Differenze tra le versioni di "Werner Karl Heisenberg"

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Nell'articolo si citano i lavori di Heisenberg in difesa dell’insegnamento della relatività, lo si accusa di mantenere dei rapporti con [[Albert Einstein|Einstein]] e la scienza ebraica, il rifiuto di rendere onore a [[Hitler]] e il licenziamento di un assistente tedesco per far posto a due fisici ebrei. Stark paragona Werner Heisenberg a [[Carl von Ossietzky]], oppositore del regime e premio Nobel per la pace nel [[1935]], che si trova rinchiuso nel campo di concentramento di Dachau. Le reazioni indignate del corpo accademico tedesco non si fanno aspettare. Heisenberg, che aspirava da tempo ad avere la cattedra di [[Arnold Sommerfeld|Sommerfeld]] a [[Monaco di Baviera|Monaco]], dovette difendersi persino da un articolo uscito il 15 luglio 1937 sulla rivista delle [[Schutzstaffel|SS]] ''[[Das Schwarze Korps]]'' in cui veniva definito un “ebreo bianco”. Per evitare d’essere messo in un angolo, l’anno successivo si rivolse direttamente a [[Heinrich Himmler]], capo delle SS e amico di famiglia Himmler che in primo momento lo ignora, successivamente decide di avviare un’inchiesta che affida a tre giovani fisici di sua fiducia. L’inchiesta si protrae per mesi nei quali le SS sottopongono Heisenberg ad estenuanti interrogatori. Sono mesi di atroce sofferenza, durante i quali Heisenberg ribatte colpo su colpo senza mai perdere la calma anche se ad un certo punto è vicino alla fuga, avvia trattative segrete con un emissario della Columbia University, pronto a emigrare negli Stati Uniti se le cose dovessero prendere una brutta piega.
I rettori di mezza Germania e il Reichministerium vengono travolti dalle lettere di protesta di dei colleghi di Heisenberg, che insorgono in difesa del collega. Lo stesso Werner si rivolge al ministro Bernhard Rust chiedendo di fare piena luce sulla vicenda, se il punto di vista di Stark sarà considerato corretto, minaccia, è pronto a rassegnare le dimissioni.
Alla fine i tre giovani fisici della commissione d’inchiesta, affascinati dalla levatura dell’indagato e sinceramente convinti della sua buona fede, lo prosciolgono da ogni accusa, diventando suoi decisi sostenitori. Il 21 luglio [[1938]], a un anno di distanza, [[Himmler]] invia al professor Heisenberg una lettera in cui disapprova l’attacco del «Das Schwarze Korps» e lo informa di aver proibito ogni ulteriore manovra contro di lui.<ref>{{Cita|Marco Cattaneo pp. 68-77}}.</ref> Anche se [[Himmler]] gli suggerì di distinguere nettamente i risultati della ricerca scientifica dalle caratteristiche politiche e personali del ricercatore. In questo modo egli non menzionò più in pubblico il nome di Einstein.<ref>{{Cita|Kumar|pp. 287-288}}.</ref>