Differenze tra le versioni di "Panettone"

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Nel [[XV secolo]], come ordinato dagli antichi statuti delle corporazioni, ai fornai che nelle botteghe di Milano impastavano il pane dei poveri (pane di miglio, detto ''pan de mej'') era vietato produrre il pane dei ricchi e dei nobili (pane bianco, detto ''micca''). Con un'unica eccezione: il giorno di [[Natale]], quando aristocratici e plebei potevano consumare lo stesso pane, regalato dai fornai ai loro clienti. Era il ''pan di scior'' o ''pan de ton'', ovvero il pane di lusso, di puro frumento, farcito con [[burro]], [[miele]] e [[zibibbo]].
 
La più antica, e certa, attestazione di un "Panepani di Natalegrossi" prodottoprodotti con burro, uvetta e spezie si trova in un registro delle spese del [[Almo Collegio Borromeo|collegio Borromeo]] di [[Pavia]] del [[1599]]: il 23 dicembre di quell'anno nell'elenco delle portate previste per il pranzo di Natale compaiono anche le spese per 5 libbre di burro, quando2 talidi uvetta e 3 once di spezie date al ''prestinaro'' per confezionare 13 "Panipani grossi" furonoda servitidonare duranteai collegiali il pranzogiorno nataliziodi agli studentiNatale<ref>{{Cita web|url=http://www.collegioborromeo.it/it/spigolature-darchivio-dicembre-1599-panettone-per-gli-alunni/|titolo=Spigolature d’Archivio – dicembre 1599: panettone per gli Alunni}}</ref><ref>{{Cita news|url=http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2013/12/30/news/nei-registri-del-borromeo-la-ricetta-del-pane-di-natale-1.8378504|titolo=Nei registri del Borromeo la ricetta del “pane di Natale” - Cronaca - La Provincia Pavese|pubblicazione=La Provincia Pavese|data=30 dicembre 2013|accesso=25 novembre 2017}}</ref><ref>{{Cita news|url=http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2010/12/28/news/sorpresa-il-panettone-e-nato-a-pavia-non-a-milano-1.628712|titolo=Sorpresa, il panettone è nato a Pavia non a Milano - Cronaca - La Provincia Pavese|pubblicazione=La Provincia Pavese|data=28 dicembre 2010|accesso=25 novembre 2017}}</ref>.
 
Alla fine del [[XVIII secolo|Settecento]] si verificò una novità inattesa: la [[Repubblica Cisalpina]] s'impegnò a sostenere l'attività degli artigiani e dei commercianti milanesi favorendo l'apertura dei forni, mondo di delizie in cui guizzavano indaffarati i ''prestinee'', e delle pasticcerie, regno incantato degli ''offellee''. Nel corso dell'[[XIX secolo|Ottocento]], durante l'occupazione austriaca, il panettone diventò l'insostituibile protagonista di un'annuale abitudine: il governatore di [[Milano]], Ficquelmont, era solito offrirlo al [[Klemens von Metternich|principe Metternich]] come dono personale. Il poeta Pastori, uno dei più apprezzati poeti milanesi del [[XX secolo|'900]], cita questo tipo di panettone in una delle sue poesie.<ref>{{cita web|url=http://www.milanesiabella.it/pastorigraziano_laparaboladelnatal.htm|titolo=La parabola del Natal |accesso=11 febbraio 2013}}</ref>
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