Poliomielite: differenze tra le versioni

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=== Trasmissione ===
 
La poliomielite è altamente contagiosa per via oro-orale (fonte orofaringea) e fecale-orale (di origine intestinale)<ref name=Kew_2005/>. Nelle aree [[Endemia|endemiche]], il poliovirus può infettare praticamente l'intera popolazione umana<ref name=Kew_2005>{{Cita pubblicazione |autore=Kew O|autore2=Sutter R|autore3=de Gourville E|autore4=Dowdle W|autore5=Pallansch M |titolo=Vaccine-derived polioviruses and the endgame strategy for global polio eradication |url=https://archive.org/details/sim_annual-review-of-microbiology_2005_59/page/587|rivista=Annu Rev Microbiol |volume=59 |pp=587–635 |anno=2005 |pmid=16153180 |doi=10.1146/annurev.micro.58.030603.123625}}</ref>. Il virus si presenta per lo più stagionalmente nelle [[Clima temperato|fasce climatiche temperate]], con il picco di trasmissione che si verifica in [[estate]] e in [[autunno]]<ref name=Kew_2005/>. Queste differenze stagionali sono molto meno pronunciate nelle [[tropici|aree tropicali]]<ref name=Kew_2005/>. Il [[periodo di incubazione]] è di solito compreso tra sei e venti giorni, con un intervallo massimo che va dai tre ai trentacinque giorni<ref name=Racaniello>{{Cita pubblicazione |autore=Racaniello V |titolo=One hundred years of poliovirus pathogenesis |rivista=Virology |volume=344 |numero=1 |pp=9–16 |anno=2006 |pmid=16364730 |doi=10.1016/j.virol.2005.09.015}}</ref>. Dopo l'infezione iniziale le particelle virali sono escrete, per diverse settimane, con le [[feci]], che pertanto risultano infette<ref name=Racaniello/>. La malattia si trasmette principalmente per via fecale-orale, con l'ingestione di cibo contaminato o acqua. Talvolta viene trasmessa via oro-orale<ref name=Ohri>{{Cita pubblicazione |cognome=Ohri |nome=Linda K. |autore2=Jonathan G. Marquess |anno=1999 |titolo=Polio: Will We Soon Vanquish an Old Enemy? |rivista=Drug Benefit Trends |volume=11 |numero=6 |pp=41–54 |url=http://www.medscape.com/viewarticle/416890 |accesso=23 agosto 2008 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20050205144910/http://www.medscape.com/viewarticle/416890 |dataarchivio=5 febbraio 2005 |urlmorto=sì }}</ref>, una modalità di trasmissione più comune nelle zone in cui vi è una buona igiene<ref name=Kew_2005/>. La poliomielite è maggiormente infettiva tra i sette e i dieci giorni prima e dopo la comparsa dei sintomi, ma la trasmissione è possibile finché il virus rimane nella [[saliva]] o nelle [[feci]]<ref name= Ohri/>.
 
I fattori che aumentano il rischio di infezione da polio o influenzano la gravità della malattia comprendono: [[Immunodeficienza|deficienza immunitaria]]<ref>{{Cita pubblicazione |doi=10.1056/NEJM197708042970503 |autore=Davis L|autore2=Bodian D|autore3=Price D|autore4=Butler I|autore5=Vickers J |titolo=Chronic progressive poliomyelitis secondary to vaccination of an immunodeficient child |rivista=[[New England Journal of Medicine|N Engl J Med]] |volume=297 |numero=5 |pp=241–5 |anno=1977 |pmid=195206 }}</ref>, [[malnutrizione]]<ref>{{Cita pubblicazione |autore=Chandra R |titolo=Reduced secretory antibody response to live attenuated measles and poliovirus vaccines in malnourished children |pmc=1673535 |rivista=[[British Medical Journal|Br Med J]] |volume=2 |numero=5971 |pp=583–5 |pmid=1131622 |data=14 giugno 1975 |doi=10.1136/bmj.2.5971.583}}</ref>, [[tonsillectomia]]<ref>{{Cita pubblicazione |autore=Miller A |titolo=Incidence of poliomyelitis — The Effect of Tonsillectomy and Other Operations on the Nose and Throat |pmc=1521652 |rivista=Calif Med |volume=77 |numero=1 |pp=19–21 |pmid=12978882 |anno=1952 | mese=luglio}}</ref>, attività fisica subito dopo l'inizio della paralisi<ref>{{Cita pubblicazione |autore=Horstmann D |titolo=Acute poliomyelitis relation of physical activity at the time of onset to the course of the disease |rivista= J Am Med Assoc |volume=142 |numero=4 |pp=236–41 |anno=1950 |pmid=15400610 }}</ref>, lesioni muscolo-scheletriche a causa di iniezione di vaccini<ref>{{Cita pubblicazione |autore=Gromeier M|autore2=Wimmer E |titolo=Mechanism of Injury-Provoked Poliomyelitis |pmc=110068 | rivista=J. Virol. |volume=72 |numero=6 |pp=5056–60 |anno=1998 |pmid=9573275 }}</ref> e la [[gravidanza]]<ref name= Evans_1960>{{Cita pubblicazione |autore=Evans C |titolo=Factors influencing the occurrence of illness during naturally acquired poliomyelitis virus infections | url=http://mmbr.asm.org/cgi/reprint/24/4/341.pdf |formato= PDF | rivista=Bacteriol Rev |volume=24 |numero=4 |pp=341–52 |anno=1960 |pmid=13697553 |pmc=441061}}</ref>. Anche se il virus può attraversare la [[Placenta umana|placenta]], il [[feto]] non sembra essere influenzato da una infezione materna o dalla vaccinazione contro la polio<ref name=UK>{{Cita libro |curatore=Joint Committee on Vaccination and Immunisation (Salisbury A, Ramsay M, Noakes K) |titolo=Chapter 26:Poliomyelitis. ''in:'' Immunisation Against Infectious Disease, 2006 |url=http://www.immunisation.nhs.uk/files/GB_26_polio.pdf |formato=PDF |editore=Office of Public Sector Information |città=Edinburgh |anno=2006 |pp=313–29 |isbn=0-11-322528-8 |accesso=15 giugno 2012 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20090326085852/http://www.immunisation.nhs.uk/files/GB_26_polio.pdf |dataarchivio=26 marzo 2009 |urlmorto=sì }}</ref>. Anche gli eventuali anticorpi materni possono attraversare la placenta, fornendo l'immunità passiva che protegge il neonato dalle infezioni da polio durante i primi mesi di vita<ref>{{Cita pubblicazione |autore=Sauerbrei A|autore2=Groh A|autore3=Bischoff A|autore4=Prager J|autore5=Wutzler P |titolo=Antibodies against vaccine-preventable diseases in pregnant women and their offspring in the eastern part of Germany |rivista=Med Microbiol Immunol |volume=190 |numero=4 |pp=167–72 |anno=2002 |pmid=12005329 |doi=10.1007/s00430-001-0100-3}}</ref>.
Una diagnosi di laboratorio può essere effettuata in seguito all'isolamento del poliovirus in un campione di feci o in un tampone faringeo. Gli anticorpi anti-poliovirus possono essere trovati nel sangue durante la fase infettiva.<ref name= PinkBook/> L'analisi del [[liquido cerebrospinale]] (CSF) del paziente, prelevato tramite [[puntura lombare]], mostra un elevato numero di [[globuli bianchi]] (principalmente [[linfociti]]) e un lieve incremento nella concentrazione [[proteina|proteica]]. L'individuazione del [[Virus (biologia)|virus]] nel liquor attesta l'avvenuta infezione del sistema nervoso centrale ed è pertanto diagnostica per la polio paralitica, sebbene ciò si verifichi raramente.<ref name= PinkBook/>
 
Se il poliovirus è isolato da un paziente che presenta paralisi flaccida acuta, viene ulteriormente testato tramite [[mappa genetica|mappatura genetica]] o, più recentemente, mediante [[reazione a catena della polimerasi|reazione polimerasica a catena]] (PCR), per determinare se esso è "''wild type''" (cioè, il virus che si incontra in natura) o "da vaccino" (derivato da un ceppo del virus della poliomielite utilizzato per produrre il vaccino antipolio).<ref>{{Cita pubblicazione |autore=Chezzi C |titolo=Rapid diagnosis of poliovirus infection by PCR amplification |url=https://archive.org/details/sim_journal-of-clinical-microbiology_1996-07_34_7/page/1722 |pmc=229102 | rivista=J Clin Microbiol|volume=34 |numero=7 |pp=1722–5 |pmid=8784577 |anno=1996 | mese=luglio}}</ref> È importante determinare l'origine del virus, poiché per ogni caso segnalato di polio paralitica causato da poliovirus selvaggi si stima che possano esistere altri 200 a 3000 portatori asintomatici contagiosi.<ref>{{Cita pubblicazione |autore= Gawande A |titolo = The mop-up: eradicating polio from the planet, one child at a time |serie= [[The New Yorker]] | issn = 0028-792X |pp= 34–40| data=12 gennaio 2004}}</ref>
 
== Prevenzione ==
=== Immunizzazione passiva ===
 
Nel 1950, William Hammon, presso l'Università di Pittsburgh, isolò le [[gammaglobuline]] nel [[Plasma (biologia)|plasma]] sanguigno di pazienti con poliomielite.<ref name=Hammon_1955>{{Cita pubblicazione |autore=Hammon W |titolo=Passive immunization against poliomyelitis |rivista=Monogr Ser World Health Organ |volume=26 |pp=357–70 |anno = 1955 |pmid=14374581 }}</ref> Hammon propose le gammaglobuline, che contenevano [[anticorpo|anticorpi]] anti poliovirus, come possibile mezzo per bloccare l'infezione da poliovirus. I risultati di un ampio studio clinico erano promettenti: le gammaglobuline avevano dimostrato essere circa l'80% efficaci nel prevenire lo sviluppo di poliomielite paralitica.<ref>{{Cita pubblicazione |autore=Hammon W|autore2=Coriell L|autore3=Ludwig E|etal=si|titolo=Evaluation of Red Cross gamma globulin as a prophylactic agent for poliomyelitis. 5. Reanalysis of results based on laboratory-confirmed cases |rivista=J Am Med Assoc |volume=156 |numero=1 |pp=21–7 |anno=1954 |pmid=13183798 }}</ref> È stato anche dimostrato che erano in grado di ridurre la gravità della malattia nei pazienti che avevano sviluppato la poliomielite.<ref name=Hammon_1955 /> L'approccio con le gammaglobuline è stato successivamente ritenuto impraticabile per un utilizzo diffuso a causa della limitata disponibilità di plasma umano, per cui la comunità medica decise di rivolgere gli sforzi verso lo sviluppo di un vaccino antipolio.<ref name=Rinaldo>{{Cita pubblicazione |autore=Rinaldo C |titolo=Passive Immunization Against Poliomyelitis: The Hammon Gamma Globulin Field Trials, 1951–1953 |url=https://archive.org/details/sim_american-journal-of-public-health_2005-05_95_5/page/790 |rivista=American Journal of Public Health|volume=95 |numero=5 |pp=790–9 |anno=2005 |pmid=15855454 |doi=10.2105/AJPH.2004.040790 |pmc=1449257}}</ref>
 
=== Vaccino ===
Molti casi di poliomielite comportano soltanto una paralisi temporanea.<ref name=Henry1 /> Gli impulsi nervosi possono tornare al muscolo paralizzato già entro un mese dall'infezione, ed il recupero è solitamente completato in sei-otto mesi.<ref name=Neumann /> I processi neurofisiologici implicati nel recupero a seguito della poliomielite paralitica acuta sono molto efficaci: i muscoli sono in grado di ripristinare la normale forza anche se la metà dei neuroni motori originali sono andati perduti.<ref>{{Cita pubblicazione |autore=Sandberg A|autore2=Hansson B|autore3=Stålberg E |titolo=Comparison between concentric needle EMG and macro EMG in patients with a history of polio |rivista=Clinical Neurophysiology |volume=110 |numero=11 |pp=1900–8 |anno=1999 |pmid=10576485 |doi=10.1016/S1388-2457(99)00150-9}}</ref> Se la paralisi permane dopo un anno, è probabile che sia permanente, anche se sono possibili modesti recuperi della forza muscolare da 12 a 18 mesi dopo l'infezione.<ref name=Neumann />
 
Uno dei meccanismi coinvolti nel recupero è la capacità dei neuroni del tronco encefalico di sviluppare nuovi germogli assonali e rami terminali<ref>{{Cita pubblicazione |autore=Cashman NR|autore2=Covault J|autore3=Wollman RL|autore4=Sanes JR |titolo=Neural cell adhesion molecule in normal, denervated, and myopathic human muscle |url=https://archive.org/details/sim_annals-of-neurology_1987-05_21_5/page/481|rivista=Ann. Neurol. |volume=21 |numero=5 |pp=481–9 |anno=1987 |pmid=3296947 |doi=10.1002/ana.410210512}}</ref>, che possono reinnervare le fibre muscolari che sono state denervate dall'infezione acuta da polio.<ref name=Agre>{{Cita pubblicazione |autore=Agre JC|autore2=Rodríquez AA|autore3=Tafel JA |titolo=Late effects of polio: critical review of the literature on neuromuscular function |rivista=Archives of physical medicine and rehabilitation |volume=72 |numero=11 |pp=923–31 |anno=1991 |pmid=1929813 |doi=10.1016/0003-9993(91)90013-9}}</ref> Un altro meccanismo consente di far compiere ad un [[motoneurone]] un lavoro fino a quattro-cinque volte maggiore di quello svolto normalmente, al fine di sopperire a quelli mancanti.<ref name=Gawne_1995 /> In questo modo se un neurone motorio controllava 200 cellule muscolari prima della paralisi, può arrivare a controllarne 800-1000.
 
In aggiunta a questi processi fisiologici, il corpo possiede una serie di meccanismi di compensazione per mantenere la funzionalità in presenza di paralisi residua. Tra questi il maggiore utilizzo di muscoli e legamenti più deboli per poter disporre di una maggior mobilità.<ref name = Grimby_1989>{{Cita pubblicazione |autore=Grimby G|autore2=Einarsson G|autore3=Hedberg M|autore4=Aniansson A |titolo=Muscle adaptive changes in post-polio subjects |rivista=Scandinavian journal of rehabilitation medicine |volume=21 |numero=1 |pp=19–26 |anno=1989 |pmid=2711135 }}</ref>
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