Differenze tra le versioni di "Anton Janša"

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[[File:JansevCebelnjak1.jpg|thumb|L'apiario di Janša a Breznica.]]
== Biografia ==
È noto soprattutto per essere stato uno dei precursori dell'[[apicoltura]] razionale. Essendo molto portato per le [[arti figurative]], così come i suoi fratelli (avevano adibito ad [[atelier]] il fienile della propria casa), furono tutti e tre inviati a Vienna dove, nonostante l'analfabetismo, si iscrissero all'[[Accademia di belle arti di Vienna|Accademia d'Arte]]. Dei tre fratelli, Lovro riuscì a concludere gli studi in quell'accademia, divenendovi professore, mentre Anton preferì dedicarsi intensivamente all'apicoltura, dal 1769, essendo questa una passione che aveva fin da piccolo. A casa aveva oltre cento arnie. L'anno successivo, dopo il sostenimento di un apposito esame, Janša divenne il primo professore di apicoltura delle terre austriache, e si trasferì alla corte imperiale. Teneva le [[Apis|api]] a Vienna, nel giardino imperiale di [[Augarten]], dove per primo dimostrò l'importanza e l'utilità di portare le api a bottinare sul [[grano saraceno]], sia per la sua impollinazione, sia per l'abbondante raccolta di nettare. Divenne ben presto famoso in virtù delle sue conferenze; in tedesco scrisse due importanti libri, il ''Trattato sulla sciamatura delle api'' uscito nel [[1771]] e il ''Manuale completo di apicoltura'' uscito postumo nel [[1775]]. Scrisse Janša in quest'ultima: ''“Le api sono un tipo di mosche, create da Dio perché con la loro diligenza e il loro instancabile lavoro provvedano alle esigenze dell'uomo di prodotti insostituibili come il [[miele]] e la [[Cera d'api|cera]]. Tra tutte le creature del Signore, non ce n'è altra che sia allo stesso tempo utile, docile, e poco esigente, com'è l'ape.”'' Quando Janša morì, l'[[Consorti dei sovrani d'Austria|imperatrice]] [[Maria Teresa d'Austria|Maria Teresa]] emanò un editto in cui obbligava tutti gli apicoltori a seguire le indicazioni contenute nelle opere di Janša. Janša non perse mai l'abitudine di dipingere, e si possono ancora osservare le sue arnie dipinte nel suo apiario, che è tuttora visitabile, grazie alle cure della Società apistica slovena. Tra le sue intuizioni, quella secondo cui i [[Fuco|fuchi]] erano quelli che fecondavano l'[[ape regina]], sfatando l'errata convinzione, diffusa al tempo, che fossero invece portatori d'acqua dell'alveare. Divulgò massicciamente le scoperte di altri naturalisti sulle api, tra i quali primeggia [[Giovanni Antonio Scopoli]]. Nel [[1884]] la Società slovena di frutticoltura e apicoltura appose una targa commemorativa sulla sua casa natale. A lui sono dedicati il Museo dell'apicoltura di [[Radovljica]] e un centro studi sull'apicoltura nella valle di Završnica.