Differenze tra le versioni di "Forchetta"

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[[File:crumbs saucer fork.jpg|thumb|Una forchetta su un [[piatto (stoviglia)|piatto]]]]
Nel [[1003]] la forchetta giunse in Occidente grazie alla principessa bizantina Maria Argyropoulaina<ref>Herrin Judith, Bisanzio, Corbaccio editore 2008, cap. 19</ref>, nipote di [[Costantino VIII]], che venne data in sposa al diciannovenne Giovanni Orseolo, figlio del [[Doge (Venezia)|doge]] [[venezia]]no [[Pietro II Orseolo]], le cui abitudini, compreso l'uso della forchetta, furono oggetto di critica da parte di [[Pier Damiani]] perché considerate esempio di mollezza.<ref>[https://www.treccani.it/enciclopedia/forchetta_%28Enciclopedia-Italiana%29/ Treccani|forchetta] (Enciclopedia-Italiana).</ref> <br>La storica e accademica [[Chiara Frugoni]]<ref>Chiara Frugoni, Medioevo sul naso. Occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali, Laterza, Roma-Bari, 2001, pp. 114,157, ISBN 978-88-420-7356-7. Cfr anche: [https://www.google.it/books/edition/Quarterly_Review/TuwEAAAAQAAJ?hl=it&gbpv=1&dq=fuscinulis+damiani&pg=RA1-PA419&printsec=frontcover Qaurtely Review] Vol.LVII, 1836, pp. 418-423; l'Opera Omnia di Pier Damiani ("S. Petri Damiani S.R.E. cardinalis episcopi ostiensis, ordinis s. Benedicti, e congregatione fontis-avellanæ Opera Omnia collecta primum ac argumentis et notationibus illustrata", 1867, ''Harward Divinity School, Andover-Harvard Theological Library'') si può consultare in merito al cap. XI, col. 744.</ref>, specialista del Medioevo e di storia della Chiesa, osserva inoltre: "Gli uomini di Chiesa ritennero la forchetta strumento di mollezza e perversione diabolica. San Pier Damiani (1007-1072) non ebbe alcuna pietà per la povera principessa bizantina Teodora, andata sposa al doge Domenico Selvo, che usava la forchetta e si circondava di raffinatezze cercando di ingentilire le maniere dell'Occidente: «Non toccava le pietanze con le mani ma si faceva tagliare il cibo in piccolissimi pezzi dagli eunuchi. Poi li assaggiava appena portandoli alla bocca con forchette d'oro a due rebbi»<ref group=Nota>Petri Damiani ''Opera, De institutione monialis'', cap. XI, Migne, Patrologia Latina, CXLV, col. 744: «Cibos quoque suos manibus non tangebat, sed ab eunuchis eius alimenta quaeque minutius concidebantur in frusta. Quae mox illa quibusdam fuscinulis aureis atque bidentibus ori suo, liguriens, adhibebat».</ref>; la terribile morte della giovane donna, le cui carni andarono lentamente in cancrena[[gangrena]] («corpus eius computruit»), è vista come una giusta punizione divina per un così grande peccato.".
 
A [[Firenze]] era sicuramente in uso nella famiglia [[Pucci]], come testimonia il dipinto di [[Sandro Botticelli]] sulle nozze di ''[[Nastagio degli Onesti, quarto episodio|Nastagio degli Onesti]]'', commissionato come regalo di nozze da [[Lorenzo il Magnifico]] nel [[1483]]. In Francia le forchette furono portate dalla corte di [[Caterina de' Medici]], forchette che, tra l'altro, erano state disegnate da [[Benvenuto Cellini]].
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