Differenze tra le versioni di "Ghetto di Kovno"

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→‎La liquidazione del ghetto (8-13 luglio 1944): Creo paragrafo specifico riguardante l'esperienze dei bambini di Kovno che furono deportati ad Auschwitz, con nota.
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(→‎La liquidazione del ghetto (8-13 luglio 1944): Creo paragrafo specifico riguardante l'esperienze dei bambini di Kovno che furono deportati ad Auschwitz, con nota.)
Il 27 marzo 1944, tutti i membri della polizia ebraica furono arrestati e interrogati perché rivelassero i luoghi dove le persone di nascondevano.<ref name="HHS" /> Lo stesso giorno e il giorno seguente si compì una vasta retata allo scopo di catturare tutti i bambini e gli anziani ancora presenti nel ghetto. Oltre un migliaio di essi furono catturati e inviati a morire a [[Auschwitz]].<ref>"[http://www.jewishmag.com/154mag/kovno_ghetto/kovno_ghetto.htm From the Lithuanian Holocaust]", ''The Jewish Magazine''</ref>
 
L'8 luglio 1944, le forze tedesche e le milizie ausiliarie lituane penetrarono in forze nel ghetto, che conteneva ancora tra le 7.000 e le 8.000 persone. Migliaia di persone si nascosero nelle case e nei rifugi sotterranei.<ref name="HHS" /> Il comandante delle SS Wilhelm Goecke ordinò che ogni casa del ghetto fosse bruciata e demolita. Per cinque giorni (8-12 luglio), i militari fecero uso di granate fumogene e bombe incendiarie per costringere gli ebrei a uscire allo scoperto. Circa 1.500-2.000 ebrei morirono soffocati o tra le fiamme o in seguito alle esplosioni.<ref name="ushmm.org" /> Alla fine i prigionieri furono 6.000, evacuati su chiatte sul fiume Nemunas o in carri bestiame e deportati nei campi di concentramento di [[Stutthof]] (le donne e i bambini più piccoli) e [[Dachau]] (gli uomini). Tra gli uomini giunti a Dachau c'erano anche 131 bambini del ghetto, che separati dagli adulti furono mandati ad Auschwitz, dove non furono destinati alle camere a gas ma impiegati come forza lavoro. Ridottisi progressivamente di numero a causa delle selezioni, il 18 gennaio 1945 i 39 superstiti del gruppo furono inseriti in una marcia della morte che raggiunse Mauthausen. Furono quindi trasferiti a Gunskirchen dove in 37 furono liberati dalle truppe alleate.<ref>[http://www.eilatgordinlevitan.com/kovno/kovno_pages/kovno_stories_131.html The 131 Boys from Kovno].</ref>
 
Quando il 1º agosto 1944 le forze sovietiche liberarono Kovno, tre settimane dopo la liquidazione del ghetto, solo un gruppo di 90 ebrei emersero dai bunker nascosti nell'area dell'ex-ghetto. Altre 400 persone erano sopravvissute perché unitisi ai partigiani nella foresta, o (come il piccolo [[Aharon Barak]], futuro presidente della Corte Suprema di Israele) perché nascosti da amici e conoscenti non ebrei al di fuori del ghetto. 2.500 saranno i reduci dai campi di concentramento. In totale i sopravvissuti del ghetto furono circa 3.000.<ref name="org" />
 
== I bambini di Kovno ==
 
Tra gli uomini destinati a Dachau in seguito alla liquidazione del ghetto c'erano anche 130 ragazzi adolescenti tra gli 8 i 16 anni (i bambini più piccoli erano stati lasciati con le donne a Stutthof). Giudicati inadatti per il lavoro forzato, giunti a Landsberg essi furono separati dagli adulti con l'intento di mandarli a morire ad Auschwitz. Nei giorni in cui essi rimasero a Landsberg ad essi si unì di nascosto il diciassettenne Wolf Galperin cui il padre aveva chiesto di non lasciar solo il fratello minore Shlomo che era stato selezionato a far parte del gruppo. Maggiore d'età e dotato di forte carisma, Wolf divenne il capo riconosciuto del gruppo.
 
Ormai separati dagli adulti, i 131 ragazzi giunsero da Landsberg a Dachau. Furono sistemati in una baracca di legno e fecero una doccia. La sosta a Dachau, tuttavia, era intesa solo come una tappa del viaggio in treno da Landsberg a Birkenau. Durante l'intero viaggio i ragazzi, già uniti dagli anni trascorsi assieme nel ghetto di Kovno, si consolidarono come gruppo ordinato, sotto la guida di Wolf Galperin.
 
Trascorsi 10 giorni a Dachau, il gruppo partì per Auschwitz. Due ragazzi riuscirono a fuggire dal trasporto gettandosi dal treno in corsa: uno di loro fu ucciso dalle guardie, ma l'altro, Daniel Inbar, sopravviverà sotto falsa identità come un bambino di strada fino alla liberazione.
 
Furono quindi 129 i ragazzi del gruppo che arrivarono ad Auschwitz nella notte tra il 31 luglio e il 1 agosto 1944. Presentandosi come gruppo di lavoro organizzato, superarono collettivamente la selezione. Non furono immediatamente inviati alle camere a gas, ma vennero ammessi al campo con un numero tatuato sulle braccia da B-2774 a B-2902. Furono alloggiati nell'area A, il campo di transito. A Birkenau esisteva già un'analoga squadra di circa 90 adolescenti (i cosiddetti "Birkenau Boys") formata da Mengele al momento della liquidazione del [[Campo per le famiglie di Terezín a Auschwitz-Birkenau]]. A loro erano affidati compiti di routine e di collegamento tra le varie sezioni del campo, come la raccolta giornaliera dei morti nelle varie baracche effettuata su speciali carretti o la consegna di materiale vario. Ai bambini di Kovno furono affidate mansioni simili. I bambini formavano un gruppo coeso ed efficiente, ma le autorità del campo decisero che il loro numero eccedeva le loro esigenze.
 
Due selezioni nel settembre 1944, una alla vigilia di Rosh Hashanah e la seconda a Yom Kippur, portarono circa 70-80 membri del gruppo originale alle camere a gas. I ragazzi sopravvissuti furono trasferiti al campo D, dove furono aggregati ai "Bitrkenau Boys". Nel frattempo, almeno un altro ragazzo di Kovno (Kalman Arieli) che non era stato originariamente selezionato come parte dei 130 ragazzi si unì a loro proveniente da Dachau.
 
Con la liquidazione del campo di Auschwitz nel gennaio 1945, coloro che rimasero furono dispersi. Alcuni furono separati dal resto del gruppo e furono mandati a Buchenwald o in altri campi. Tra questi molti non ce la fecero a sopravvivere, ma cinque di loro furono liberati l'11 aprile 1945 tra i [[Bambini di Buchenwald]] e due altri (incluso wolf Galperin) riuscirono a fuggire durante marce della morte.
 
Dei ragazzi rimasti a Auschwitz, alla fine più di 30 di loro furono evacuati con una marcia della morte il 18 gennaio 1945. Due morirono nel viaggio, gli altri arrivarono a Mauthausen. A differenza degli altri detenuti del campo, i ragazzi non furono messi al lavoro. Uno di loro fu deportato a Melk e vi morì. I restanti furono inviati a metà aprile 1945 a Gunskirchen, dove il 5 maggio 1945 furono liberati dai soldati americani, almeno 31 di loro.
 
Alla fine circa 40 del gruppo dei bambini di Kovno sopravvissero. L'aiuto e la cura reciproci, la perseveranza e la resistenza che i bambini seppero darsi l'uno per l'altro, furono un fattore determinante per la loro sopravvivenza. <ref>[http://www.eilatgordinlevitan.com/kovno/kovno_pages/kovno_stories_131.html The 131 Boys from Kovno].</ref>
 
==La memoria==