Differenze tra le versioni di "Albino Abico"

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|PostNazionalità = [[Partito Comunista Italiano|comunista]]
}} Fucilato, è stato insignito di [[Medaglia d'argento al valor militare]] alla memoria.
 
==Biografia==
Nato nel 1919 in una famiglia [[Antifascismo|antifascista]]<ref>{{Cita|Pria}}.</ref> lavora come operaio fonditore e comincia fin da giovanissimo ad opporsi al [[Regime fascista]] attraverso la diffusione di stampa clandestina. Chiamato alle armi partecipa alla [[Campagna italiana di Russia|campagna di Russia]] svolgendo principalmente il ruolo di autista di ambulanza.
 
Insieme a Maurizio Del Sale, Giovanni Alippi e Bruno Clapiz costituisce il [[Gruppi di Azione Patriottica|GAP]] (secondo altre fonti il battaglione) ''Mendel'', in collegamento con le [[Brigate Garibaldi]]<ref>{{Cita|Cislaghi| p. 140}}, {{Cita|Ultime lettere}}</ref>. La formazione viene definita "anarchica" dalle fonti [[Partito Comunista Italiano|comuniste]] anche se in realtà ha una composizione eterogenea (Abico è comunista, libertari sono Del Sale e Alippi)<ref name="schirone" />. Tra le azioni più clamorose il ''colpo'' alla caserma di piazzale Brescia: travestiti con le divise della [[Marina Militare (Italia)|Marina militare]] si impossessano di un camion carico di armi e munizioni e riescono poi a portarlo in [[Val d'Ossola]] e l'azione dimostrativa compiuta in pieno giorno l'8 agosto [[1944]]. Galvanizzati dalla notizia della [[Battaglia di Firenze|Liberazione di Firenze]] attraversano in auto Milano dalla [[Stazione di Milano Porta Genova|stazione di porta Genova]] a [[Corso Buenos Aires]] "lanciando dai finestrini l'edizione straordinaria dell'Unità e manifestini inneggianti la liberazione di Firenze"<ref>{{Cita|Cislaghi|pp. 82-83}}.</ref>.
[[File:MI5 v le Tibaldi 26, memoria di Abico, Alippi, Clapiz, Del Sale, Gappisti LU05175.jpg|thumb|La lapide in memoria di Abico, Alippi, Clapiz e Del Sale sul luogo della fucilazione in viale Tibaldi 26]]
 
Il 28 agosto 1944 viene arrestato da militi della [[Legione Autonoma Mobile Ettore Muti|Muti]] in una trattoria di viale Tibaldi dove si trova insieme a Del Sale, Alippi e Clapiz. Dopo interrogatori e torture i quattro vengono ricondotti in viale Tibaldi e fucilati. Una lapide ne ricorda l'esecuzione<ref>{{Cita|Biblioteca Serantini}}, {{Cita|Ultime lettere}}</ref>.
La sua ultima lettera è inserita nella raccolta [[Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza Italiana]]<ref>{{Cita|Biblioteca Serantini}}, {{Cita|Ultime lettere}}</ref>.
 
== Onorificenze ==
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