Differenze tra le versioni di "Rivolta ionica"

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I Persiani incontrarono serie difficoltà nel governare gli Ioni. Nelle altre zone dell'impero Ciro era stato in grado di garantirsi l'appoggio dei capi delle popolazioni nella loro sottomissione, come il sacerdozio di Giudea.<ref name="H147">{{cita|Holland|pp. 147–151}}.</ref> Nelle città greche in quel momento non esisteva nessun gruppo di quelle caratteristiche; l'aristocrazia era divisa in fazioni in lotta tra di loro.<ref name=H147/> I Persiani così decisero di istituire un tiranno in ogni città ionica, anche se questi avrebbe potuto scatenare conflitti interni tra gli Ioni. Inoltre, un tiranno avrebbe potuto rendere la sua città indipendente, e così avrebbe dovuto essere sostituito.<ref name=H147/> I tiranni stessi si trovarono di fronte ad un compito difficile: dovevano infatti placare l'odio dei loro concittadini nei confronti dei Persiani, i loro conquistatori.<ref name=H147/>
 
Circa 40 anni dopo la conquista persiana della Ionia, durante il regno del quarto re achemenide, [[Dario il Grande]], il tiranno di Mileto [[Aristagora]] si trovò in una situazione favorevole.<ref name="H153">{{cita|Holland|pp. 153–154}}.</ref> Suo zio, [[Istieo]], aveva accompagnato Dario in una campagna militare nel [[513 a.C.]] e, quando il re gli offrì una ricompensa, aveva chiesto per sé una parte del territorio conquistato della [[Tracia]]. Anche se questa gli venne effettivamente concessa, l'ambizione di Istieo allarmò i consiglieri di Dario, ed Istieo fu quindi ulteriormente "premiato" venendo costretto a rimanere a Susa come "Compagno reale di tavola" di Dario.<ref name=H153/> Vista la reputazione di Istieo, Aristagora fu accolto con un grande malcontento a Mileto. Nel [[500 a.C.]] Aristagora venne avvicinato da alcuni esuli di [[Nasso]], che gli chiesero di conquistare l'isola.<ref>{{cita|Erodoto|V, 30}}.</ref> Cogliendo l'opportunità di rafforzare la sua posizione a Mileto conquistando Nasso, Aristagora si rivolse al [[satrapo]] di [[Lidia]], [[Artaferne]], con ununa proposta. Se Artaferne gli avesse fornito un esercito, Aristagora avrebbe conquistato l'isola, estendendo così i confini dell'Impero persiano, e avrebbe poi dato ad Artaferne una parte del bottino per coprire il costo dell'esercito.<ref>{{cita|Erodoto|V, 31}}.</ref> Il satrapo approvò l'idea e chiese a Dario il permesso di lanciare la spedizione. Questo acconsentì, e venne predisposta una flotta di 200 [[Trireme|triremi]] per attaccare Nasso l'anno successivo.<ref name="EV32">{{cita|Erodoto|V, 32}}.</ref>
 
==La campagna di Nasso==
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