Battaglia di Eraclea: differenze tra le versioni

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{{doppia immagine|destra|Schlacht bei Zama Gemälde H P Motte.jpg|300|Piatto con elefanti in assetto da guerra (Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, Roma).jpg|250|La carica dei "[[carro armato|carri armati]]" dell'antichità: gli elefanti schierati nelle prime linee delle forze epirote|Particolare del piatto risalente al III secolo a.C. rinvenuto nella Tomba 233 (IV) della necropoli delle Macchie. Il piatto è stato probabilmente creato in occasione del trionfo di Curio Dentato su Pirro, re dell'Epiro, nel 275 a.C. e raffigura un elefante da guerra seguito da un elefantino.}}
 
Dopo aver lasciato l'Epiro, Pirro ottenne aiuti militari da [[Antioco I]] di [[Dinastia seleucide|Siria]], da [[Antigono II Gonata]], dal [[re di Macedonia]] [[Tolomeo Cerauno]] e dal re dell'[[Antico Egitto|Egitto]] [[Tolomeo II]]. Reclutò anche altre forze mercenarie, tra cui i cavalieri di [[Tessaglia]] e i [[frombolieri]] di [[Rodi]]. Nel [[280 a.C.]] Pirro salpò verso le coste italiche ma, durante la traversata, fu sorpreso da una tempesta che arrecò danni alle navi e lo indusse a sbarcare le truppe, probabilmente nei pressi di [[Brindisi]]<ref>{{cita|L. Pareti, A. Russi|pag. 341}}.</ref>. Era a capo di 25.500 uomini armati e 20 elefanti<ref name="Plutarco15"/><ref name="Brizzi126">{{cita|G. Brizzi|pag. 126}}.</ref>. Di lì proseguì via terra verso Taranto dove si acquartierò<ref name="AppianoVIII">{{cita|Appiano di Alessandria|VIII}}.</ref>, aiutato dai Messapi<ref name="Plutarco15"/><ref name="Zonara">{{cita|Giovanni Zonara|VIII, 2}}.</ref>.
 
Dopo aver atteso l'arrivo delle restanti navi, Pirro lasciò a Taranto un presidio di 3.000 uomini con il suo fidato ambasciatore Cinea<ref name="ParetiRussi340"/> e si spostò verso sud, accampandosi nei pressi di Eraclea. I Romani avevano previsto l'imminente arrivo di Pirro e mobilitarono otto [[Legione romana|legioni]]. Queste comprendevano circa 80.000 soldati<ref>In teoria una legione completa conteneva al massimo 4.200 fanti e 300 cavalieri, per cui otto legioni corrispondevano a un totale di 33.600 legionari e 2.400 cavalieri, ai quali si dovevano aggiungere gli uomini forniti dalle città alleate (''[[Socii e foederati|socii]]''), generalmente in numero equivalente o comunque di tre volte superiore per cavalieri (900 a unità; cfr. {{cita|P. Connolly|pp. 10-11}}).</ref> divisi in quattro armate<ref>{{cita|Tito Livio|IX, 30}}.</ref>:
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