Differenze tra le versioni di "Luigi Giussani"

Frequentando i giovani in confessionale, a scuola e anche occasionalmente in treno durante i suoi spostamenti dal seminario verso Milano, Giussani rimase colpito dalla loro ignoranza in tema di religione, che sfociava in scetticismo e atteggiamenti derisori. Maturò così in lui il desiderio di prendere iniziativa nei confronti degli studenti liceali, nell'urgenza che potesse essere approfondita nei giovani la propria coscienza cristiana nella realtà quotidiana di ciascuno, quindi anche nella scuola.<ref name=S6/>
 
Nell'ottobre del 1953 Giussani iniziò a partecipare alla Consulta di Gioventù Studentesca, iniziativa dell'[[Azione Cattolica]] fondata dal laico consacrato Giancarlo Brasca alla fine della guerra su un'idea di [[Luigi Gedda]], al tempo guida della [[Gioventù Italiana di Azione Cattolica]] (GIAC)..<ref name=BusaniI1>{{cita|Busani|cap. I.1}}.</ref> Lo scopo della [[Gioventù Studentesca]] originale era quello di creare una realtà non limitata alla pura educazione religiosa dei giovani, ma che si estendesse a tutti gli aspetti della vita dello studente, all'educazione culturale, fisica, morale e sociale.<ref name=S6/> Strumento principale era il «raggio», incontro svolto non a livello parrocchiale la domenica com'era la norma all'interno dell'Azione Cattolica, ma nell'ambiente quotidiano, in questo caso quello scolastico.<ref name=BusaniI1>{{cita|Busani|cap. I.1}}.</ref> L'esperienza della Gioventù Studentesca terminò di fatto all'inizio degli anni cinquanta, anche se rimase attiva la componente femminile in alcune sezioni a Milano e nella diocesi. Giussani fu nominato vice-assistente della Gioventù Femminile di Azione Cattolica con l'incarico di rilanciare l'azione della Gioventù Studentesca femminile. Con il suo intervento furono costituiti «raggi» studenteschi in alcuni istituti scolastici e promosse attività per studenti come cineforum, conferenze, corsi per maturandi e attività di carità. Secondo Giussani la mancanza di una presenza visibile dei cattolici nella scuola e negli altri ambienti di vita era dovuta alla scarsa «coscienza cristiana» dei giovani cresciuti nell'Azione Cattolica.<ref name=BusaniI3>{{cita|Busani|cap. I.3}}.</ref> Infine Giussani fu nominato assistente del cosiddetto Movimento Studenti Diocesano in cui si unificò l'attività femminile e quella maschile, risultando il primo movimento cattolico italiano in cui fu superata la separazione fra sessi tipica dell'Azione Cattolica e di altre organizzazioni.<ref name=S6/>
 
Forte delle prime esperienze maturate con gli studenti di Azione Cattolica e in GS, nel 1954, trentaduenne, Giussani lasciò l'insegnamento in seminario per quello nelle scuole superiori statali. La sfida, per Giussani, era che la fede trovasse spazio nella vita dei giovani degli anni cinquanta, anche nell'ambito scolastico. <ref name=S6/> Il tentativo di Giussani iniziò con la presa di coscienza che i vecchi metodi dell'attivismo cattolico non colmavano l'ignoranza sul cristianesimo che egli avvertiva nei giovani, con la necessità quindi di un metodo pedagogico rinnovato.<ref name=Bocci233>Maria Bocci, ''Grandi figure del cattolicesimo milanese del Novecento'', in {{cita|Zardin|p. 233}}</ref> Iniziò l'insegnamento della religione nelle scuole superiori, presso il [[Liceo Ginnasio Giovanni Berchet|liceo Berchet]] di [[Milano]] dove fu suo alunno, tra i tanti, anche [[Giulio Giorello]]. Rimase al liceo Berchet per dieci anni, fino al [[1964]].<ref name=BiografiaCL/><ref>[http://www.osservatoreromano.va/it/news/dalla-ricostruzione-agli-anni-della-contestazione] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20170110092305/http://www.osservatoreromano.va/it/news/dalla-ricostruzione-agli-anni-della-contestazione |data=10 gennaio 2017 }} "C’è stato