Differenze tra le versioni di "Giostra del Saracino (Arezzo)"

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La '''Giostra del Saracino''' è un [[Torneo medievale#La giostra|torneo equestre]] che si tiene due volte all’anno ad [[Arezzo]]. (Giugnogiugno e settembre).
 
Pur con origini [[Medioevo|medievali]], si disputa, nella propriain era moderna, dal [[1931]] e contrappone i quattro Quartieriquartieri in cui è suddivisa la città: il ''[[Quartierequartiere di Porta Crucifera]]'' (conosciuto anche come "Colcitrone"<ref>{{Cita web|url=http://www.giostradelsaracinoarezzo.it/3-26/ITA/porta-crucifera|opera=Giostra del Saracino|titolo=Quartiere di Porta Crucifera|accesso=12 gennaio 2016}}</ref>), il ''[[Quartierequartiere di Porta del Foro]]'' (conosciuto anche come "Quartierequartiere di Porta San Lorentino"<ref>{{Cita web|url=http://www.giostradelsaracinoarezzo.it/3-25/ITA/Porta-del-Foro|opera=Giostra del Saracino|titolo=Quartiere di Porta del Foro|accesso=12 gennaio 2016}}</ref>), il ''[[Quartierequartiere di Porta Sant'Andrea]]'' e il ''[[Quartierequartiere di Porta Santo Spirito]]'' (noto anche come "Quartierequartiere della Colombina"<ref>{{Cita web|url=http://www.portasantospirito.org/scuderie/568-ecco-il-nuovo-foulad-della-colombina.html|opera=Quartiere di Porta Santo Spirito|titolo=Ecco il nuovo foulard della Colombina|accesso=12 gennaio 2016}}</ref> e corrispondente all'antico Quartierequartiere di Porta del Borgo<ref>{{Cita web|url=http://www.giostradelsaracinoarezzo.it/3-9/ITA/porta-santo-spirito|opera=Giostra del Saracino|titolo=Quartiere di Porta Santo Spirito|accesso=12 gennaio 2016}}</ref>).
 
== La Giostra del saracino ==
[[File:fantidelcomune.JPG|miniatura|upright=1.8|I Fanti del Comune di Arezzo]]
[[File:Cavalieredicasata.JPG|miniatura|Il cavaliere dei Guillichini, nobile casata del [[Quartierequartiere di Porta Sant'Andrea]], durante il corteo storico]]
La ''Giostra del Saracino'' si disputa nella [[Piazza Grande (Arezzo)|Piazza Grande]] di Arezzo due volte l'anno:
* il penultimo [[sabato]] del mese di giugno, in notturna, dedicata a [[Donato d'Arezzo|San Donato]], [[festa del santo patrono|patrono]] di Arezzo, e per questo definita "Giostra di San Donato"<ref>{{Cita web|url=http://www.giostradelsaracinoarezzo.it/5-16/ITA/edizione-di-giugno|opera=Giostra del Saracino|titolo=Giostra di San Donato|accesso=12 gennaio 2016|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160304090636/http://www.giostradelsaracinoarezzo.it/5-16/ITA/edizione-di-giugno|dataarchivio=4 marzo 2016}}</ref>;
 
Successivamente, due lettere inviate dai [[Tarlati]], signori di Arezzo, alla [[papato avignonese|Curia avignonese]] nel novembre [[1331]] menzionano tornei con le lance (detti "''hastiludia''") svoltisi in città per celebrare il buon esito di una missione diplomatica in [[Francia]]<ref name=crux>{{Cita web|url=http://www.portacrucifera.it/archivio/index.php?option=com_content&view=article&id=26&Itemid=668|titolo=La Giostra del Saracino|opera=Quartiere di Porta Crucifera|accesso=12 gennaio 2016|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160521040536/http://www.portacrucifera.it/archivio/index.php?option=com_content&view=article&id=26&Itemid=668|dataarchivio=21 maggio 2016}}</ref> che aveva portato a far togliere l'interdetto alla città. Inoltre lo stesso Statuto cittadino del 1327 prevedeva la possibilità di ''correr giostra'' nell'ambito dei festeggiamenti patronali; documenti che ci sono giunti ricordano poi almeno altre due Giostre (anche se ''ad tabulam,'' all'incontro) corse per tale ricorrenza nel [[1491]] e [[1492]].
[[File:capitanocrucifera.JPG|sinistra|miniatura|Il Capitano del Quartierequartiere di Porta Crucifera]]
 
Il [[Rinascimento]] è l'epoca della consacrazione di tali spettacoli. Con un provvedimento del 6 agosto [[1535]], le autorità aretine deliberano di giostrare ''ad burattum'' in occasione della festa di San Donato<ref name=evidi/><ref name=cruxx>{{Cita web|url=http://www.portacrucifera.it/il-quartiere-di-porta-crucifera.html|opera=Quartiere di Porta Crucifera|titolo=Excursus storico della Giostra|accesso=12 gennaio 2016|dataarchivio=5 maggio 2016|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160505211227/http://www.portacrucifera.it/il-quartiere-di-porta-crucifera.html|urlmorto=sì}}</ref>.
A seguire, giostre in occasione della visita di personalità illustri sono disputate nel [[1536]] (alla presenza di [[Alessandro de' Medici (duca di Firenze)|Alessandro de' Medici]], [[duca di Firenze]]), nel [[1593]] (in onore di [[Ferdinando I de' Medici]], granduca di Toscana<ref name=cruxx/>), nel [[1612]] (in onore di [[Cosimo II de' Medici]])<ref>{{Cita web|url=http://www.bancaetruria.it/dms/pdf-online/riviste/etruria_oggi_88/files/assets/basic-html/page10.html|opera=Banca Etruria|titolo=Turismo nella memoria|accesso=12 gennaio 2016}}</ref> e nel [[1616]] (alla presenza di [[Francesco Maria II della Rovere]], [[ducato di Urbino|duca di Urbino]])<ref name=evidi/>. Un'altra nel 1556 era programmata per la possibile visita del Duca [[Cosimo I de' Medici|Cosimo I]] e altre ancora ne furono corse per ricorrenze o festività aretine per tutto il XVI e XVII sec. Nel [[1605]] sappiamo anche che una giostra del Buratto Re dell'indie aretino fu fatta tenere a [[Pisa]] nel quadro di festeggiamenti durante un viaggio della corta medicea.
 
Di una giostra, disputata il 16 dicembre [[1677]] organizzata dall'Accademia degli Oscuri in onore del proprio patrono [[San Nicola di Bari|San Niccolò]] alla presenza del Barone de Sisi ci è pervenuto il regolamento scritto (cd. "''capitoli''")<ref name=evidi/><ref name=cruxx/><ref name=bpel>{{Cita web|url=http://www.bancaetruria.it/dms/pdf-online/riviste/etruria_oggi_88/files/assets/basic-html/page11.html|opera=Banca Etruria|titolo=Turismo nella memoria|accesso=12 gennaio 2016}}</ref> e persino di un tabellone a punti<ref name=crux/>. Questi ''capitoli'' (regolamenti) oggi sono ancora la base con cui si disputa la Giostra.
 
Un'altra giostra, tenutasi nel [[1684]]<ref name=crux/><ref name=cruxx/>, è dettagliatamente descritta dal poeta [[Anghiari|anghiarese]] [[Federigo Nomi]], nel suo poema "''Il catorcio di Anghiari''"<ref name=evidi/>.
Sempre al Prato si svolse, il 22 luglio [[1904]], un'ulteriore giostra, in occasione delle celebrazioni in onore di [[Francesco Petrarca]], durante la quale si esibirono anche i ''[[Dragone|Dragoni]]'' di [[casa Savoia]]<ref name=evidi/><ref name=crux/>.
 
==== I Quartieriquartieri nel medioevo ====
[[File:Armigeriportadelforo.JPG|miniatura|upright=1.6|Armigeri del Quartierequartiere di Porta del Foro]]
[[File:Balestrieri Armigeri Porta SantAndrea.jpg|miniatura|upright=1.6|Balestrieri e Armigeri del [[Quartierequartiere di Porta Sant'Andrea]]]]
[[File:Arezzo-giostra del saraceno01.jpg|miniatura|upright=1.6|I Rettori dei quattro Quartieriquartieri.]]
Dagli ''Statuti'' del [[1327]] apprendiamo che in quell'anno Arezzo era suddivisa in Quarti''quarti'', il cui nome derivava dalle maggiori porte della cinta muraria: ''Quartierequartiere di'' ''Porta Crucifera'', ''Quartierequartiere di'' ''Porta Sant'Andrea'', ''Quartierequartiere di'' ''Porta del Foro'' e ''Quartierequartiere di'' ''Porta Burgi'' (il cui territorio corrisponde a quello dell'attuale Porta Santo Spirito, e non dell'omonimo quintiere che prenderà parte alla sola edizione del [[1931]]). La suddivisione amministrativa in Quarti interessava la vita politica, giudiziaria, civile e anche religiosa e si estendeva anche oltre le mura cittadine, arrivando al ''limes'' dello Stato di Arezzo, il cui territorio era diviso in tre fasce concentriche.
 
Le prime due erano le "''Camparie''", che rappresentavano la zona subito fuori le mura, e le "''Cortine''", che si estendevano all'incirca per cinque miglia. Queste prime due ripartizioni prendevano direttamente il nome dalle quattro porte di appartenenza. Porta Crucifera controllava le Camparie e le Cortine a nord-est, Porta Sant'Andrea a sud-est, Porta del Foro a nord-ovest e Porta Burgi a sud-ovest. Poi vi era la terza fascia, formata da cinque "''Viscontarie''" che inglobavano quel territorio comprendente gli altri comuni e comunelli facenti parte del ''comitato'' aretino.
 
==== Le casate di città e quelle del contado ====
Il corteo che oggi anticipa la Giostra vede sfilare anche gli [[emblema|emblemi]] e i [[Cavalleria medievale|cavalieri]] di alcune delle principali famiglie nobili della città e del contado che nei territori abbinati ai Quartieriquartieri possedevano la dimora o avevano avuto feudi e consorterie, quindi peso politico e militare al tempo del libero Comune.
* Il Quartierequartiere di Porta Crucifera porta in piazza le ''casate di città'' dei ''Bacci'', dei ''Bostoli'', dei ''Brandaglia'' e dei ''Pescioni'', per quanto riguarda il contado i nobili della ''Faggiuola'' e i ''Conti di Montedoglio''.
* Il Quartierequartiere di Porta Sant'Andrea le famiglie cittadine dei ''Conti di Bivignano'', i ''Guillichini'', i ''Lambardi da Mammi'' e i ''Testi'' e i consortati nobiliari dei ''[[Barbolani di Montauto|Barbolani Conti di Montauto]]'' e dei ''Marchesi Bourbon del Monte Santa Maria''.
* A Porta del Foro i ''Grinti di Catenaia'', i ''Sassoli'', i ''Tarlati di Pietramala'', gli ''[[Ubertini]]'' e le consorterie dei ''Conti [[Guidi]] di Romena'' e dei ''Cattani della Chiassa''.
* A Porta Santo Spirito, infine, le casate urbane degli ''[[Albergotti]]'', degli ''Azzi'', dei ''Camaiani'' e dei ''Guasconi'' e quelle del contado dei ''Pazzi del Valdarno'' e dei ''Tolomei del Calcione''.
La prima edizione dell'era moderna si svolse il 7 agosto [[1931]], data in cui ricorre la festa del patrono d'Arezzo, [[San Donato d'Arezzo|San Donato]]. Secondo l'aneddotica, la tradizionale manifestazione fu riproposta in seguito al ritrovamento, ad opera dal giornalista de [[La Nazione]] [[Alfredo Bennati]] nel [[1930]] presso la biblioteca civica, dei ''capitoli'' della Giostra corsa nel [[1677]]. Si narra che il giornalista aretino fosse alla ricerca della ricetta di un dolce e che incappò casualmente in documenti medievali riguardanti Giostre medievali e del suddetto regolamento. La Giostra avrebbe avuto quale scopo quello d'allenare i cavalieri aretini nel combattere i predoni che dalle coste si avventuravano fino nell'entroterra. Per questo si raffigurava il Buratto come "Re delle Indie" e con fogge mediorientali.
[[File:Arezzo-giostra del saraceno02.jpg|miniatura|sinistra|upright=1.6|L'Araldo della Giostra del Saracino.]]
Il 7 agosto 1931 con impulso del [[podestà (fascismo)|podestà]] [[Pier Lodovico Occhini]] si ''ricorreva Giostra'' ad Arezzo. Nei secoli la Giostra aveva avuto molti significati, dalla festa, alla ricorrenza, alla dimostrazione di magnificenza e della potenza della città e anche occasioni di legittimazione e marcare le differenze di classe, con quelle dell'era contemporanea si pensò di introdurre direttamente nell'organizzazione e in competizione tra loro i Quartieriquartieri che in passato vi partecipavano solo indirettamente. Questa fu anche l'occasione per darle una cadenza fissa e ricorrente.
 
Il ''"sapersi adattare e mutare, conservando le sue peculiarità, caratteristiche e carattere"'' può essere considerata una specifica e motivo di tanto successo della secolare vita della tradizione della Giostra del Saracino di Arezzo.
 
Il popolo cittadino venne così suddiviso in cinque zone, detti ''rioni'': Porta Crocifera (colori bianco e verde), Porta Fori (giallo e cremisi), Porta Santo Spirito (azzurro e oro), Saione (bianco, rosso e verde) e Porta Burgi (verde, rosso e oro). A quest'ultimo ''rione'' andò la vittoria della giostra così rivista<ref>La Giostra del Saracino sul sito del Quartierequartiere di Porta Crucifera, ''[http://www.portacrucifera.it/index.php?option=com_content&task=view&id=26&Itemid=92&lang=it]''</ref>. È appunto sulla base di questa nuova struttura e tra i suoi contendenti che si fa partire il conto delle vittorie. La suddivisione proposta rappresentava le realtà territoriali contemporanee, che sommavano quindi a realtà storiche anche quartieri, circoscrizioni moderne.
 
Considerato però un anacronismo rispetto all'ambientazione medievale, si determinò allora nei mesi dell'inverno tra 1931 e il 1932 di attenersi alla suddivisione territoriale della città in Quarti. ''Porta Crocifera'' e ''Porta Fori'' mutarono i propri nomi in quelli attuali di ''Quartierequartiere di Porta Crucifera'' e ''Quartierequartiere di Porta del Foro''. Il rione di Saione fu inglobato da Porta Santo Spirito, mentre la zona assegnata l'anno prima a Porta Burgi venne in gran parte assorbita da Porta Crucifera, con unione anche degli emblemi invertendo il bipartito e aggiungendo i tre monti all'italiana sormontati dalla croce sul lato sinistro e spostando l'immagine della Pieve affiancata da due torri sul lato destro. Crucifera cedette lo stemma usato nel 1931 e parte del suo territorio alla ripristinato Quartierequartiere di Porta Sant'Andrea. L'unica dissonanza rispetto al Medioevo venne mantenuta dal Quartierequartiere di Porta Santo Spirito (denominazione di età più tarda), che non ha mai sostituito la propria denominazione in Quartierequartiere di Porta Burgi, nell'abbinamento alla parte sud-ovest di Arezzo.
 
== I Quartieriquartieri ==
=== [[Quartiere di Porta del Foro]] ===
[[File:StemmaQuartierePortaDelForo.jpg|miniatura|Stemma di Porta del Foro]]
=== [[Quartiere di Porta Crucifera]] ===
[[File:Emblema del Quartiere di Porta Crucifera.jpg|miniatura|upright=0.7|Stemma di Porta Crucifera]]
notoNoto anche come "Colcitrone".
* Colori: [[rosso]] e [[verde]].
* Raffigurazione araldica dell'emblema: «''Partito: nel primo di rosso al monte di tre colli d'oro all'italiana cimato da una croce dello stesso; nel secondo di verde al campanile della Pieve di Arezzo finestrato di nero ed affiancato da due torri pure d'oro aperte e finestrate di nero''».
=== [[Quartiere di Porta Santo Spirito]] ===
[[File:Quartiere di porta Santo Spirito.jpg|upright=0.7|miniatura|Stemma di Porta Santo Spirito]]
notoNoto anche come "Quartierequartiere della Colombina".
* Colori: [[giallo]] e [[azzurro]].
* Raffigurazione araldica dell'emblema: «''D'azzurro al ponte di tre archi al naturale, caricato al di sopra di quello centrale, più alto, da una lettera M cimata da una croce di nero, e cimato da una cinta muraria con tre torri al naturale, sormontato dalla [[colomba dello Spirito Santo]] raggiante d'oro''».
* Territorio: settore sud-ovest della città. Al quartiere sono inoltre associate le antiche Cortine di Porta del Borgo, la Visconteria del Piano di Arezzo e la Visconteria della Valdambra fino all'Arno.
* Motto: ''Ex antiquitate ardor''.
* Casate della città: Albergotti<ref>Gli Albergotti, unica casata aretina con esponenti ancora in vita, è appartenuta al quartiere di Porta Crucifera fino al 1992, quando, con il rinnovo dei costumi e su decisione dell'Istituzione Giostra, è stata assegnata al Quartierequartiere di porta Santo Spirito</ref>, Azzi, Camaiani, Guasconi.
* Casate del contado: Pazzi del Valdarno, Tolomei del Calcione.
* Sede: Bastioni di Porta Santo Spirito, via Niccolò Aretino 4.
Il primo ad entrare è l'''Araldo'', poi la ''Magistratura della Giostra'' (composta dal ''Primo Magistrato'' e da altri 7 magistrati), la ''Giuria'' (formata dal ''Primo Giudice'' e da altri 4 giudici), il ''Cancelliere'', i ''Famigli del Buratto'', i ''Valletti'' (che portano la ''Lancia d'oro'', il trofeo della Giostra), i ''Fanti del Comune'' e il ''Maestro di Campo'' (che rappresenta il comandante delle milizie e che sul campo è la massima autorità) affiancato dal proprio vice. È quindi la volta del ''Gruppo Musici'' (33 chiarine, 11 tamburi, 1 ''portalabaro e 2 lucchi'') e degli sbandieratori, che impugnano le bandiere dei 39 comuni della [[Provincia di Arezzo]]. Questi realizzano un'esibizione, in ogni edizione ispirata ad un diverso tema, dalla pregevolissima fattura e con acrobazie di rara maestria.
[[File:Giostra del Saracino Entrance of the Knights Arezzo Italy JD02092007.jpg|miniatura|upright=1.8|L'ingresso del Corteo Storico in Piazza Grande]]
A questo punto entrano i ''figuranti'' dei quattro Quartieriquartieri, preceduti dai rispettivi ''Rettori'' (le più alte cariche quartieriste) e dai portatori degli emblemi delle Casate associate al Quartierequartiere. Il corteo di ogni Quartierequartiere consta di un ''paggetto'' (solitamente un bambino), 4 tamburini, i vessilliferi recanti gli emblemi delle rispettive Casate, 4 ''dame'' affiancate dai relativi ''paggi'', nonché 12 ''armigeri'' e altrettanti ''balestrieri'' agli ordini di un ''Maestro d'Arme''. Entrano poi, al galoppo sulla lizza, quasi a provare il compito che di lì a poco li attende, gli 8 giostratori (2 per Quartierequartiere) che prenderanno parte alla gara. Infine sfilano a cavallo i 4 capitani dei Quartieriquartieri seguiti rispettivamente dai rappresentanti delle nobili casate.
 
È quindi il turno dei Musici che intonano l'''[[Inno della Giostra del Saracino]]'' (divenuto ormai un vero e proprio inno della città di Arezzo), cantato da tutta la Piazza. Al termine l'Araldo legge alla Piazza la "''[[Disfida di Buratto]]''", una sorta di dichiarazione di guerra del Re delle Indie ai cavalieri aretini.
 
Successivamente il Maestro di Campo risponde alla sfida lanciata dando l'ordine ai balestrieri dei Quartieriquartieri di impugnare le armi e scagliare al cielo le frecce al grido "''Arezzo!''". Quindi avviene la formale richiesta del permesso di correr giostra alla Magistratura. In caso di risposta affermativa (come accade sempre) l'Araldo annuncia la prima carriera.
 
== Le carriere ==
Lo svolgimento delle carriere della Giostra del Saracino è disciplinata dal relativo "''Regolamento tecnico''".
 
Ogni Quartierequartiere dispone di due giostratori (o "cavalieri") e ha diritto a due ''carriere'', che vengono corse secondo l'ordine estratto sette giorni prima (la sera del sabato precedente nel caso della Giostra di giugno e la mattina della domenica precedente nel caso di quella di settembre) presso il Palazzo Civico.
 
In ogni carriera il giostratore impugna una lancia di legno [[Pseudotsuga menziesii|douglas]] di 3,55 metri, del peso di 4,2&nbsp;kg (art. 25 del Regolamento)<ref name=regolamento/>. Al segnale dato dal ''Maestro di Campo'', il cavaliere cavalca lungo la ''lizza'' (la striscia di terra battuta che percorre in obliquo Piazza Grande) e si lancia contro il ''Buratto'', un fantoccio metallico, caricato a molla e dotato, nella mano sinistra, di uno scudo e, nella destra, di un [[mazzafrusto]] a tre corde, ciascuna culminante con una palla di legno, rivestita di cuoio, dal peso di 250 grammi (art. 14<ref name=regolamento/>).
 
=== Spareggi ===
Se, una volta concluse le 2 carriere ordinarie, vi sono almeno due Quartieriquartieri a parità di punti, si procede alle carriere di spareggio. Queste si corrono, fra i soli Quartieriquartieri ancora in gara, finché non si ha disparità nei punteggi.
 
=== Vittoria ===
Vince la Giostra del Saracino il Quartierequartiere che realizza il punteggio più alto.
 
Al Rettore del Quartierequartiere vincitore è consegnata la Lancia d'oro, che poi viene portata in trionfo per le vie della città fino al Duomo (dove i quartieristi cantano un ''[[Te Deum Laudamus|Te Deum]]'' di ringraziamento alla ''Madonna del Conforto'' o a ''San Donato'' a seconda della dedica della Giostra) e poi alla sede del Quartierequartiere, ove i festeggiamenti dureranno per giorni, culminando con la cena della vittoria.
 
== Vincitori delle ultime tre Giostre (e Albo d'oro) ==
* 2 settembre [[2018]] - Porta Santo Spirito (giostratori: Gianmaria Scortecci, Elia Cicerchia) - 36° lancia d'oro
* 22 giugno [[2019]] - Porta del Foro (giostratori: Gabriele Innocenti, Davide Parsi) - 27° lancia d'oro, dopo ben 11 anni di digiuno
* 1º settembre [[2019]] - Porta Santo Spirito (giostratori: Gianmaria Scortecci, Elia Cicerchia) - 37° lancia d'oro, vittoria che porta il Quartierequartiere della Colombina in testa all'albo d'Oro della manifestazione con Porta Crucifera e Porta Sant'Andrea
 
== La settimana della Giostra ==
La ''lizza'' ed il buratto vengono posti in Piazza Grande una settimana prima dello svolgimento della Giostra, così da permettere ai giostratori e cavalli di prepararsi, con turni di prova di mezz'ora giornaliera per ogni Quartierequartiere.
 
Il giovedì antecedente alla Giostra di giugno e il venerdì antecedente alla Giostra di settembre, si svolge la cosiddetta ''provaccia'', ossia una prova generale di tutta la rappresentazione, gara compresa, con i figuranti privi dei costumi di scena. Tradizionalmente si pensa che chi vinca la provaccia si assicuri la perdita della futura Giostra<ref>{{Cita web|url=http://www.arezzoora.it/blog/2015/06/18/santandrea-si-aggiudica-la-provaccia-santo-spirito-mastica-amaro/|opera=Arezzo Ora|titolo=Sant'Andrea si aggiudica la Provaccia. Santo Spirito mastica amaro|accesso=11 gennaio 2016|urlmorto=sì}}</ref><ref>{{Cita web|url=http://www.valdichianaoggi.it/blogs/saracino-countdown-e-giostra-sia-71013634.html|opera=Valdichiana Oggi|titolo=Saracino Countdown: E Giostra sia!!!|accesso=11 gennaio 2016}}</ref>, consolandosi comunque con un banchetto a base di [[porchetta]] offerto da un'associazione di [[macellaio|macellai]]<ref>{{Cita web|url=http://www.arezzoweb.it/2011/giostra-una-porchetta-al-quartiere-vincitore-della-provaccia-66309.html|titolo=Giostra, una porchetta al quartiere vincitore della provaccia|opera=Arezzo Web|accesso=11 gennaio 2016}}</ref><ref>{{Cita web|url=http://www.lanazione.it/arezzo/vivi-la-giostra-il-video-che-racconta-il-saracino-1.1266527|titolo="Vivi la Giostra" il video che racconta il Saracino|opera=[[La Nazione]]|accesso=11 gennaio 2016}}</ref>.
 
Durante i dieci giorni che precedono la manifestazione, ogni Quartierequartiere organizza una serie di eventi e di attività sociali, culturali e ricreative che ogni sera coinvolgono una enorme quantità di persone. Gli eventi di avvicinamento culminano con la "cena propiziatoria" alla vigilia della Giostra: una cena che prevede più di mille commensali per ogni Quartierequartiere, allestita nei rispettivi spazi all'aperto, per le vie del centro della città.
 
== Fumetti ==