Differenze tra le versioni di "Demmin"

3 725 byte aggiunti ,  3 mesi fa
+ Il suicidio di massa di Demmin
(+ Il suicidio di massa di Demmin)
 
Demmin si fregia del titolo di "[[Lega Anseatica|città anseatica]]" (''Hansestadt'').
 
==Il suicidio di massa di Demmin <ref>Fonte principale: [https://www.ndr.de/geschichte/kriegsendedemmin102.pdf Gisela Zimmer, ''Kriegsende in Demmin'']</ref>==
 
Alla fine della [[Seconda guerra mondiale]] l'avanzata dell'[[Armata Rossa]] provocò a Demmin un gigantesco suicidio di massa.
 
Nel 1945 la città contava tra 15.000 e 16.000 abitanti, ospitando anche migliaia di profughi dall'Est, che all'incirca raddoppiavano la sua popolazione. Alla fine di aprile, quando il fronte orientale si avvicinò in vista della [[Battaglia di Berlino]], i civili rimasti in città (soprattutto donne coi bambini e anziani) furono costretti a scavare un fossato anticarro lungo 5 chilometri a est della città per rallentare la marcia dei russi. La fuga dei tedeschi dalla città iniziò il 28 aprile: i funzionari del partito nazista partirono su autopompe sequestrate, l'ospedale fu evacuato, tutta la polizia se ne andò e alcuni civili fuggirono.
 
Avanguardie dell'[[Armata Rossa]] raggiunsero Demmin a mezzogiorno del 30 aprile 1945. Sul campanile della chiesa fu issata una bandiera bianca. Secondo un testimone oculare, i negoziatori sovietici si avvicinarono al fossato anticarro e promisero di risparmiare alla popolazione civile di Demmin "molestie" e saccheggi in caso di resa senza combattimento<ref>Questo testimone oculare aveva allora 19 anni, prestava servizio come soldato tedesco e giaceva nel fossato anticarro. Secondo lui, furono sparati tre colpi che provocarono la morte di tre uomini, tra i quali un ufficiale tedesco.</ref>; le restanti unità della [[Wehrmacht]] e alcune [[Waffen-SS]] si ritirarono attraverso Demmin, e circa mezz'ora dopo l'incidente fecero saltare dietro di loro tutti i ponti che portavano fuori città, mentre le unità sovietiche stavano già avanzando attraverso la città stessa.
 
La distruzione dei ponti impedì ai sovietici di avanzare verso [[Rostock]], che avevano pianificato di raggiungere lo stesso giorno. Impedì anche la fuga della popolazione civile, intrappolata dai fiumi che circondano la città. Secondo testimoni oculari, alcuni appartenenti alla [[Gioventù Hitleriana]], spararono ai soldati sovietici, nonostante diverse bandiere bianche fossero issate sugli edifici di Demmin. In particolare, un insegnante lealista nazista, dopo aver sparato a sua moglie e ai suoi figli, lanciò una granata sui soldati sovietici usando un [[panzerfaust]], prima di impiccarsi.
 
I soldati sovietici furono autorizzati a saccheggiare la città per tre giorni. Ne seguirono stupri di massa di donne locali, secondo testimoni oculari, "indipendentemente dall'età", e spari contro uomini tedeschi che si erano opposti a questa pratica. Inoltre, vaste aree della città furono incendiate, quasi tutto il centro bruciò completamente e l'80% della città fu distrutto in quei tre giorni. Secondo quanto riferito da testimoni, molti dei soldati che si erano dati a stupri, esecuzioni e saccheggi erano ubriachi <ref>Il 30 aprile, quando le atrocità iniziarono la sera, i soldati sovietici avevano saccheggiato sia le distillerie di grano di Demmin che diversi negozi di alcolici.</ref>.
 
Questi eventi, insieme alla paura delle atrocità che la propaganda nazista annunciava da tempo, provocarono il panico tra la popolazione: ne seguirono centinaia di suicidi, spesso collettivi, di famiglie intere - moltissimi di donne con i loro figli - realizzati con tutti i mezzi, ma soprattutto gettandosi nei fiumi che ora isolavano la città, nonostante che perfino i russi, impressionati, cercassero di ostacolarli.
 
Sul numero dei morti non ci sono notizie certe, dato che solo di 500 dei sepolti in una fossa comune furono registrati i nomi. Le stime oscillano tra 700 e 1200 suicidi.
 
==Amministrazione==
10 165

contributi