Indra: differenze tra le versioni

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== Il mito della parata delle formiche ==
Questo mito, contenuto nell'opera ''il re e il cadavere ''(Adelphi) dell'eminente indologo [[Robert Heinrich Zimmer]], affronta il tema dell'eternità e del tempo, della trasmigrazione delle anime e dell'esistenza transitoria dell'individuo. Il dio Indra dopo aver colpito con la sua folgore [[Vṛtra]], un gigantesco [[asura]], che teneva prigioniere le acque nel suo ventre e dopo aver quindi permesso ad esse di scorrere libere nuovamente era stato acclamato ed esaltato da tutte le divinità dei cieli come il salvatore.
 
Proprio Indra, per ridare splendore alla città che era caduta in rovina, aveva affidato così a [[Vishvakarman]], il dio delle arti e dei mestieri, il compito di erigere un palazzo di splendore incomparabile. Col procedere dei lavori, Indra era diventato sempre più esigente nelle sue richieste chiedendo al dio meraviglie sempre più grandiose. Vishvakarman allora, disperato, si era rivolto al creatore del mondo [[Brahmā]], il quale lo aveva rassicurato dicendogli che ben presto si sarebbe liberato di quel fardello. Brahma a sua volta si era rivolto all'Essere Supremo [[Visnù]] il quale con un semplice cenno del capo gli aveva fatto capire che la richiesta di Vishvakarman sarebbe stata esaudita.