Differenze tra le versioni di "La passeggiata (Walser)"

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(Aggiunta la tra richiesta nell'intestazione.)
(Aggiunte citazioni con fonti.)
Egli chiede indulgenza ai suoi lettori, ed annuncia in anticipo due figure significative della sua passeggiata, una presunta ex attrice ed una altrettanto presunta cantante di belle speranze. La presunta attrice si rivela non esserlo mai stata, alla fine, ma poiché ella risponde gentilmente alle sue domande un po' importune, egli le rivela che quando era venuto ad abitare da quelle parti, molto tempo addietro, egli era in conflitto con se stesso ed il mondo intero. Lentamente egli era riuscito a superare la sua disperazione e l'angoscia, e rinacque, cosicché ora egli è felice e ricettivo nei confronti del bene che gli sta attorno.
 
Dopo aver salutato la donna, lo scrittore si mette nuovamente in cammino. Un incantevole negozio di cappelli femminili gli suscita un urlo di gioia. Egli ritiene che la sua posizione in mezzo alla natura sia talmente attraente che si ripromette di scriveretrarne una commedia: intitolata"'Tutto questo lo descriverò' promisi fermamente a me stesso 'ne parlerò al più presto in uno scritto o in una specie di fantasia, che chiamerò ''La Passeggiata'' […]'").<ref> R. Walser, ''La passeggiata"'', intrad. di ''[[Emilio Castellani (traduttore)|Emilio Castellani]]'', Milano, Adelphi 1976, p.33, origin. ted. GW cuiIII apparirà226.</ref> Anche una macelleria lì vicino lo affascina, ma si accorge di essersi distratto eccessivamente, e dunque ha bisogno di riorientarsi e riprendere le forze, come un generale che cerchi di avere la supervisione di tutte le circostanze e contingenze possibili. Incidentalmente, aggiunge che sta scrivendo tutte le sue belle frasi eleganti con una penna della corte imperiale, che conferisce loro la giusta brevità, intensità e incisività.
 
Proseguendo nella sua passeggiata tra orti, giardini in fiore, frutteti, campi di grano, prati e corsi d'acqua, ed ogni tipo di cose piacevoli, egli si trova improvvisamente di fronte ad un essere sinistro e particolarmente sgradevole - il gigante Tomzack, il cui aspetto terrificante fa svanire tutti i pensieri e le immagini felici dello scrittore. Quest'ultimo lo conosce bene, questo superuomo fantasma mezzo morto e senza casa, amore, fortuna, amici o Paese. Senza guardare indietro, lo scrittore entra in una foresta, la quiete della quale, e la sua atmosfera fiabesca, gli restituiscono gioia e senso di benessere.
La sua sosta successiva è all'ufficio postale, dove lo scrittore spedisce una lettera caustica e polemica ad un signore che lo ha tradito e la cui unica preoccupazione è il denaro ed il prestigio. Successivamente se la prende con il sarto, il cui pessimo lavoro conferma le peggiori paure dello scrittore. Anziché avere un abito privo di difetti, si ritrova con un capo che non gli si attaglia, malfatto, privo di fantasia, e improvvisato. Di fronte alla reazione veementemente negativa del sarto, lo scrittore se ne va immediatamente e passa all'ufficio del fisco, dove spera di rimediare ad un grave errore nella sua dichiarazione dei redditi.
 
Lungi dall'avere un reddito così considerevole come quello calcolato dagli esattori delle imposte, le sue entrate sono estremamente esigue, tipiche di uno scrittore i cui libri trovano uno scarso riscontro nei lettori a cui si rivolge. Comunque, "ti si vede sempre in giro a passeggiare", commenta l'esattore. A dire il vero, risponde lo scrittore, camminare è invigorente e lo mantiene in contatto con il mondo. Senza"A lespasso, suerisposi, passeggiateci eglidevo assolutamente andare, per ravvivarmi e per mantenere il contatto col mondo; se mi mancasse il sentimento del mondo, non potrebbepotrei più scrivere neanchenemmeno mezza unalettera paroladell'alfabeto, perché studicomporre alcunché in versi o prosa. "Senza passeggiate sarei morto e da tempo avrei dovuto rinunciare alla mia professione, osservazioniche amo appassionatamente. Senza passeggiate, pensierisenza edandare intuizionia checaccia raccogliedi camminandonotizie, sononon essenzialisarei perin grado di stendere il suominimo lavororapporto, ede iltanto meno un articolo, non parliamo poi di scrivere un racconto".<ref>Op. cit. p. 64, testo originale tedesco GW suoIII benessere251.</ref> Egli convince il funzionario che una "passeggiata vigile" è una vera e propria seria occupazione, e gli viene promesso un attento esame della sua richiesta di riduzione della somma da pagare all'erario.
 
Alla fine lo scrittore raggiunge il passaggio a livello che gli sembra il punto più saliente o il centro della sua passeggiata. Qui egli attende assieme ad una folla di persone mentre passa un treno carico di soldati e i due gruppi si salutano a vicenda con gioia patriottica. Al termine del transito, il paesaggio circostante sembra trasfigurato: la strada di campagna, le case modeste ed i negozi, i giardini e i prati sono avvolti come da un velo d'argento. Egli immagina che "l'anima del mondo si sia aperta, e tutto il male, la tristezza e la pena siano sul punto di scomparire". Priva del suo guscio esterno, la Terra diventa un sogno e sembra esserci solo il presente. Una scena deliziosa segue ad un'altra, ma mentre continua a camminare, la sua esuberanza romantica cede il passo nuovamente ad osservazioni più nitide del paesaggio, dei suoi edifici ed abitanti. Incontra un cane nero, un altezzoso uomo ben vestito ed una lavandaia spettinata; passa davanti a molti edifici storici interessanti, snocciola una lunga lista di cose quotidiane e di eventi e legge un'insegna di una pensione per signori eleganti.
 
È giunte sera e la sua passeggiata termina nei pressi di un lago. Due figure gli vengono in mente: una giovane bella ragazza ed un uomo stanco ed abbandonato. È in preda a pensieri malinconici ed autocritici, e raccoglie dei fiori mentre inizia a piovere. Si sdraia a lungo e poi si ricorda del volto grazioso della fanciulla che molto tempo prima lo aveva lasciato perché non lo amava. I fiori gli cadono dalle mani. Si alza per andare a casa, e tutto diventa buio.
 
==Note==
<references/>
 
== Edizione italiana ==