Differenze tra le versioni di "Esaurimento nervoso"

→‎Aspetto linguistico e uso odierno: Aggiunti link ed info con citazioni e fonti.
(crono oscurata)
Etichetta: Ripristino manuale
(→‎Aspetto linguistico e uso odierno: Aggiunti link ed info con citazioni e fonti.)
 
=== Aspetto linguistico e uso odierno ===
È da notare come a livello linguistico il termine appare improprio in quanto il sistema nervoso non si può "esaurire" completamente, ma al più può "malfunzionare" ovvero finire in "scompenso" rispetto alla norma producendo i sintomi suddetti. Nel suo ''Manuale critico di psichiatria'', così definisce [[Giovanni Jervis|Jervis]] l'"esaurimento nervoso": "Termine privo di un significato preciso, che serve a designare, in modo rassicurante e neutrale, qualsiasi disturbo psichico. Né il sistema nervoso in generale, né in particolare il cervello, sono sistemi o organi che si 'esauriscono': questo modo di dire non ha quindi significato scientifico".<ref>{{cita libro|titolo=Manuale critico di psichiatria|autore=Giovanni Jervis|editore=Giangiacomo Feltrinelli Editore|città=Milano|p=265|anno=1978|isbn=88-07-22309-0}}</ref> La diffusione popolare trae origine dal probabile errore di traduzione dell'[[Lingua inglese|inglese]] «''nervous breakdown''» (crollo nervoso); il termine indica, infatti, l'[[ansia]] e il [[disturbo depressivo]]. Talora il termine neurastenia è usato per indicare la [[sindrome della fatica cronica]] e sindromi affini come la [[fibromialgia]], di incerta origine, ma a componente solo in parte psicogena.<ref>{{Cita web |url=http://www.cfsitalia.it/Documenti/Atti_Mestre/FATICA_IN_PSICHIATRIA_E_CFS_DIAGNOSI_DIFFERENZIALI.pdf |titolo=Fatica in psichiatria e CFS: diagnosi differenziali |accesso=22 gennaio 2016 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160304205659/http://www.cfsitalia.it/Documenti/Atti_Mestre/FATICA_IN_PSICHIATRIA_E_CFS_DIAGNOSI_DIFFERENZIALI.pdf |dataarchivio=4 marzo 2016 |urlmorto=sì }}</ref>
 
== Note ==