Differenze tra le versioni di "Giorno del ricordo"

→‎Critiche storiografiche: +Virgolettato che esemplifica ciò che Pupo pensa sulla legge che istituì il GdR
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[[Gustavo Corni]] ha invece rilevato come l'istituzione del Giorno del Ricordo sia stata progettata "come possibile elemento unificante e legittimante di un nuovo patriottismo" fortemente avallato dal centrodestra italiano.<ref>Gustavo Corni, ''L'esodo degli Italiani da Istria e Dalmazia'', in [[Hannes Obermair]], Sabrina Michielli (a cura di), ''Erinnerungskulturen des 20. Jahrhunderts im Vergleich - Culture della memoria del Novecento a confronto'', Città di Bolzano, Bolzano, 2014, pp.&nbsp;73–69, qui p. 77. ISBN 978-88-907060-9-7</ref>.
 
[[Raoul Pupo]] - che partecipa regolarmente ai diversi eventi organizzati dalle massime istituzioni italiane in occasione del Giorno del ricordo, affermando peraltro che la legge che l'ha istituito è stata "giusta e doverosa (...) arrivata anche troppo tardi"<ref>{{cita news|autore=Pietro Spirito|titolo=Gli storici sulle Foibe: «È stato giusto istituire per legge il Giorno del Ricordo»|pubblicazione=[[Il Piccolo]]città=Trieste|data=31 agosto 2021|p=11}}</ref> - in un'intervista del 2019 affermò che esso «venne istituito per cercare di sanare la ferita aperta nella coscienza degli esuli e dei parenti delle vittime delle foibe. [...] - Ma il Giorno del ricordo si presta sia per riconciliare la memoria degli esuli e delle vittime delle foibe sia per riscoprire tutta la storia del confine orientale, che è una storia abbastanza complessa, perché oltre le foibe e l’esodo c’è anche tutto quello che è successo prima»<ref>{{cita web | autore = Francesco Boscarol | titolo = “Foibe, fascisti e comunisti: vi spiego il Giorno del ricordo”: parla lo storico Raoul Pupo | sito = TPI | url = https://www.tpi.it/news/foibe-giorno-del-ricordo-fascisti-comunisti-20190210248565/ | data = 10 febbraio 2019 | accesso = 10 febbraio 2021}}</ref>. Nel 2020, in un'altra intervista, asserì che la «scelta del 10 febbraio è tutta politica. Nello spirito delle associazioni dei profughi è una data che segna l'inizio della tragedia, una data simbolicamente molto forte. Dal punto di vista storico, però, è estremamente problematica. Il governo italiano è oggetto del Trattato di pace, l'Italia è un Paese sconfitto e sul banco degli imputati. C'è inoltre il grosso limite d'essere vicini al Giorno della Memoria, segno che tra alcuni proponenti ci fosse l'idea di metterli sullo stesso piano. È una data infelice, se ne deduce, ma non era facile trovarne un'altra»<ref name=ConversazionePupo>{{cita web|url=https://www.ildolomiti.it/societa/2020/si-parla-di-foibe-e-di-pulizia-etnica-ma-il-giorno-del-ricordo-agisce-su-un-lutto-non-elaborato-su-cui-si-e-inserito-un-uso-prepotentemente-politico-conversazione-con-raoul-pupo|titolo="Si parla di foibe e di pulizia etnica, ma il Giorno del Ricordo agisce su un lutto non elaborato su cui si è inserito un uso prepotentemente politico", conversazione con Raoul Pupo|autore=Raoul Pupo|editore=ildolomiti.it|accesso=9 febbraio 2021}}</ref>.
Maurizio Ridolfi - nel suo saggio ''Le feste nazionali'' - ha affermato come le spinte politiche provenienti dalla formazione postfascista [[Alleanza Nazionale]] che confluirono nell'istituzione di questa ricorrenza, siano un «esempio illuminante di un uso politico (ancor prima che pubblico) della storia» in cui «la valenza politica della ricorrenza era insita in ogni mancanza di riferimento al contesto storico in cui quei drammi erano da collocare: l'oppressione fascista della Venezia Giulia tra le due guerre mondiali e le misure di occupazione perpetuate in Slovenia dopo l'occupazione del 1941»<ref>{{cita libro|autore=Maurizio Ridolfi|titolo=Le feste nazionali|editore=Il Mulino|città=Bologna|anno=2021|pp=297-298|isbn=978-88-1529131-8}}</ref>.