Differenze tra le versioni di "Bambini dell'Olocausto"

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Nel 1938-39, circa 10.000 bambini ebrei (anche molti piccoli d'età) sopravvissero all'Olocausto perché giunsero in Inghilterra da soli come rifugiati, prima dello scoppio della guerra, in un viaggio che nella maggior parte dei casi segnò la separazione definitiva dalle loro famiglie e dal loro paese natale. Tra coloro che da bambini fecero esperienza del [[Kindertransport]] ci sono personaggi famosi come il regista [[Karel Reisz]], gli artisti [[Eva Hesse]] e [[Gustav Metzger]], i fisici e premi Nobel [[Arno Penzias]] e [[Walter Kohn]]. Pochi di loro ritroveranno i loro genitori e familiari al termine della guerra.<ref>Mark Jonathan Harris and Deborah Oppenheimer, ''Into the Arms of Strangers: Stories of the Kindertransport''. London: Bloomsbury, 2000.</ref> Gruppi numerosi di bambini non accompagnati giunsero anche in Francia, Belgio e Olanda, dove furono ospitati in istituti, orfanotrofi o presso famiglia affidatarie.
 
Tra i 963 profughi ebrei che nell'estate del 1939 lasciarono il porto di Amburgo a bordo della [[St. Louis (transatlantico)|St. Louis]] con la speranza di sbarcare a Cuba (e di raggiungere quindi gli Stati Uniti) c'erano anche circa 150 bambini con le loro famiglie. Se anche nessuno di loro dovette rientrare in Germania, solo per i 5 che sbarcarono a Cuba e per i 36 che furono accolti in Inghilterra ciò significò la fine delle persecuzioni. La maggior parte di quanti furono accolti in Belgio (34), Olanda (31) e Francia (39) si ritrovarono da lì a poco sotto occupazione nazista: 24 di loro periranno ad Auschwitz o Sobibor, otto sopravviveranno alle deportazioni, per gli altri furono anni difficili trascorsi in clandestinità, spesso separati dai loro stessi genitori.
 
Il flusso dei rifugiati non si interruppe del tutto neppure durante la guerra. 9.342 bambini ebrei giunsero in Palestina tra il 1939 e il 1945.<ref>"[https://www.yadvashem.org/odot_pdf/Microsoft%20Word%20-%206377.pdf Youth Aliyah]", [[Yad Vashem]].</ref> Tra di essi vi furono anche i cosiddetti [[bambini di Teheran]], un gruppo di 861 bambini ebrei polacchi rimasti orfani, i quali rifugiatisi in Unione Sovietica furono radunati nel 1942 in un orfanotrofio a [[Teheran]] in Iran per giungere quindi l'anno successivo in Palestina.<ref>"[https://www.ushmm.org/wlc/en/article.php?ModuleId=10007498 Tehran Children]", ''Holocaust Encyclopedia''.</ref> Oltre che in Unione Sovietica, molti rifugiati ebrei si diressero verso i paesi neutrali: [[Svezia]], [[Svizzera]] e [[Spagna]].