Differenze tra le versioni di "Collezione Ludovisi"

 
[[File:Dosso dossi, apollo e dafne, 1522 ca. 01FXD.jpg|thumb|150px|[[Dosso Dossi]], ''Apollo e Dafne'']]
La collezione era pressoché tutta proveniente da opere contemporanee al cardinale, denotando che non vi furono mai stati grossi lasciti, immissioni o donazioni provenienti da altre collezioni precedenti (su tutte, ad esempio, quelle estensi provenienti da [[Ferrara]], o piuttosto quella [[Collezione Aldobrandini|Aldobrandini]] di [[Roma]], da cui, seppur imparentati, a parte un ''[[Noli me tangere (Correggio)|Noli me tangere]]'' del [[Correggio (pittore)|Correggio]] e i due ''Baccanali'' di [[Tiziano Vecellio|Tiziano]] donati da [[Olimpia Aldobrandini|Olimpia]] a [[Ludovico Ludovisi]] in occasione della sua nomina cardinalizia, gran parte della loro raccolta confluì invece in quelle [[Collezione Borghese|Borghese]] e [[Collezione Pamphilj|Pamphilj]]). Un nucleo importante di dipinti di scuola bolognese, su tutti di [[Guercino]] e [[Domenichino]], che per l'appunto fufurono una sorta di pittorepittori di casa [[Ludovisi (famiglia)|Ludovisi]], e [[Domenichino]], fu raccolto da [[Papa Gregorio XV|Alessandro]] prima di divenire papa, quando era legato alla città di [[Bologna]] col titolo di arcivescovo dal 1612 al 1621, giacché, una volta nominato pontefice massimo col nome di Gregorio XV, non potendo portare con sé alcuna opereopera artistica, fece dono delle sue raccolte al [[Cardinal nipote|cardinal-nipote]] (com'era usanza fare).
 
Nel 1621 il cardinale Ludovisi acquista il [[Palazzo Rospigliosi|palazzo Colonna]] nel ducato di [[Zagarolo]], di cui erano signori, decoratoche negliper internil'occasione confu ciclichiamato diproprio affreschi paesaggisti eseguiti dalil [[Domenichino]] e [[Giovan Battista Viola]] a decorare gli interni con cicli di affreschi paesaggisti eseguiti su richiesta dello stesso Ludovico.
[[File:Susana y los viejos (Guercino).jpg|thumb|150px|[[Guercino]], ''Susanna e i vecchioni'']]
Le fonti storiche lasciate da [[Giovanni Pietro Bellori]] (''Nota delli musei'') e da [[Francesco Martinelli|Francesco Mertinelli]] (''Roma Ornata'') citano molte opere d'arte nella collezione, tra le più importanti, due ''Paesaggi'' del [[Domenichino]], una ''Susanna e i vecchioni'' (oggi al [[Museo del Prado]] di [[Madrid]]) e una ''Venere al bagno'' (oggi alla [[National Gallery of Art|National Gallery]] di [[Washington]]) del [[Guercino]], un ''San Francesco'' di [[Guido Reni]] (rintracciabile con quello poi confluito dapprima nella [[collezione Pamphilj]] del principe [[Camillo Francesco Maria Pamphili|Camillo]] e poi, dal 1665, nelle raccolte di [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]], da cui poi confluirono nel [[Museo del Louvre]] a [[Parigi]], dove sono tutt'ora), una ''Galatea'' di [[Annibale Carracci]] (copia da [[Raffaello]]), un ''Apollo e Dafni'' di [[Dosso Dossi]] e il gruppo scultoreo del ''[[Ratto di Proserpina (Bernini)|Ratto di Proserpina]]'' di [[Gian Lorenzo Bernini]] (entrambe già di [[Scipione Caffarelli-Borghese|Scipione Borghese]] e donate al [[Ludovico Ludovisi|cardinale Ludovico]] nel 1621, dove vi rimasero fino al 1908, quando furono poi acquistate dallo [[Stato italiano]], oggi tutte e due ritornate alla [[Galleria Borghese]] a [[Roma]]) e il cosiddetto ''[[Doppio ritratto (Giorgione)|Doppio ritratto]]''<ref>{{Cita web|url=http://museopalazzovenezia.beniculturali.it/index.php?it/130/giorgione-doppio-ritratto|titolo=Giorgione - Doppio ritratto|sito=museopalazzovenezia.beniculturali.it|data=2013-01-31|accesso=2021-11-29}}</ref> attribuito a [[Giorgione da Castelfranco|Giorgione]] (oggi al [[Museo nazionale del Palazzo di Venezia|Museo di palazzo Venezia]] a [[Roma]]).
 
[[File:Susana y los viejos (Guercino).jpg|thumb|150px|[[Guercino]], ''Susanna e i vecchioni'']]
Nel 1621 il cardinale Ludovisi acquista il [[Palazzo Rospigliosi|palazzo Colonna]] nel ducato di [[Zagarolo]], di cui erano signori, decorato negli interni con cicli di affreschi paesaggisti eseguiti dal [[Domenichino]] e [[Giovan Battista Viola]] su richiesta dello stesso Ludovico.
Le fonti storiche lasciate da [[Giovanni Pietro Bellori]] (''Nota delli musei'') e da [[Francesco Martinelli|Francesco Mertinelli]] (''Roma Ornata'') citano molte opere d'arte nella collezione, dissipate tra le proprietà di Roma e di Zagarolo, dove aveva dimora abituale il fratello [[Niccolò I Ludovisi|Niccolò]]. Tra le più importanti, vi erano due ''Paesaggi'' del [[Domenichino]], una ''Susanna e i vecchioni'' (oggi al [[Museo del Prado]] di [[Madrid]]) e una ''Venere al bagno'' (oggi alla [[National Gallery of Art|National Gallery]] di [[Washington]]) del [[Guercino]], un ''San Francesco'' di [[Guido Reni]] (rintracciabile con quello poi confluito dapprima nella [[collezione Pamphilj]] del principe [[Camillo Francesco Maria Pamphili|Camillo]] e poi, dal 1665, nelle raccolte di [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]], da cui poi confluirono nel [[Museo del Louvre]] a [[Parigi]], dove sono tutt'ora), una ''Galatea'' di [[Annibale Carracci]] (copia da [[Raffaello]]), un ''Apollo e Dafni'' di [[Dosso Dossi]] e il gruppo scultoreo del ''[[Ratto di Proserpina (Bernini)|Ratto di Proserpina]]'' di [[Gian Lorenzo Bernini]] (entrambe già di [[Scipione Caffarelli-Borghese|Scipione Borghese]] e donate al [[Ludovico Ludovisi|cardinale Ludovico]] nel 1621, dove vi rimasero fino al 1908, quando furono poi acquistate dallo [[Stato italiano]],; oggi tutte e due ritornate alla [[Galleria Borghese]] a [[Roma]]) e il cosiddetto ''[[Doppio ritratto (Giorgione)|Doppio ritratto]]''<ref>{{Cita web|url=http://museopalazzovenezia.beniculturali.it/index.php?it/130/giorgione-doppio-ritratto|titolo=Giorgione - Doppio ritratto|sito=museopalazzovenezia.beniculturali.it|data=2013-01-31|accesso=2021-11-29}}</ref> attribuito a [[Giorgione da Castelfranco|Giorgione]] (oggi al [[Museo nazionale del Palazzo di Venezia|Museo di palazzo Venezia]] a [[Roma]]).
 
Nel 1632 il cardinale [[Ludovico Ludovisi]] muore, tutta la collezione passa dunque al fratello [[Niccolò I Ludovisi|Niccolò]], [[Signore (titolo nobiliare)|signore]] di [[Gesualdo (Italia)|Gesualdo]] e [[Sovrani di Piombino|principe di Piombino]], marito in terze nozze di [[Costanza Pamphilj]], figlia di [[Pamphilio Pamphilj|Pamphilio]] nonché nipote di [[papa Innocenzo X]].<ref name="G13" />
Gli anni immediatamente successivi alla morte di [[Ludovico Ludovisi]] furono anni di consolidamento del successo della sua raccolta di antichità.<ref name="G13" /> Seppur il cardinale collezionò anche opere pittoriche di particolare importanza, per lo più del [[rinascimento veneto]] e del [[barocco]] emiliano-romano, la notorietà negli ambienti culturali era determinata principalmente dai pezzi archeologici, alcuni dei quali che costituivano al momento i più notevoli del Seicento.<ref name="G13" />
 
Per volere di Niccolò, comunque, immediatamente dopo la morte di Ludovico, i quadri più grandi della collezione pittorica romana furono spostati dalla villa romana di famiglia alla residenza di [[Zagarolo]].<ref name=":1" />
 
Nonostante il fatto che, comunque, a differenza di altre collezioni contemporanee (come ad esempio quella [[Villa Borghese Pinciana|Borghese]] o [[Palazzo Giustiniani (Roma)|Giustiniani]]), quella Ludovisi era di difficile accesso al pubblico, tant'è che i proprietari intendevano aprire le porte della propria villa solo a personaggi di alto rango o studiosi che venivano a fare visita alla città,<ref name="G142">{{Cita|A. Giuliano|p. 14}}</ref> l'importanza che raggiunsero le opere archeologiche del catalogo è testimoniata da una serie di repliche e bozzetti eseguiti durante tutto il XVII e XVIII secolo che contribuirono ulteriormente alla diffusione del loro successo.
 
A [[Firenze]] vennero realizzati nella bottega del [[Giambologna]] alcuni bronzi, allorché un suo collaboratore, [[Giovanni Francesco Susini|Giovan Francesco Susini]], recatosi a [[Roma]] nei primi anni '20 del secolo, copiò alcune sculture antiche note a [[Roma]] in quegli anni.<ref name="G31-33" /> A parte il ''[[Toro Farnese]]'' e l{{'}}''[[Ermafrodito dormiente|Ermafrodito Borghese]]'', le opere replicate erano quasi tutte entro le raccolte del principe [[Niccolò I Ludovisi]] (di cui era anch'egli stesso collezionista di talune di queste, esposte al primo piano del casino dell'Aurora): i bozzetti erano quindi di un ''Gladiatore che si riposa'' (forse il ''Guerriero seduto''), dell{{'}}''Ares'' (oggi all'[[Ashmolean Museum]] di [[Oxford]]), del ''Gladiatore ferito e moribondo'' (ossia il ''Galata morente'', oggi al [[Museo del Bargello]] a [[Firenze]]), del ''Galata suicida e la moglie'' (oggi al [[palazzo Colonna]] di [[Roma]]) e altre ancora.<ref name=G31-33>{{Cita|A. Giuliano|pp. 31-33}}</ref>