Differenze tra le versioni di "Wikipedia:Riconoscimenti di qualità/Segnalazioni/Fa'afafine"

(fix leggibilità)
*Idem come sopra. Altra aggiunta: anche qui non è garantita la piena verificabilità (pesco a caso, "Le relazioni di genere in Samoa operano all'interno di due domini distinti: la feagaiga, la relazione fratello-sorella, che impegna il primo per tutta la vita nel rispettare, servire, proteggere e onorare la sorella, e la coniugalità.
:I bambini samoani dall'età di circa quattro-cinque anni, fino alla pubertà, servono i parenti anziani, aiutano in casa, si prendono cura dei neonati e dei bambini più piccoli, senza alcuna distinzione di sesso. La divisione del lavoro basata sulle differenze sessuali interviene dopo la pubertà.", "Le fa'afafine non rappresentano una categoria omogenea, non esiste una formula in cui tutte si riconoscono. La maggior parte dichiara di non identificarsi nel genere maschile o femminile, ma in un genere separato, una fusione di femminilità e mascolinità, culturalmente unico." e no, non ci sono queste info nelle note precedenti/successive). Lo stile è da rivedere, con frasi evasive ("specie quello espresso – non senza grandi riserve – dalla chiesa samoana", quali riserve?,) o errori ("Ma non tutte le chiese né tutti i pastori adottano un comportamento uniforme, e spesso possono prevalere punti di vista diversi,", non ci va la virgola dopo la e, non essendo un inciso). La Bibliografia è fuori standard, con opere poi non usate in voce (o, se usate, non indicate con il Cita). Infine, sempre riguardo le citazioni, devono essere contestualizzate (quindi quelle ad inizio paragrafo non vanno bene). IMHO anche qui ci troviamo innanzi a una voce che, seppur generalmente di buona fattura, non rispecchia i criteri per un riconoscimento di qualità.--<span style="border:2px solid teal;font-size:80%">[[Utente:Tommasucci|<span style="text-shadow: 2px 2px 1px #ABCDEF; color: light blue">''' TOMMASUCCI''' </span>]][[Discussioni utente:Tommasucci|<span style="color:ocean">永だぺ</span>]]</span> 01:50, 29 nov 2021 (CET)
:@[[Utente:LorManLor|LorManLor]] La tua risposta non mi ha irritato, ma non è riuscita a risolvere i miei dubbi. Temo che non ci siamo capiti. Certo a me non interessa giudicare le ''fa'afafine'', né intendo dire "sono gay ma non lo sanno". Forse è meglio rimanere aderenti alle fonti per evitare una discussione generica e inutile. Considera per favore questi quattro punti:
:# La mia domanda per te era e continua ad essere: la letteratura che hai frequentato ponga mai in rapporto la condizione ''fa'afafine'' con la criminalizzazione dell’omosessualità? Vedo che Presterudstuen, “Men Trapped in Women’s Clothing”, scrive a proposito della condizione ''qauri'' nelle isole Fiji, a suo avviso simile a quella delle ''fa’afafine'': “For many homosexual men, overemphasizing effeminacy in public emerged as a way to negotiate a gender order in which masculine non-heteronormativity was rejected as “un-Fijian and unnatural,” although a “third gender” had at least a liminal status. '''Taking on a hyperfeminine gender performance appears to have safeguarded them from abuse, violence, and prosecution, especially given that sodomy was still illegal''' in Fiji at the time”. Secondo te si tratta di un’opinione eccentrica, che non merita di essere rappresentata per non darle “ingiusto rilievo”, oppure la si incontra altrove negli studi sulle ''fa'afafine''?
:# Secondo alcuni studiosi (ad es. Jeannette Mageo, le cui teorie sono riassunte da Schoeffel nel saggio raccolto in “Gender on the Edge”), l’istituzionalizzazione della ''fa’afine'' dipende dalla forte struttura binaria ed eteronormativa della società samoana, a volte spiegata come effetto del trauma culturale causato dalla colonizzazione: le donne sono costrette a essere vergini e pure, gli uomini sono incoraggiati ad essere fisicamente prestanti e sessualmente attivi. Queste spinte contraddittorie avrebbero creato la necessità di creare degli “uomini che servono da donne”, analogamente a quanto accade (ricordo di aver letto) nella società pashtun, dove valori analoghi hanno prodotto una subcultura di pedofilia socialmente accettata. Altro che originario indigeno non-binario, che rischia di essere la riproposizione del mito del “buon selvaggio”! Qui ci sarebbe un’altra catastrofe della colonizzazione, della morale giudaico-cristiana e del machismo.  A me sembra che questa prospettiva non sia sufficientemente indagata nella voce e che prevalga invece una lettura delle ''fa’afine'' come “terzo sesso” profondamente radicato nella struttura sociale e culturale delle isole del Pacifico. Sbaglio?
:# Nell’incipit della voce si legge che “Le ''fa'afafine'' sono state descritte in letteratura attraverso una varietà di etichette: transgender, travestiti, omosessuali, terzo sesso, ma l'uso di queste categorie viene da loro per lo più contestato; '''in gran parte preferiscono essere riconosciute come un'identità distinta'''” (in nota viene citato Paul Miles, “Transgender in the Pacific”) e poco più avanti viene ripetuto “La maggior parte dichiara di non identificarsi nel genere maschile o femminile, ma in un genere separato”. Però nell’articolo di Paul Miles si legge invece che “These people, referred to by anthropologists as gender liminal (liminality is an anthropological term meaning free of restrictions), '''mostly prefer to consider themselves women''' rather than gay men or as a third gender”. Ciò è confermato dal saggio di Serge Tcherkézoff che citi in voce, che afferma: “When speaking Samoan, however, ''fa‘afāfine'' assert that they are ''teine,'' “girls,” or ''tama‘ita‘i,'' “ladies.” '''In thirty years’ worth of fieldwork in Samoa, I have never heard anyone say about her- or himself, “I am a ''fa‘afafine''”''' (although the situation may be different for Samoans in the diaspora)”.
:# Sempre nell’incipit, si afferma che la condizione fa’afafine sarebbe “'''profondamente radicata nella cultura samoana'''”. Secondo Yoko Kanemasu e Asenati Liki, ‘Let ''fa’afafine'' shine like diamonds’, Journal of Sociology, 2021, Vol. 57(4) 806-824, “Part of the popular discourse of ''fa’afafine'' is the notion that they have historical existence in Samoan tradition and therefore enjoy a degree of cultural legitimacy", ma l’accettazione delle ''fa’afafine'' sarebbe in parte un luogo comune, perché sono continuamente vittime di discriminazione, stigmatizzazione e abusi, in parte sarebbe un prodotto recente delle loro lotte per il riconoscimento. Bisogna quindi guardarsi dalla “tradizione culturale” come categoria esplicativa o, peggio ancora, normativa: anche l’assoggettamento delle donne e la repressione dell’omosessualità sono profondamente radicati in molte culture. Nella letteratura sulle fa'afafine a volte viene avanzata l'ipotesi che il fenomeno sia relativamente recente e sia un prodotto della colonizzazione; ho avuto l'impressione che la voce fosse un po' ''dismissive'' di questa ipotesi: è così? Forse sbaglio, non ho riletto.
:In conclusione: si tratta certamente di una voce quantomeno di qualità. Penso però che alcuni punti meritino di essere meglio approfonditi. Inoltre suggerisco di modificare l'incipit perché l'affermazione sopra evidenziata sempra espressione di un POV non adeguatamente sostenuto da fonti. --[[Utente:Gitz6666|Gitz6666]] ([[Discussioni utente:Gitz6666|msg]]) 12:45, 29 nov 2021 (CET)
3 715

contributi