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Tuttavia la famiglia Patrizia dei Morosini che possedevano tali luoghi sin da tempi antichi, decidevano di riedificare la chiesa ormai abbandonata.
Tra i documenti del 1503, in data 2 ottobre si trova la permissione del Legato Apostolico a Morosini di poter costruire ed edificare la Chiesa di San Martino di Strata e di averne lo Iuspatronato.
Il Legato apostolico Angelo Leonino, vescovo Triburtino, si rivolge al Parroco di San Moisè in Venezia, Cristoforo Rizzo, con questa bolla: “… La richiesta presentataci da parte del diletto a noi in Cristo Lorenzo Morosini, Patrizio Veneto, era di tal contenuto, ci fu in un luogo chiamato San Martino in Strata della Diocesi di Treviso una certa chiesa tuttora si vedono vetusti resti nelle terre che si trovano nel dominio dello stesso Lorenzo. Anzi queste stesse terre furono anche prima nel bene dei suoi avi da tempo, sul cui inizio non c'è alcuna memoria umana in contrario”. Così appare da pubbliche e antiche testimonianze e scritture. Lorenzo Morosini chiedeva questo: che “ per favore della religione cristiana e specialmente per pia devozioni verso il Beato Martino come per la salvezza dei suoi avi e di se stesso desiderava fondare una chiesa col titolo e nome dello stesso San Martino in una tenuta dei beni affidategli da Dio e costruirla nel medesimo luogo con una dotazione sufficiente: come meglio a sé e alla sua coscienza sarebbe sembrato fare…………. “ : Inoltre chiedeva umilmente di poter incaricare un rettore per mezzo dell'ordinario locale o qualche altro con tale potere. “Ci degnassimo cioè di concedere a Lui, agli eredi e ai successori il diritto e l'autorità dell'uspatronato sul rettore della stessa chiesa dopo che fosse stata edificata ?” Noi perciò udita la pia devota e ragionevole richiesta del suddetto Lorenzo Morosini stando così le cose, per l'autorità di Legato dateci dalla Santa sede Apostolica, t'affidiamo e incarichiamo se tutto ti sembra legittimo, e le singole premesse vere, di costruire ed edificare la chiesa col termine, titolo e nome di San Martino Vescovo e Confessore con campanile Sacristia e Cimitero, con i suoi onori e oneri che la detta chiesa, ora in rovina e prima della rovina, teneva, godeva ed usufruiva, oltre tutto ciò ti incarichiamo: di porre la prima pietra delle fondamenta e dopo che sia stata suoi successori l'Iuspatronato …………”.
 
Il venerdì 27 aprile [[1505]] avviene la posa della prima pietra per la nuova chiesa di San Martino in Strata fatta da Don Cristoforo Rizzo Parroco di San Moisè di Venezia, Cancelliere Ducale e commissario Apostolico.
Nel [[1511]] venne terminata e in quanto alle dimensioni risultò lunga 70 piedi e larga 31.
Benché la bolla del Legato Parlasse chiaro e la nuova parrocchia di Campalto avesse ottenuto diritti su Terzo e Tessera questi non vennero riconosciuti da Favaro che riteneva fossero codeste due filiali dipendenti da sé; così l'11 luglio [[1510]] Lorenzo Morosini presenta una supplica a Roma per l'abusivo esercizio di un certo Dal Negro, parroco di Favaro, che riscuoteva il quartese a San Martino di Campalto con danno della medesima Pieve.
 
 
Il 10 maggio [[1512]] avviene la presa di possesso della nuova parrocchia da parte di don Giovanni Merlin. A lui succederà Dal Marsino dopo l'invasione imperiale della guerra di Cambrai. Il 2 luglio 1512 in seguito ad altri contrasti il delegato della Santa Sede scrive al Parroco di Favaro perché non faccia novità circa la questione con San Martino di Strata.
Tuttavia già nel 1513 abbiamo dei protesti per le rispettive pretese e giurisdizioni tra Don Giovanni Del Negro (Favaro) e Don Giacomo Merlino (Campalto) con casa Morosini iuspatronato. Nel [[1514]] alcune lettere a favore di don Merlino ci attestano le lotte con Francesco dei Rossi, parroco di Carpenedo (sul diritto di quartesar nel colmello di Cavergnaghi).
Tuttavia, benché nel [[1543]] avvenisse la consacrazione della chiesa da parte di mons. [[Egidio Falcetta]] Vescovo di [[diocesi di Caorle|Caorle]], neanche 20 anni dopo risultava abbandonata e senza sacerdote.
 
Nella visita a San Martino in Strata il 26 giugno il parroco don Francesco Butticelli afferma di non aver benefici, né chiericati, ma solo legato dei Massari della scuola della Madonna. Non chiese né oratori.
Le entrate sono di denari 150 in quartesi; il vescovo Francesco Giustiniano ordina che sia dorata la chiavetta del tabernacolo.
Nella visita del 15 giugno [[1688]] Domenico Palesio dice che la chiesa non matrice ma filiale di Carpenedo, senza legati e chiese campestri, Carpenedo ha sotto di sé San Martino in Strata, Dese, Favaro, che si riuniscono nella sua chiesa al sabato Santo.
 
Il 18 luglio [[1753]] il notaio vescovile afferma che non vi è una precisa descrizione e delimitazione dei confini della Parrocchia di San Martino in Strata.
Allora si ricorre alle elezioni per conoscere la volontà degli abitanti interessati, costoro, tranne quattro voti, decisero di rimanere sottoposti a Favaro.
Allora nel gennaio 1772 quelli di Campalto affermano che il voler che resti autorizzata la sovversione dello stato antico originario della chiesa di Campalto è contrario ai diritti canonici ed offensivi alle cose decretate. Tuttavia, malgrado i diritti e i decreti e il ricorso al Cardinal Legato non furono vantaggiosi a Campalto: la situazione rimase inalterata sino ai tempi nostri quando Tessera smembrata anche da Favaro fu fatta Parrocchia.
Intanto il 28 agosto 1771 Giorgio Terzo di Lorenzo Morosini presenta una richiesta al Vescovo di Treviso per ottenere il titolo di Arcipretale per la Chiesa di San Martino in Strata citando i meriti della sua famiglia che ha riedificato due volte l'antichissima chiesa e le buone qualità del Parroco contemporaneo, assicurando che tale onore sarebbe stato anche per i Parroci futuri uno stimolo per una santa vita.
Lo stesso giorno il vescovo Paolo Giustiniano approva ed accorda il titolo richiesto per la chiesa di Campalto e pro tempore (per sempre) per i parroci.
Il 28 settembre 1777 la chiesa è riconosciuta riconsacrata dal medesimo Vescovo
 
Abitanti nel tempo:
anno 1335 - abitanti n° 240
anno 1725 - abitanti n° 325
anno 1898 - abitanti n° 900
anno 1927 - abitanti n° 1800
anno 1960 - abitanti n° 5000
Campalto in breve
 
- Anno 825 Primi insediamenti, in baracche palafitte, spelonche,.
Documenti del Mulinelli
 
- Anno 1000 Nome storico San Martino in Stata detto Campo Alto
Documenti del Mulinelli
- Anno …… 1º decadenza
Diocesi di Altino e di Torcello
 
- Anno 1152 Formazione della Parrocchia Bolla Papale di Eugenio III a Bonifacio
Vescovo di Treviso.
Documenti vaticani e archivio diocesi Treviso
 
- Anno 1184 1º ottobre Bolla Papale di Lucio III. (conferma la parrocchia)
Documenti vaticani e archivio diocesi Treviso
 
- Anno 1263 Bolla Papale di Urbano IV. (conferma la parrocchia)
Documenti vaticani e archivio diocesi Treviso
 
- Anno 1334 Nella guerra contro i turchi il Papa Pio VI impone una decima al Parroco Domenico.
 
Documenti archivio diocesi Treviso
 
- Anno 1335 Campalto contava circa 240 abitanti (Pescatori, boscaioli, fuoriusciti)
Documenti archivio diocesi Treviso
 
- Anno 1352 1º Catastico delle strade è collocata alle dipendenze di Mestre e Mogliano.
Documenti archivio diocesi Treviso
 
- Anno 1400 2º decadenza per le guerre di Ezzelino devastazioni e alluvioni.
1470 La chiesa e detta “posta nei boschi che ingombrano la zona” con un valore di
appena 3 ducati.
1475 La famiglia Patrizia del Morosini, decideva di riedificare la chiesa ormai abbandonata. Documenti archivio diocesi Treviso e Archivio Mestrino
 
- Anno 1503 2 ottobre concessione permessi dal Legato Apostolico a Famiglia Morosini di costruire la chiesa e di tenervi lo Ius-Patronato.
- Anno 1505 27 aprile posa della prima pietra della chiesa di San Martino sui ruderi
dell'antica cappella dei Morosini.
- Anno 1511 Terminati i lavori – dimensioni 70 Piedi di Lunghezza e 31 di larghezza.
- Anno 1512 10 maggio presa di possesso del Nuovo Parroco Don Giovanni Merlin
- Anno 1543 Monsignor Falcetta Vescovo di Caorle riconsacra la chiesa ma 20 anni dopo
risulta abbandonata e senza sacerdote.
Documenti archivio diocesi Treviso / Venezia / Caorle e Archivio Mestrino
 
- Anno …… 3º decadenza
 
- Anno 1771 28 agosto Giorgio Terso di Lorenzo Morosini presenta la richiesta al Vescovo
di Treviso per ottenere il titolo di Arcipretale per la Chiesa di san martino il
Vescovo Monsignor Gioustiniano approva accorda il titolo pro Tempore anche per i Parroci futuri.
Documenti archivio diocesi Treviso
 
- Anno 1813 Chiesa Canonica e campanile erano ormai diroccati in rovina, i Morosini
si dissociano dall'impegno
- Anno 1820 L'amministrazione Ecclesiastica avverte l'Arciprete di aver dato ordini di riattivazione
Documenti archivio diocesi Treviso Archivio Mestrino
 
XIX secolo Per tutto il secolo ci fu una vera lotta tra i Parroci di quel tempo e i
parrocchiani a causa di fatti e sconvolgimenti politici. Infatti tutti i Parroci furono oggetto di quasi vero odio con i Parrocchiani. Anche per questo si introdussero nella fede dei parrocchiani di Campalto la pia devozione a San Antonio e alla Madonna del Rosario e Assunta
Documenti archivio diocesi Treviso / Venezia, Archivio Mestrino
 
- Anno 1927 il 15 maggio la Parrocchia di Campalto e altre 10 di Mestre passeranno dalla
diocesi di Treviso all'antichissima diocesi Patriarcale di Venezia
Documenti archivio diocesi Treviso / Venezia
 
- Anno 1934 Viene costruita la sala del Teatro da Don Primo Massarin Arciprete
- Anno 1951 Viene costruito il nuovo asilo diretto da Don Mario Ferrarese Arciprete (asilo S. Antonio)
 
==Luoghi d'interesse culturale==
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