Differenze tra le versioni di "Finale della Coppa d'Asia 2007"

 
==Antefatti==
Durante gli anni '80, l'Iraq era forse la miglior squadra del Medio Oriente: si era infatti qualificato alla fase finale dei [[Mondiali di calcio 1986]], alla sua unica partecipazione (era poi finito ultimo nel suo girone dopo aver perso contro {{NazNB|CA|ARG}}, {{NazNB|CA|BEL}} e i padroni di casa del {{NazNB|CA|MEX}}), e aveva vinto tre edizioni della [[Coppa delle nazioni del Golfo]] ([[Coppa delle Nazioni del Golfo 1979|1979]], [[Coppa delle Nazioni del Golfo 1984|1984]] e [[Coppa delle Nazioni del Golfo 1988|1988]]). Il calcio iracheno degli anni '80 e '90 era però controllato da [['Uday Saddam]], figlio maggiore del famigerato dittatore [[Saddam Hussein]] noto per la sua estrema crudeltà e il suo notevole sadismo; conscio di non poter succedere al padre per via del suo carattere, 'Uday aveva dominato almeno il mondo dello sport iracheno, ed era divenuto presidente sia del comitato olimpico nazionale che dell'associazione calcistica. Il suo gusto per il calcio era cresciuto dopo che aveva fondato un nuovo club, {{Calcio Al Rasheed|N}}, attraverso il quale usò ogni mezzo a sua disposizione per dominare la lega irachena costringendo le altre squadre a concedergli i loro migliori calciatori. I giocatori di sua proprietà e non venivano torturati, e quelli che giocavano male venivano picchiati e rasati. La frequenza delle torture aumentò prima con la [[guerra Iran-Iraq]] (durata dal 1980 al 1988 e con una stima di circa un milione di vittime), e poi con la [[prima guerra del golfo]] (1990-1991), gravi conflitti che portarono alle conseguenti sanzioni e agli isolamenti internazionali. La crescente violenza del sadico 'Uday portò molti calciatori a lasciare tutto e trasferirsi nei paesi limitrofi, tra cui la [[Giordania]]; molti raccontarono le loro storie, tra cui una partita con una palla di cemento perché la nazionale non era riuscita a qualificarsi ai [[mondiali di calcio 1994]], oppure la tortura di tre giocatori nei sotterranei del QG olimpico iracheno dopo che l'Iraq era stato eliminato nella [[Coppa d'Asia 2000]] ai quarti di finale dal {{NazNB|CA|JPN}}, futuro vincitore dell'edizione.
 
Durante la [[seconda guerra del golfo]], la coalizione anti-Saddam guidata dall'esercito statunitense contribuì alla morte del dittatore e dei suoi figli, tra cui lo stesso 'Uday, per poi scoprire i loro mezzi di tortura. Nonostante fosse libero dalla tirannia, l'Iraq era però ancora travagliato dal caos che il dittatore e la sua progenie si erano lasciati dietro, perché era ancora preda di una guerra civile, causata dalla forte rivalità tra i musulmani [[Islam sciita|sciiti]] e quelli [[Islam sunnita|sunniti]], le sue due maggiori fazioni religiose, e di una guerra tribale che imperversava il paese. Questo provocò nuove emigrazioni verso i paesi limitrofi e l'Europa, e gli iracheni che andaronoraggiunsero inla Giordania arrivarono a un milione, concentrandosi soprattutto nella sua capitale [[Amman]].
 
Nel 2004, si riuscì a mandare una squadra di giocatori alle [[Giochi della XXVIII Olimpiade|Olimpiadi in Grecia]], ma il loro allenatore qualificato, il tedesco [[Bernd Strange]], si ritirò prima del torneo perché temeva per la sua vita dopo che il suo autista era stato ferito mortalmente da una sparatoria. Il [[Calcio ai Giochi della XXVIII Olimpiade - Torneo maschile|torneo olimpico maschile]] vide l'Iraq farsi valere lo stesso con numerosi talenti, tra cui il centravanti curdo [[Hawar Mulla Mohammed]], il centrocampista [[Nashat Akram]] e il giovane attaccante [[Younis Mahmoud]], che contribuì al 4-2 contro il Portogallo ai quarti. Alla fine, l'Iraq perse la semifinale contro il Paraguay, e poi la finale del terzo posto contro l'Italia, ma il valore di quei talenti che avevano partecipato al torneo si rivelò non poco fondamentale per il trionfo continentale dei mesopotamici.
 
Nel 2005 iniziarono le [[Qualificazioni alla Coppa d'Asia 2007|qualificazioni]] alla [[Coppa d'Asia 2007]], la cui fase finale, per la prima volta nella storia della competizione, si sarebbe svolta non in una sola nazione, ma ben quattro, ossia [[Indonesia]], [[Malesia]], [[Thailandia]] e [[Vietnam]]. La nazionale irachena fu sorteggiata nel gruppo E delle qualificazioni insieme a {{NazNB|CA|CHN}}, {{NazNB|CA|PSE}} e {{NazNB|CA|SGP}}, e tutte le partite che disputò in casa si tennero ad [[Al Ain]], negli [[Emirati Arabi Uniti]], perché in quegli anni, dato che ogni giorno vi erano circa 100 vittime, l'Iraq non poteva ospitare nulla. La nazionale mesopotamica iniziò perdendo 2-0 contro il Singapore, ma poi si riscosse e finì primo nel girone con 11 punti (al pari della Cina), tre vittorie, due pareggi e la sola sconfitta contro il Singapore. I preparativi erano però scarsi: dopo la qualificazione, la nazionale si era trasferita ad [[Amman]], perché, oltre alle minacce di morte dai gruppi miliziani fanatici (che detestavano il fatto che [[Islam sunnita|sunniti]], [[Islam sciita|sciiti]] e [[curdi]] giocassero tutti insieme nella nazionale), c'erano anche i tentativi di vari gruppi criminali di estorcere i calciatori minacciando loro e le loro famiglie, e i giocatori dovevano dunque abbandonare il proprio paese (Mohammed dichiarò che si allenava con una mitragliatrice, il portiere [[Noor Sabri]] aveva perso il fratello adottivo poco prima del torneo, e il centrocampista [[Haitham Kadhim]] aveva visto un suo compagno di squadra venire ucciso durante una partita); inoltre, la federcalcio irachena faticò a garantire la fornitura dei kit da gioco ai calciatori, tanto che ogniognuno giocatoredi loro era in possesso di un solo completo, da portare con sé ovunque andasse. Qui entrò in gioco il brasiliano [[Jorvan Vieira]], un allenatore convertitosi all'Islam e che aveva già avuto fortuna in Nord Africa come tale. L'allenatore era certo di essere entrato nella tana dei leoni: aveva già perso il suo fisioterapista in un bombardamento kamikaze, e aveva udito che la sua squadra di giovani di taekwondo non era riuscita a raggiungere Amman, perché tutti i suoi membri erano stati giustiziati e gettati in fosse comuni vicino al confine con la Giordania. Nei due mesi che precedettero il torneo, Vieira riuscì però a portare la calma tra i giocatori, la cui nazionale era un esempio di coesistenza pacifica di sciti, sunniti e curdi.
 
== Cammino verso la finale ==
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