Differenze tra le versioni di "Stele di Mesha"

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Nel 1998 un altro studioso, [[Anson Rainey]], tradusse una difficile coppia di parole nella riga 12 della stele di Mesha, אראל. דודה, come ulteriore riferimento a Davide. La riga in questione recita: "Io (Mesha) portai da qui (la città di Ataroth) l'ariel del suo ''DVD'' (o: il suo ariel di DVD) ed io lo trascinai davanti a Chemosh a Qeriot". Il significato di "ariel" e "DWDH" non è chiaro. "Ariel" potrebbe derivare [[etimologia|etimologicamente]] da "leone d'oro" o "altare-cuore"; "DWDH" significa letteralmente "il suo amato", ma può anche significare "il suo (X) di Davide". L'oggetto preso da Mesha nella città israelita potrebbe quindi essere "l'immagine leonina del loro amato (dio)", identificando "ariel" con il culto del leone associato all'amato dio Ataroth;<ref>K. van der Toorn, Bob Becking, Pieter Willem van der Horst, [http://books.google.com.au/books?id=yCkRz5pfxz0C&printsec=frontcover&dq=Dictionary+Deities+Demons&source=bl&ots=aFszaWq4Ws&sig=r6mPUXtpp-yXByBw5CEn36XJoAc&hl=en&ei=rIcuTP7cAc_XcafZtOMD&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=3&ved=0CCgQ6AEwAg#v=snippet&q=Dod&f=false "Dictionary of deities and demons in the Bible"], pp.88-9</ref> o, secondo la lettura di Rainey, "il suo altare-cuore davidico".<ref>Anson F. Rainey, "Mesha and Syntax," in "_The Land That I Will Show You_", edito da J. Andrew Dearman e M. Patrick Graham, Supplement Series, no. 343 [Sheffield, England: Sheffield Academic Press, 2001], pp. 300-306</ref>
 
Nel 2019 gli studiosi [[Israel Finkelstein]], [[Nadav Na'aman]] e [[Thomas Römer]] pubblicarono uno studio nel quale sostennero invece che la riga 31 non si riferisse a Davide, bensì a [[Balak (re)|Balak]], leggendario re di Moab menzionato nel [[Libro dei Numeri]].<ref>{{Cita news|lingua=en|url=https://www.haaretz.com/archaeology/.premium-the-biblical-king-balak-was-a-historical-figure-reinterpretation-of-mesha-stele-sug-1.7188438|titolo=Biblical King, Starts With a B: 3,000 Year-old Riddle May Have Been Solved|pubblicazione=[[Haaretz]]|accesso=2021-09-06}}</ref> Rispondendo a tale proposta, lo studioso di epigrafi Michel Langlois ha invece pubblicato un suo studio, nel quale ha sostenuto invece la originaria teoria di Lemaire.<ref>{{Cita web|url=https://www.timesofisrael.com/high-tech-study-of-ancient-stone-keeps-davidic-dynasty-in-disputed-inscription/|titolo=High-tech study of ancient stone suggests new proof of King David’s dynasty|autore=Amanda Borschel-Dan|sito=The Times of Israel|lingua=en-US|accesso=2021-09-06}}</ref>
 
==Il ritrovamento della stele<ref>M. Patrick Graham, "The Discovery and Reconstruction of the Mesha' Inscription" in J. Andrew Dearman, ed., ''Studies in the Mesha Inscription and Moab'' (Atlanta, Ga.: Scholars Press, 1989), pp. 41-92.</ref>==