Vittoria del Regno Unito: differenze tra le versioni

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I documenti ufficiali preparati per quel giorno recavano l'intestazione ''Alexandrina Victoria'', ma per espressa volontà della sovrana il primo nome fu omesso e mai più usato<ref>{{Cita|Woodham-Smith|p. 140}}.</ref>; uno dei primi atti da sovrana fu quello di chiedere alla madre di lasciarla da sola per un'ora e questo fu l'inizio, come scrive [[Lytton Strachey]], autore di un'accurata biografia di Vittoria, dell'estromissione della duchessa di Kent dalla vita della regina.
 
Secondo la [[legge salica]] una donna non poteva regnare sullo [[Hannover (stato)|statoStato di Hannover]], regno collegato da unione personale con il sovrano della [[Gran Bretagna]] dal [[1714]]. Pertanto l'Hannover andò allo zio di Vittoria: il [[Ernesto Augusto I di Hannover|duca di Cumberland e Teviotdale]] assunse il titolo di re Ernesto Augusto I di Hannover e, finché Vittoria rimase nubile e senza figli, egli rimase anche il primo in linea di successione<ref>{{Cita|Stratchey|p. 50}}.</ref>.
 
Quando Vittoria ascese al trono il governo era controllato dal partito ''[[Whig (Regno Unito)|Whig]]'', che era al potere dal [[1830]]. Il primo ministro ''Whig'', [[William Lamb, II visconte Melbourne|Lord Melbourne]], si trovò ad avere una forte influenza sulla giovane e politicamente inesperta regina, che contava sui suoi consigli<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 66-69}}.</ref><ref>{{Cita|St Aubyn|p. 76}}.</ref>.
Le elezioni del [[1874]] premiarono i conservatori di Disraeli, il quale, seguendo il sentimento imperialista assai diffuso nella società europea e britannica, dedicò notevoli cure nell'amministrazione dell'India, la maggiore delle colonie britanniche: infatti, a seguito della [[Moti indiani del 1857|rivolta del 1857]] i domini della [[Compagnia britannica delle Indie orientali]] così come numerosi principati indigeni, furono annessi direttamente all'Impero, anche per evitare, nelle parole della regina, un nuovo bagno di sangue e per garantire una maggiore comprensione e la tolleranza religiosa<ref>{{Cita|Woodham-Smith|pp. 384-386}}.</ref><ref>{{Cita|Hibbert|pp.249-251}}.</ref>.
 
Tale politica di amalgama dell'India all'interno dell'imperoImpero britannico fu conclusa da Disraeli che, con il ''Royal Titles Act 1876'', conferì alla regina Vittoria il titolo di "imperatriceImperatrice d'India" dal 1º marzo del 1876<ref>{{Cita|Longford|pp. 405-407}}.</ref><ref>{{Cita|St Aubyn|p. 434}}.</ref>. La regina ricompensò il gesto del suo primo ministro nominandolo [[Conte di Beaconsfield]]<ref>{{Cita|Stratchey|p. 150}}.</ref>.
 
Sempre in questo periodo, inoltre, su impulso della regina, fu approvato il ''Public Worship Regulation Act 1874'' che rimosse definitivamente i rituali cattolici dalla [[liturgia]] [[anglicanesimo|anglicana]] in modo da garantire una maggiore comunanza con la semplicità dei riti e delle pratiche della [[Presbiterianesimo|Chiesa presbiteriana]] scozzese verso la quale Vittoria provava notevole simpatia<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 295-296}}.</ref>.
 
Tra l'aprile del 1877 e il febbraio del 1878, Vittoria minacciò cinque volte di abdicare in favore del figlio per costringere Disraeli a intervenire nella [[Guerra russo-turca (1877-1878)|Guerraguerra russo-turca]] in modo da bloccare l'espansionismo russo, ma, in ogni caso, tali intendimenti non influirono sul corso del conflitto e sul seguente [[Trattato di Berlino (1878)|Trattatotrattato di Berlino]]<ref>{{Cita|Longford|pp. 412-413}}.</ref>. A tali preoccupazioni, poi, si aggiunse il dolore provocato dalla morte della terzogenita, la principessa Alice, morta di [[difterite]] il 14 dicembre 1878, anniversario della morte del principe consorte Alberto<ref>{{Cita|Longford|p. 425}}.</ref>.
 
Sempre in questi anni la regina sostenne la necessità di mantenere in efficienza le forze armate per conservare una posizione di prestigio nella comunità internazionale, e appoggiò la politica espansionistica del suo primo ministro che condusse alla [[seconda guerra anglo-afghana]] e alla [[guerra anglo-zulu]], considerando che l'espansione di un impero come quello inglese avrebbe maggiormente protetto le popolazioni native rispetto ad altre potenze europee<ref>{{Cita|Longford|p. 411 e 429}}.</ref>.
L'ultimo degli attentati alla vita di Vittoria fu perpetrato nel [[1882]]: un pazzo scozzese, [[Roderick Maclean]], sparò verso di lei mentre era seduta in carrozza, ma mancò il colpo. L'attentatore fu arrestato con l'accusa di alto tradimento, punibile con la pena capitale (non fu, infatti, applicata la legge del [[1842]]); riconosciuto colpevole, fu tuttavia imprigionato in un manicomio criminale<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 420-421}}.</ref>. Il verdetto non soddisfece la sovrana e suscitò aspre polemiche per l'uso della formula «non colpevole, ma pazzo» e Vittoria, negli anni seguenti, incoraggiò l'introduzione della formula «colpevole, ma pazzo»<ref>{{Cita|Stratchey|p. 278}}.</ref>.
 
Il 17 marzo dell'anno seguente Vittoria cadde dalle scale a Windsor e da quel momento incominciò a soffrire di reumatismi, mentre 10dieci giorni dopo l'incidente si spense John Brown, lasciando la regina nell'amarezza più totale<ref>{{Cita|Longford|pp. 451-455}}.</ref><ref>{{Cita|St Aubyn|pp. 425-426}}.</ref>.
 
I conflitti di Vittoria con Gladstone continuarono durante gli anni a seguire. Fu costretta ad accettare le sue proposte di riforma della legge elettorale, incluso il ''Representation of the People Act 1884'', che aumentò considerevolmente il numero degli elettori. Il governo Gladstone cadde nel [[1885]] e venne rimpiazzato dal conservatore [[Robert Gascoyne-Cecil, III marchese di Salisbury|lord Salisbury]]. Gladstone tornò al potere l'anno successivo e introdusse l'''Irish Home Rule Bill, 1886'', che garantiva una legislazione separata all'Irlanda. Vittoria si oppose a questo provvedimento, che riteneva minasse l'autorità dell'Impero. Quando il ''Bill'' non venne ratificato dalla [[Camera dei comuni (Regno Unito)|Camera dei comuni]], Gladstone si dimise e la regina conferì l'incarico di primo ministro a lord Salisbury<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 373-374}}.</ref><ref>{{Cita|Heinz|p. 146}}.</ref>.
Comunque, [[Portatore sano|portatrice sana]], lei passò la malattia ad almeno tre dei suoi figli, di cui un maschio malato e due portatrici certe. Il più famoso emofilico della sua discendenza fu il suo bisnipote, il piccolo [[Aleksej Nikolaevič Romanov|zarevic Alessio Romanov]], ma vi sono anche: [[Federico Guglielmo d'Assia-Darmstadt|Federico]], zio materno dello [[Aleksej Nikolaevič Romanov|zarevic Alessio Romanov]]; [[Leopoldo, duca di Albany|il principe Leopoldo, duca di Albany]]; la zia materna dello [[Aleksej Nikolaevič Romanov|zarevic Alessio Romanov]], [[Irene d'Assia-Darmstadt|principessa Irene d'Assia e del Reno]] era anch'essa una portatrice del [[gene]] e, attraverso il suo matrimonio con il cugino [[Enrico di Prussia]], portò l'emofilia nel ramo cadetto della [[Casato di Hohenzollern|famiglia reale prussiana]]. La [[Vittoria Eugenia di Battenberg|principessa Vittoria Eugenia di Battenberg]], un'altra nipote della regina Vittoria e prima cugina di Alessandra Feodorovna, madre dello [[Aleksej Nikolaevič Romanov|zarevic Alessio Romanov]], fu anch'essa una portatrice del gene dell'emofilia: sposò il re [[Alfonso XIII di Spagna]] e due dei suoi figli nacquero emofiliaci.
 
La regina Vittoria fu impopolare durante i primi anni della vedovanza, ma divenne estremamente amata durante gli anni [[Anni 1880|'80ottanta]] e [[Anni 1890|'90novanta]] del XIX secolo. Nel [[2002]] la [[BBC]] condusse una ricerca sui 100 britannici più importanti e Vittoria ottenne il diciottesimo posto.
 
Le innovazioni che furono introdotte durante il Regno di Vittoria includono: il [[francobollo]] (il primo dei quali fu il celeberrimo [[Penny Black]], prodotto nel [[1840]] e riproducente un'immagine della regina) e il [[ferrovia|trasporto ferroviario]]<ref>Heinz, p.260.</ref>.
[[File:London - panoramio (249).jpg|thumb|upright=0.9|Aston Webb, ''[[Victoria Memorial]]'', [[1906]]-[[1924]], [[Londra]]]]
[[File:Regina Vittoria Malta.JPG|thumb|upright=0.9|''Statua della regina Vittoria'', [[La Valletta]], [[Malta]]]]
Molti luoghi sono stati dedicati alla memoria di Vittoria, tra cui lo statoStato [[australia]]no di [[Victoria (Australia)|Victoria]], la capitale della [[Columbia Britannica]], [[Victoria (Canada)|Victoria]], e quella della [[Province e territori del Canada|provincia canadese]] di [[Saskatchewan]], [[Regina (Canada)|Regina]]. Inoltre la città di [[Victoria (Seychelles)|Port Victoria]], capitale delle [[Seychelles]], il [[Lagolago Vittoria]], il più grande lago africano, e le [[Cascate Vittoria]], le più grandi al mondo, devono il loro nome alla sovrana britannica.
 
=== Monumenti a Vittoria ===
La regina Vittoria rimane il monarca britannico più commemorato nella storia, con statue che vennero erette in sua memoria in tutto l'impero. La statua più grande è quella di fronte a [[Buckingham Palace]] che fu eretta come parte del rifacimento della facciata del palazzo un decennio dopo la sua morte.
 
La statua che ha avuto una storia più controversa è quella che fu eretta a Kildare Street davanti a [[Leinster House]] a [[Dublino]], l'allora quartier generale della [[Società reale di Dublino|Royal Dublin Society]]. Fu inaugurata da Edoardo VII. Nel 1924, dopo avere affittato la proprietà per scopi parlamentari, il palazzo fu comprato e convertito nella sede del ''Dail Eireann'', il parlamento deldello [[Irlanda|LiberoStato statoLibero d'Irlanda]]. Dopo molte discussioni sull'opportunità di avere di fronte alla sede del parlamento una statua della ''Regina della carestia'', la statua venne spostata nel [[1947]]. Dopo decenni di declino la statua fu regalata all'[[Australia]] negli [[Anni 1980|anni ottanta]].
 
Un monumento molto significativo è quello eretto a [[Calcutta]], il [[Victoria Memorial (Calcutta)|Victoria Memorial Hall]]: una grande costruzione in marmo, progettata secondo uno stile che si rifà al [[Rinascimento italiano]] ma anche all'impero [[moghul]], circondata da giardini e inaugurata nel 1921.
Va citata la statua della regina a [[La Valletta]], capitale dell'isola di [[Malta]], al centro dell'omonima piazza.
 
A Nizza (Francia), nella zona collinare di boulevard de Cimiez, si trova il Palais Regina, lo storico ex hotel dell’Ottocento Excelsior Regina Palace, progettato dall’architetto Biasini, in cui la regina Vittoria ha soggiornato. La Regina vi giunse per la prima volta nell’autunno del 1897, quando era stato appena inaugurato. Si dice che 70settanta stanze dell’hotel fossero esclusivamente riservate alla Reginaregina Vittoria e al suo personale.
Nella zona antistante il Palais Regina vi è una statua in marmo bianco che rappresenta la regina Vittoria che riceve dei fiori da alcune ragazze.
 
=== Filmografia ===
Il personaggio della regina Vittoria è apparso in numerosi film, tra di essi si può ricordare ''[[The Young Victoria]]'', del 2009 diretto da [[Jean-Marc Vallée]] e con [[Emily Blunt]] nelle vesti della regina, vincitore del [[premio Oscar 2010]] per i [[Oscar ai migliori costumi|migliori costumi]]; ''[[Vittoria e Abdul]]'' del 2017 e diretto [[Stephen Frears]], basato sull'omonimo libro di Shrabani Basu, il film racconta la storia vera dell'amicizia tra la Reginaregina Vittoria e il suo segretario indiano [[Abdul Karim]].<ref>{{cita web|url=http://www.lastampa.it/2017/07/09/esteri/la-regina-elisabetta-nomina-il-primo-scudiero-personale-nero-nella-storia-della-monarchia-tv0sGa7jeNk8ucOXSfmfML/pagina.html|titolo=La Regina Elisabetta nomina il primo scudiero personale nero nella storia della monarchia|editore=lastampa.it|autore=| accesso=30 maggio 2017}}</ref> Da agosto 2016 è stata trasmessa la [[serie televisiva]] ''[[Victoria (serie televisiva)|Victoria]]'' con [[Jenna Coleman]] che interpreta la protagonista.
 
== Discendenza ==
Vittoria e Alberto ebbero nove figli, otto dei quali sposarono membri di famiglie reali europee e l'ultima, la [[Luisa di Sassonia-Coburgo-Gotha (1848-1939)|principessa Luisa]], sposò un duca scozzese<ref>{{Cita|Sitwell|p. 180}}.</ref>.
 
*[[Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha (1840-1901)|Vittoria]] (21 novembre [[1840]] - 5 agosto [[1901]]). Sposa, nel [[1858]], [[Federico III di Germania]]; ebbero 8otto figli
*[[Edoardo VII del Regno Unito|Edoardo VII]] (9 novembre [[1841]] - 6 maggio [[1910]]). Sposa, nel [[1863]], [[Alessandra di Danimarca]]; ebbero 6sei figli
*[[Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha|Alice]] (25 aprile [[1843]] - 14 dicembre [[1878]]) Sposa, nel [[1862]], [[Luigi IV d'Assia]]; ebbero 7sette figli
*[[Alfredo, duca di Sassonia-Coburgo-Gotha|Alfredo]] (6 agosto [[1844]] - 31 luglio [[1900]]). Sposa, nel [[1874]], [[Marija Aleksandrovna Romanova]]; ebbero 5cinque figli
*[[Elena di Sassonia-Coburgo-Gotha|Elena]] (25 maggio [[1846]] - 9 giugno [[1923]]). Sposa, nel [[1866]], [[Cristiano di Schleswig-Holstein]]; ebbero 7sette figli
*[[Luisa di Sassonia-Coburgo-Gotha (1848-1939)|Luisa]] (18 marzo [[1848]] - 3 dicembre [[1939]]). Sposa, nel [[1871]], [[John Campbell, IX duca Argyll|John Campbell]]; non ebbero figli
*[[Arturo, duca di Connaught e Strathearn|Arturo]] (1º maggio [[1850]] - 16 gennaio [[1942]]). Sposa, nel [[1879]], [[Luisa Margherita di Prussia]]; ebbero 3tre figli
*[[Leopoldo, duca di Albany|Leopoldo]] (7 aprile [[1853]] - 28 marzo [[1884]]). Sposa, nel [[1882]], [[Elena di Waldeck e Pyrmont]]; ebbero 2due figli
*[[Beatrice di Sassonia-Coburgo-Gotha|Beatrice]] (14 aprile [[1857]] - 26 ottobre [[1944]]). Sposa, nel [[1885]], [[Enrico di Battenberg]]; ebbero 4quattro figli, di cui 2due maschi affetti da emofilia e una femmina portatrice sana
 
===Discendenza reale della Reginaregina Vittoria===
Vittoria fu una figura di rilievo del panorama internazionale del suo tempo, non solo come rappresentante dell'influenza dell'imperoImpero britannico, ma anche per i legami familiari capillarmente ramificati in tutta Europa che le fecero guadagnare l'affettuoso soprannome di "nonna d'Europa"<ref>Erickson, Carolly (1997) ''Her Little Majesty: The Life of Queen Victoria'', New York: Simon & Schuster, ISBN 0-7432-3657-2</ref>. Un esempio di quanto descritto trova conferma nei legami parentali che i tre dei maggiori regnanti coinvolti nella [[prima guerra mondiale]], su lati opposti, espressero:
* il [[Kaiser]] [[Guglielmo II di Germania]] era figlio della figlia Vittoria;
* re [[Giorgio V del Regno Unito]] era figlio del figlio Edoardo;
Utente anonimo