Differenze tra le versioni di "Norah Borges"

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{{Citazione|Dipingeva angeli, arcangeli e tutta la milizia celeste, e anche sirene, perché era sicura che esistessero|Miguel de Torre Borges, ''Nosotros Los Borges. Apuntes de familia'', p. 137|Pintava ángeles, ancángeles y toda la milicia celestial, y también sirenas, porque estaba segura de que existían|lingua=es|lingua2=it}}
 
La maggior parte degli studi prodotti a partire dagli anni Novantanovanta del Novecento ha evidenziato il ruolo che i mentori di Norah Borges, in particolare il fratello e il marito, hanno avuto sulla sua carriera e sulla sua arte.<ref name=":18">{{Cita libro|autore=May Lorenzo Alcalá|titolo=Norah Borges : la vanguardia enmascarada|anno=2009|editore=Eudeba|città=Buenos Aires|lingua=es|OCLC=743224836}}</ref><ref name=":10" /> L'influenza che Jorge Luis avrebbe esercitato nell'orientare le prime opere di Norah verso l'espressionismo tedesco e il cubismo è stata ritenuta determinante nel periodo del loro primo soggiorno in Europa (1914-1919), così come l'esperienza ultraista avviata dallo scrittore argentino nelle riviste spagnole ''Baleares, Grecia, Ultras, Alfar'', è stata ritenuta l'occasione di condivisione di questa corrente da parte della sorella, proclamata nel 1920 dal direttore di una delle riviste madrilene, Isaac del Vando-Villar,<ref name=":11" /> la rappresentante ufficiale della pittura ultraista.
[[File:Buenos Aires Café Los Inmortales ca.1920.jpg|miniatura|Buenos Aires, Café Los Inmortales, circa 1920]]
Anche dopo il rientro in Argentina nel 1921 la collaborazione di Norah nelle nuove riviste d'avanguardia come ''Prisma'' e ''Proa'' è stata associata all'attivismo del fratello, così come la svolta stilistica verso un «nuovo romanticismo» da lei intrapresa intorno al 1923-1924,<ref name=":18" /> è stata interpretata principalmente come un passaggio indotto dalle nuove posizioni estetiche assunte dal fratello e dal futuro marito Guillermo de Torre, che in quegli anni si stavano orientando verso una concezione soggettivista dell'arte.<ref>{{Cita libro|autore=Vicente Cervera Salinas|titolo=La poesía de Jorge Luis Borges: historia de una eternidad|anno=1992|editore=Universidad de Murcia|lingua=es|p=69}}</ref> <ref>{{Cita pubblicazione|autore=Marcin Kazimierczak|anno=2007|titolo=El concepto del solipsismo en la escritura postmoderna de Borges|rivista=Itinerarios: revista de estudios lingüisticos, literarios, históricos y antropológicos|numero=5|pp=101-112|lingua=es}}</ref>
 
Il marito, grazie alla posizione occupata nell'Editorial Rosada e alle sue conoscenze, viene infine indicato come l'artefice della carriera di Norah in Argentina. In Spagna, fin dal maggio 1922, come critico d'arte, avrebbe contribuito a promuoverne l'immagine come artista "«dotata di una sensibilità femminile cangiante, che aspira a preservare senza mistificazioni cerebrali"»;<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Guillermo de Torre|anno=1922|titolo=El Renacimiento xilográfico. Tres grabadores ultraístas|rivista=Cosmópolis|numero=44|lingua=es|accesso=16 agosto 2021|url=http://www.emilioquintana.com/polacos/?page_id=22}}</ref> nel 1945 egli avrebbe commissionato una biografia di Norah a [[Ramón Gómez de la Serna|Ramón Gómez de la Sierna]], per fornirgli un lavoro, essendo questi un esiliato spagnolo oltreoceano, dotato di scarsi mezzi, ma soprattutto per "«rinnovare l'immagine pubblica della moglie nell'ambiente porteño»."<ref>Linda S. Maier, “La correspondencia inédita de Norah Borges", ''Variaciones Borges'', n. 34, 2012, p. 205</ref> <ref name=":13">May Lorenzo Alcalá, ″Ramón inventa a Norah″, ''Cuadernos Hispanoamericanos'', n. 620, 2002, pp. 89-94</ref> In questa biografia, costellata da diverse imprecisioni sulla sua carriera e sulle sue influenze artistiche, <ref name=":13" /> Norah Borges "«condivide la centralità con vari individui o con vari soggetti molto lontani dalla sua pittura, come il pittore spagnolo [[Julio Romero de Torres|Julio Romero de Torre]], suo fratello Jorge Luis, suo marito Guillermo de Torre e l'importanza della Spagna per l'America"».<ref>Sebastián Urli, "Norah o Jorge Luis? Nota sobre (hacia) un dactiloscrito de Ramón Gómez de la Sierna," ''Variaciones Borges'' n. 37, 2014, p. 142</ref>
 
Roberta Ann Quance sostiene nei suoi studi che Norah Borges avrebbe finito con l'adattarsi alle forme espressive che le convenzioni del tempo consentivano alle donne artiste, alle quali era permesso "agire solo a margine di scambi con altri artisti".<ref name=":10" /> La sua arte sarebbe il frutto di una forma di compromesso con cui lei avrebbe negoziato il suo status di artista donna, alla periferia dei gruppi di avanguardia, un modo per non rinunciare all'innovazione artistica senza scontrarsi con le aspettative sociali e culturali del contesto in cui viveva. Quance rileva tuttavia come Norah sia rimasta sempre fedele alla propria visione del mondo, che contemplava sia gli esperimenti avanguardisti, che i dipinti color pastello di un mondo utopico, popolati da sirene, bambini asessuati e santi, in sintonia con la sua profonda cultura religiosa.<ref name=":10" />
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