Differenze tra le versioni di "Cineto Romano"

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In età preromana il territorio cinetese era abitato dall’appendice più meridionale del popolo italico degli [[Equi]], ma subito ad Ovest confinava con la [[Sabina]]; la villa di [[Quinto Orazio Flacco|Orazio]] nella non lontana [[Licenza (Italia)|Licenza]] si trovava, infatti, già “''in Sabinis''”.
 
La più importante testimonianza archeologica del periodo equo è rappresentata dalla necropoli arcaica (VI-V sec. a.C.) in località Casal Civitella, al confine tra [[Riofreddo]] e Cineto Romano, scavata nel 1988-89, il centro più vicino era invece ''[[Trebula Suffenas|]]''Trebula Suffenas'']], presso l’odierna [[Ciciliano]], fulcro della comunità dei ''Aequi Suffenates''.
 
Sulle sommità montane sono stati inoltre individuati abitati risalenti alla fine dell’[[Età del bronzo|età del Bronzo]]-[[Età del ferro|età del Ferro]] e varie roccheforti (''oppida'') utilizzate durante la lunga guerra (V-IV sec. a.C.) che portò infine alla conquista romana con l’istituzione nel 299 a.C. della ''tribus Anienis'' e la costruzione nel 307 a.C., ad opera del censore [[Marco Valerio Massimiano|M. Valerio Massimo]], della ''[[Via Valeria|''via Valeria]]'']].
 
Gli antichi itinerari e la stessa ''[[Tabula Peutingeriana]]'' riportano, fra Varia (oggi [[Vicovaro]]) e la colonia di ''Carsioli'' ([[Carsoli]]), la ''[https://vici.org/vici/58776/ statio ad Lamnas]'', luogo di sosta per i viaggiatori, che si raggiungeva, sotto Cineto Romano, al bivio di due strade: la c.d. ''Valeria vetus'', un percorso inerpicantesi su Colle Cacione-Monte S. Elia, utilizzato durante la guerra come via militare e la più recente Valeria (''nova''), che invece proseguiva costeggiando l’Aniene per poi ricongiungersi alla ''vetus'' presso Riofreddo. La ''statio'', perpetuata in età moderna dalle due Osterie della Spiaggia e della Ferrata, si presentava come un aggregato di edifici dislocati ai lati della Valeria, che divenne una fondamentale arteria di collegamento con l’Adriatico attraverso il Sannio.
Nella valle è inoltre documentata l’organizzazione territoriale paganico-vicana, incentrata cioè su piccoli villaggi (''vici'') riuniti in circoscrizioni (''pagi''), dei quali il poeta Orazio cita il ''vicus'' ''Varia'' e il ''pagus'' ''Mandela'', comprendente anche i santuari rurali, come quello in località S. Vincenzo a Nord-Est di Cineto Romano o il ''fanum'' della [[Vacuna|dea ''Vacuna'']] a [[Roccagiovine]].
 
Nel II sec. a.C.-I d.C. il fondovalle venne ulteriormente valorizzato dalla costruzione degli acquedotti ''[[Acqua Marcia|Aqua Marcia]]'' (144-140 a.C.), ''[[Aqua Claudia|]]''Aqua Claudia'']] e [[Anio Novus|''Anio novus'']] (38-52 d.C.), di cui si sono rinvenuti nel territorio vari tratti di canali ipogei.
 
''Villae'' e ''vici'' furono frequentati sino alla tarda antichità, quando anche in questa zona piuttosto lontana da Roma si affermarono vasti latifondi, quale la ''massa'' (''fundorum'') detta ''Laninas (Laminas o Lamnas)'' dal nome della ''statio viaria'', donata dall’[[Costantino I|Imperatore]] [[Costantino I|Costantino]] al [[Battistero lateranense]] al tempo di [[Papa Silvestro I]]<ref>{{Cita libro|titolo=Z. Mari, «Il territorio di Cineto Romano nell'antichità » in: Da Lamnas a Scarpa. Storia e archeologia nel territorio di Cineto Romano con i recuperi della Guardia di Finanza, Arti Grafiche Roma, Guidonia Montecelio, 2018 (cm 23×30), pagine 128, molte illustrazioni a colori, s. i. p.}}</ref>.