soltanto un'illusione, riconosceva che quell'illusione poteva essere almeno una consolazione per le masse dei diseredati e degli umili.<ref>{{Cita|Mathiez|18-19|Mathiez1}}.</ref> Al servizio di costoro aveva messo le risorse della sua eloquenza «elegante e castigata». Aveva difeso un'inserviente, accusata ingiustamente di furto da un abate solo perché non era sottostata ai suoi desideri, e la cameriera di Lazare Carnot, che si voleva privare di un’eredità. {{Senza fonte|Aveva difeso un’inserviente, accusata ingiustamente di furto da un abate solo perché non era sottostata ai suoi desideri, e la cameriera di Lazare Carnot, che si voleva privare di un’eredità.}} Con le sue memorie accademiche aveva denunciato i pregiudizi di chi condannava i figli per gli errori dei padri e gli abusi del sistema giudiziario, lassista con i forti e inesorabile con i deboli.<ref>{{Cita|Mathiez|17-19|Mathiez1}}.</ref>
[[File:Louis Boilly Robespierre.jpg|thumb|left|Robespierre nel 1791.]]
Con tutto ciò, Robespierre sarebbe probabilmente rimasto un illuminato avvocato di provincia se la crisi dell'''[[ancien régime]]'' non fosse rapidamente precipitata. Nel 1788 si aprì la campagna per l'elezione dei rappresentanti agli [[Stati generali (Francia)|Stati generali]], convocati per il maggio 1789, e Robespierre presentò la memoria ''À la Nation artésienne, sur la nécessité de réformer les États d’Artois'', nel quale criticava il sistema elettorale in vigore, che non garantiva un’equa rappresentanza dei cittadini, sbilanciata a favore della classe nobiliare.<ref>{{Cita|Mathiez|19-20|Mathiez1}}.</ref> Denunciò anche i tentativi di alcuni nobili di presentarsi candidati per il Terzo Stato e le manovre dei notabili durante le assemblee elettorali con il pamphlet ''Les ennemis de la patrie démasqués par ce qui s’est passé dans l’Assemblée du Tiers état de la ville d’Arras''.<ref>{{Cita|Mathiez|20-21|Mathiez1}}.</ref>