Differenze tra le versioni di "Gofio"

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Il termine ''gofio'' è l'esempio più evidente dei contributi delle isole Canarie al lessico ispano-americano. La sua origine è attestata, tra l'altro, nell'opera da José Pérez Vidal dal titolo ''La aportación de Canarias alla Población di América'' (1955) nonché da docenti universitari<ref>{{Cita pubblicazione |url=http://www.webs.ulpgc.es/canatlantico/pdf/8/7/Problematica_lengua.pdf|autore= Maximiano Trapero|autore2=Eladio Santana Martel|titolo=''Problemática que suscita el estudio de una lengua perdida: la toponimia de origen guanche de Canarias''|anno=2009|accesso=6 febbraio 2019}}.</ref>.
 
== ''Gofio canario'' ==
Nel gennaio del 2012, a livello europeo, è stata presentata una domanda di registrazione del «Gofio Canario» nel registro delle [[Indicazione geografica protetta (Unione europea)|indicazioni geografiche protette]] (IGP)<ref name="ec.e_DOOR">{{Cita web |titolo=Gofio Canario |accesso=6 febbraio 2019 |url= http://ec.europa.eu/agriculture/quality/door/publishedName.html?denominationId=5301&locale=it |lingua=it }}</ref>.
 
Le materie prime autorizzate per il ''gofio canario'' (solo per i prodotti trasformati) sono cereali (frumento, miglio (mais) orzo, segale, avena, riso), leguminose (fave, ceci, soia) e sale marino.
Utente anonimo