Differenze tra le versioni di "Luca de Samuele Cagnazzi"

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=== Il microscopio solare ===
Un'altra testimonianza dell'abilità di Cagnazzi nel costruire strumenti scientifici e di come fosse lui stesso a costruirli è fornita dallo stesso Cagnazzi all'interno della sua autobiografia. Avendo visto un [[microscopio solare]] (una specie di [[camera oscura]] in grado di ingrandire gli oggetti<ref>[https://catalogo.museogalileo.it/oggetto/MicroscopioSolare.html Museo Galileo - Microscopio solare]</ref>) a [[Napoli]] nel mese di dicembre del 1834, Cagnazzi decise di costruirne uno. Cagnazzi racconta come già dal 1804 era intento a "fare delle lentine microscopiche col tornio, alcune delle quali regalai a D. [[Giuseppe Saverio Poli|Giuseppe Poli]]". Dopo circa sei mesi, Cagnazzi terminò il [[microscopio solare]] e racconta come lo strumento era in grado di ingrandire "circa un milione di volte" l'immagine che veniva riflessa su di una parete. Nella sua autobiografia, Cagnazzi fornisce ulteriori dettagli sullo strumento.<ref>{{Cita|Lamiavita|pp. 226-227}}.</ref>
 
Egli racconta anche come nell'anno 1837, il professor Sangiovanni, vedendo il suo [[microscopio solare]], desiderava averne uno simile. Cagnazzi gli promise di costruirgliene uno ma, a causa dell'epidemia di colera, Sangiovanni ritornò nel suo paese. Fu allora incaricato della faccenda il cavalier Quadri e ne parlò col ministro del [[Regno delle Due Sicilie|regno]] [[Nicola Santangelo]].<ref>{{Cita|Lamiavita|pp. 249-250}}.</ref>
Cagnazzi eseguì anche un esperimento di agronomia in uno dei suoi possedimenti in contrada San Tommaso (odierna via Santeramo). In particolare, dopo aver letto uno scritto di [[Vitangelo Bisceglia]] dal titolo ''Relazione su esperienze fatte circa la semina e la cultura del frumento'' (1796), Cagnazzi cercò di quantificare qual'era la quantità di sementi che consentiva di ottenere il massimo della resa con la minima quantità di seme<ref>{{Cita|Marvulli2007|p. 215, nota 1}}</ref> e a tale scopo impostò una sorta di esperimento agronomico basato su quanto già fatto dal marchese Luigi Malaspina di Sannazzaro.<ref>L'espermiento di Malaspina è descritto negli ''Atti della [[Società patriottica di Milano]]'', vol. II parte 1, 1789, pp. 42-44</ref><ref>{{Cita|Marvulli2007|p. 216}}</ref> Inoltre, Cagnazzi verificò anche se la "concia" del seme (cioè il preventivo inumidimento del seme con letame) aumentasse la resa del seme. Cagnazzi mise in ammollo i semi di grano in una soluzione con letame di pecora per 48 ore e successivamente li asciugò stendendoli per terra; dopo il tratamento, i semi mostravano la caratteristica barbetta e dopo la semina, le piante spuntavano giò dopo pochissimi giorni.
 
Il campo utilizzato aveva un'estensione di un tomolo (4.116 mq) e fu diviso in quattro strisce di uguali dimensioni, nei quali furono piantate diverse proporzioni di semi. Nella prima striscia 4/16 di tomolo (il quantitativo normalmente utilizzato dai contadini), nella seconda 3/16, nella terza 2/16 e nella quarta e ultima striscia 1/16; la semina ebbe luogo il 10 novembre 1796.<ref>{{Cita|Cagnazzi1798|p. 6}}</ref> Nonostante i buoni propositi di Cagnazzi, l'eccezionale abbondanza di topi campestri di quell'annata distrusse buona parte del raccolto; inoltre le eccezionali piogge di maggio e giugno 1797 contribuirono a peggiorare ulteriormente la situazione. Questo però non impedì a Cagnazzi di trarre alcune utili conclusioni sull'esperimento.<ref>{{Cita|Marvulli2007|p. 216}}</ref>
 
In particolare, Cagnazzi notò che il rapporto tra seminato e raccolto era sostanzialmente lo stesso (a meno di piccole oscillazioni); l'unica differenza che Cagnazzi nota è la grandezza delle spighe. Inoltre Cagnazzi ipotizza che i topi abbiano causato maggior danno nelle strisce dove il seme era in minore quantità e pertanto, in assenza di tali danni, la prima striscia (quella su cui era stata sparsa la maggiore quantità di seme) avrebbe prodotto una quantità di raccolto minore di seme in confronto alle altre. Questo avrebbe mostrato, secondo Cagnazzi e, discostandosi da quanto affermato da [[Vitangelo Bisceglia]], come "la sola abbondanza del seme non produce il buon ricolto".<ref>{{Cita|Cagnazzi1798|pp. 10-11}}</ref>
Nel 1798 Cagnazzi pubblicò sul ''Giornale letterario di Napoli'' (n. XCV del 1798) una lettera indirizzata a [[Vitangelo Bisceglia]] contenente i risultati dell'esperimento.<ref>{{Cita|Cagnazzi1798}}</ref>
 
== Contributi in economia ==
== Contributi in statistica ==
Cagnazzi era noto ai suoi tempi in tutta Italia soprattutto per essere stato il primo, perlomeno in Italia, a fornire una definizione della [[statistica]], una disciplina all'epoca pressocchépressoché sconosciuta ai più, nonché della sua utilità e dei metodi. Molto successo ebbe, in Italia e all'estero, la sua opera ''Elementi dell'arte statistica'', in due volumi (1808-1809).<ref>{{Cita|Lamiavita|pp. 72-73}}.</ref>
 
Come riportato dallo stesso Cagnazzi, "non vi fu giornale d'Italia che non ne avesse parlato con elogio", e fu anche l'opera più utilizzata per l'insegnamento della statistica (anche perché l'unica completa); solo nel 1819, l'opera di A. Padovani ''Introduzione alla scienza statistica'' "ebbe in Italia un'esposizione scientifica paragonabile, quanto ad oggetto ed a metodo, a quella del Cagnazzi".<ref>{{Cita|Lamiavita|p. 313, nota 144}}.</ref>
Tale designazione avvenne all'insaputa dello stesso Cagnazzi e questo afferma che svolgere il compito di soprintendente fu "una grave tortura di spirito", sebbene alla fine le sue relazioni fossero "sempre apprezzate e lodate".<ref>{{Cita|Lamiavita|p. 58}}.</ref>
 
Sempre in campo archeologico molto successo ebbe, soprattutto all'estero, la sua opera ''Su i valori dei pesi e delle misure degli Antichi Romani desunti dagli originali esistenti nel Real Museo Borbonico di Napoli'', nella quale Cagnazzi forniva ragguagli sulle unità di misura degli antichi Romani e sulla loro conversione nelle unità di misura moderne. Scrive Cagnazzi che il libro "fu [...] be ricevuto all'estero, e tutti i giornali ne parlarono vantaggiosamente, così per la precisione, come per l'esattezza con la quale fu trattata la materia".<ref>{{Cita|Lamiavita|p. 175}}.</ref> Il libro fu scritto da Cagnazzi in seguito a una commissione richiesta al Cagnazzi di una relazione sui pesi e le misure dei reperti del [[Real museo borbonico di Napoli]], provenienti da [[Ercolano]] e [[Pompei]]; lo studio portò via più tempo di quanto Cagnazzi credeva, ma ciononostante, l'opera riscosse un enorme successo, e molti consoli e ministri esteri ne chiesero una copia. L'opera fu pubblicata nel 1825 e fu anche tradotta in tedesco da Johan Heinrich Schubothe.<ref>{{Cita|Lamiavita|pp. 171-172 e 175-176}}.</ref><ref>[https://de.linkfang.org/wiki/Cheme Cheme - de.LinkFang.org]</ref>
 
== Religiosità ==
Dall'autobiografia di Cagnazzi emerge una profonda e sentita religiosità, testimoniata anche da due sue opere di carattere religioso che ebbero notevole successo ai suoi tempi. Le due opere furono ''Leges in Catholica Ecclesia vigentes apto ordine digestae''<ref>[https://murgiapride.com/2015/personalita-legate-ad-altamura/ PERSONALITA’ LEGATE AD ALTAMURA – Murgia Pride]</ref><ref>{{Cita|Lamiavita|pp. 178-179}}.</ref> e ''I precetti della morale evangelica'' (1823).
 
L'opera ''Leges in Catholica Ecclesia vigentes apto ordine digestae'' rappresenta un'opera storicoreligiosa con la quale Cagnazzi metteva ordine tra le leggi e i decreti della [[Chiesa Cattolica]].<ref>{{Cita|Lamiavita|pp. 178-179}}.</ref> Secondo quanto riportato dallo stesso Cagnazzi nella sua autobiografia, grande successo ebbe l'opera ''I precetti della morale evangelica'' (1823), con la quale Cagnazzi riteneva di aver adempiuto persino più del dovuto all'obbligo pastorale di predicare il [[Vangelo]].<ref>{{Cita|Lamiavita|p. 287}}.</ref><ref>{{Cita|Lamiavita}}.</ref>
Allorché [[Felice Lioy]] si recò in Puglia, Cagnazzi lo aiutò a redigere alcuni rapporti per la Real Segreteria delle Finanze del [[Regno di Napoli]], di cui Lioy era stato incaricato. Notò allora Cagnazzi quanto questi fosse superficiale "nelle materie economiche". Cagnazzi lo aiutò, ma Alberto Fortis lo rimproverò per aver aiutato una persona incompetente e farla be figurare.<ref>{{Cita|Lamiavita|p, 10}}.</ref>
 
Dopo che Fortis ebbe lasciato il [[Regno di Napoli]] (inverno 1789), ebbe con Cagnazzi una fitta corrispondenza, specie in questioni inerenti laalla [[mineralogia]] con scambio anche di minerali provenienti da mezza Europa. In seguito alla faccenda del [[Pulo di Molfetta]]<ref>{{Cita|Lamiavita|p. 6}}.</ref> (cioè la questione del [[salnitro]], utilizzato per la fabbricazione della polvere da sparo), Cagnazzi racconta che Fortis era malvisto a [[Napoli]] e questo perse persino la Badia "datagli dal Re precedentemente".<ref>{{Cita|Lamiavita|p, 12}}.</ref>
 
=== Giuseppe Maria Giovene ===
* Ippolito de Samuele Cagnazzi - fratello{{citazione necessaria}}
* [[Elisabetta de Gemmis]] (?-1799) - cognata (moglie del fratello Giuseppe)
* Maria Elisabetta de Samuele Cagnazzi, detta "Bettina" (1809-1900) - nipote di Cagnazzi nonché moglie di [[Michele Zampaglione]]<ref>{{Cita|Lamiavita|p. 251}}.</ref><ref>[http://www.famiglienobilinapolitane.it/Genealogie/Zampaglione.htm ZAMPAGLIONE]</ref><ref>{{Cita|IlCalitrano33|p. 8}}.</ref>
* Giuseppe Pomarici Santomasi - nipote<ref>{{Cita|Lamiavita|p. 198}}.</ref>
* Maria de Samuele Cagnazzi - nipote<ref name="cita-Lamiavita-p204">{{Cita|Lamiavita|p. 204}}.</ref>
* Pietro Martucci - pronipote (figlio di Maria de Samuele Cagnazzi)<ref name="cita-Lamiavita-p204"/>
* Ippolito de Samuele Cagnazzi - nipote (figlio di Giuseppe de Samuele Cagnazzi e sposato con Mariantonia Martucci, detta Antonietta)<ref>{{Cita|Lamiavita|pp. 60, 204 e 210}}.</ref><ref>[https://prolocoaltamura.it/it/palazzi-storici/ PALAZZI STORICI | Pro Loco Altamura]</ref><ref>{{Cita|RepertorioAmministrativo|p. 572}}.</ref>
 
== Opere ==
* {{Cita libro |titolo=Su la varia indole delle forze agenti nell'universo |url=https://books.google.it/books?id=k3_v-PhqlRAC&printsec=frontcover&hl=vi&sa=X&ved=0ahUKEwjH3sOb_rncAhUCbBoKHZhADCQQ6AEIKjAA#v=onepage&q&f=false| città=Napoli |editore=Stamperia della Società Filomatica |anno=1845 |cid=Cagnazzi1845}}
* {{Cita libro |titolo=La mia vita |curatore=[[Alessandro Cutolo]] |città=Milano |editore=Ulrico Hoepli |anno=1944 |cid=Lamiavita |url=https://it.scribd.com/document/425645662/Luca-de-Samuele-Cagnazzi-La-mia-vita}}
* {{Cita libro |titolo=Leges in Catholica Ecclesia vigentes apto ordine digestae}}<ref>{{Cita|Lamiavita|p. 179}}.</ref><ref>[https://murgiapride.com/2015/personalita-legate-ad-altamura/ PERSONALITA’ LEGATE AD ALTAMURA – Murgia Pride]</ref>
 
===Pubblicazioni===
* ''Breve saggio sulla temperatura d'Italia'' (1801)<ref>Manoscritto conservato presso l'[[Accademia dei Georgofili]]; cfr. {{Cita|Marvulli2007|pp. 217-218, n. 5}}</ref>
* {{Cita pubblicazione |titolo=Considerazioni sugl'igrometri colla migliorazione di quello di Saussure | giornale=memoria letta all'[[Accademia dei Georgofili]] il 25 febbraio 1801}}<ref>{{Cita|Colaleo|pag. 40}}.</ref><ref>{{Cita|Georgofili|pag. 102}}.</ref>
* {{Cita pubblicazione |titolo=Osservazioni e conietture sul male detto della Tarantismo che domina nelle campagne di Puglia | giornale=memoria letta all'[[Accademia dei Georgofili]] il 18 marzo 1801}}<ref>{{Cita|Georgofili|pag. 103}}.</ref><ref>[http://lnx.vincenzosantoro.it/2015/01/19/il-medico-cagnazzi-e-gli-enigmi-del-tarantismo/ Il medico Cagnazzi e gli enigmi del tarantismo - Vincenzo Santoro]</ref><ref>[https://pdfslide.tips/documents/osservazioni-sul-tarantismo-di-puglia.html OSSERVAZIONI SUL TARANTISMO DI PUGLIA]</ref><ref>{{Cita|Pietrofonte}}.</ref>
* {{Cita pubblicazione |titolo=Congetture su di un antico sbocco dell'Adriatico per la Daunia fino al seno tarantino |giornale=Memorie di matematica e fisica della Società italiana delle scienze |volume=XIII, parte II |città=Modena |editore=Società Tipografica |anno=1807 |p=189 |url=https://www.google.it/books/edition/Memorie_di_matematica_e_di_fisica_della/ktLT9WKF488C?hl=it&gbpv=1&pg=PA189&printsec=frontcover}}<ref>{{Cita|Lamiavita|p. 59}}.</ref><ref>[https://www.google.it/books/edition/La_fisica_Appula/fXhEAQAAMAAJ?hl=it&gbpv=1&pg=PA198&printsec=frontcover La fisica Appula - Michele Angelo Manicone - Google Libri]</ref>
* {{Cita pubblicazione |titolo=Sull'uso delle osservazioni meteorologiche per ben dirigere la nostra agricoltura |giornale=Atti del Reale Istituto d'incoraggiamento |anno=1806}}<ref>{{Cita|Lamiavita|p. 312, nota 126}}.</ref>
* {{Cita pubblicazione |titolo=Discorso sulle cause della sospensione delle terre nell'atmosfera |giornale =Memorie della Società Pontaniana di Napoli |pagine=171-186 |anno=1810 |url=https://books.google.it/books?id=73bh0AbpFPAC&pg=PA171#v=onepage&q&f=false}}
 
=== Traduzioni in altre lingue ===
* {{Cita libro |titolo=Über den Wert der Masse und der Gewichte der alten Römer |traduttore=Johan Heinrich Schubothe |città=Copenhagen |anno=1828}}<ref>[https://de.linkfang.org/wiki/Cheme Cheme - de.LinkFang.org]</ref><ref>{{Cita|Lamiavita|pp. 172 e 175-176}}.</ref>
 
== Nella cultura di massa ==
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