Museo archeologico statale Gaio Cilnio Mecenate: differenze tra le versioni

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Nella terza sala si trova l'opera più importante del museo, un cratere attico a volute [[ceramica a figure rosse|a figure rosse]] con l'[[Amazzonomachia]], attribuito a [[Eufronio]] ([[510 a.C.|510]]-[[500 a.C.]]). Le due sale successive presentano i reperti dalla [[Val di Chiana]] e dal [[Casentino]], tra i quali spiccano un torso maschile in [[pietra fetida]] (fine del VI secolo a.C.) e l'anfora attica a figure rosse con il ''Rapimento di [[Ippodamia (moglie di Piritoo)|Ippodamia]]'' della scuola del [[pittore di Meidias]] ([[410 a.C.|410]]-[[400 a.C.]])
 
LaLe quattro sale seguenti sono dedicate alla [[terra sigillata]], produzione ceramica sviluppatasi tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. che ebbe in Arezzo il centro di produzione più importante del Mediterraneo per circa un secolo.
 
Le ultime sette sale sono dedicate all'epoca romana, con ritratti e statuaria, mosaici, corredi funebri e oggetti in [[bronzo]]. Interessanti sono un ritratto di [[Livia Drusilla|Livia]], una testa fittile ellenistica, forse un'[[amazzone]], proveniente dal frontone di un tempio e la testa di un giovane in terracotta.
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