Granarolo (azienda): differenze tra le versioni

 
=== 2000-2010: continua la campagna di acquisizioni ===
Nel [[2000]] la Granarolo compie ulteriori acquisizioni: [[Centrale del latte|La Centrale del Latte di Milano]] per 129,2 miliardi delle vecchie lire<ref>{{cita web|1=http://archivio.panorama.it/layout/set/print/archivio/Ecce-Yomo-Mister-Granarolo-e-la-nuova-guerra-del-latte|2=Ecce Yomo, Mister Granarolo e la nuova guerra del latte|3=|accesso=21 gennaio 2018|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20180122072000/http://archivio.panorama.it/layout/set/print/archivio/Ecce-Yomo-Mister-Granarolo-e-la-nuova-guerra-del-latte|dataarchivio=22 gennaio 2018|urlmorto=sì}}</ref> (battendo all'asta in una corsa al rialzo partita da 107 miliardi la concorrenza della [[Yomo]]), la Vogliazzi Specialità Gastronomiche di [[Vercelli]] per 15 miliardi (l'idea della Granarolo è di arricchire le prospettive aziendali con la gastronomia fresca in vista della quotazione in Borsa, cosa che sarà poi rinviata e la Vogliazzi sarà quindi rivenduta), la Centrale del Latte di [[Viterbo]] "Alto Lazio", la metà del capitale della Centrale del Latte di Calabria S.p.A. e la Latte Bianchi di [[Mogliano Veneto]] ([[Provincia di Treviso|Treviso]]). Salta invece l'acquisizione della [[Centrale del latte di Vicenza]] (aggiudicata per 58 miliardi in una gara con la Centrale del latte di Torino) per il no dell'Antitrust. Motivo: rischio di posizione dominante.<ref>Luciano Sita, Luciano Nigro, ''Latte soldi e politica'', op.cit., pp. 128-129.</ref>
 
Inoltre nel [[2004]] acquisisce "con una trattativa complicatissima"<ref>Luciano Sita, Luciano Nigro, op.cit., p. 150</ref> dalla famiglia Vesely il gruppo [[Yomo]] (talmente in sofferenza<ref>{{cita web|url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/02/24/yomo-crisi-senza-fine-rischiano-il-posto.html|titolo=Yomo, crisi senza fine|data=24 febbraio 2004|accesso=21 gennaio 2018}}</ref> da avere dato in pegno a [[Banca Intesa]] il 96% delle azioni e da essere di fronte ad un bivio: concordato o fallimento),<ref>{{cita web|url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/04/01/la-granarolo-salva-la-yomo.html|titolo=La Granarolo salva la Yomo|data=1º aprile 2004|accesso=21 gennaio 2018}}</ref> comprendente i marchi [[Yomo]], Torre in Pietra (escluso Latte), Mandriot, Pettinicchio e Merlo; e gli stabilimenti di [[Pasturago]] ([[Yomo]]), [[Sermoneta]] (Pettinicchio) ed [[Acqui Terme]] (Merlo).<ref>{{cita web|http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/04/01/intesa-granarolo-acquista-il-gruppo.html|C'è l'intesa, Granarolo acquista il gruppo Yomo|1 aprile 2004|accesso=21 gennaio 2018}}</ref> Del gruppo ex Yomo faceva parte anche la CSL- Centro sperimentale del latte, deputata alla produzione di fermenti lattici per uso alimentare e farmaceutico (ceduta al Gruppo Sacco nel 2013). La famiglia Vesely chiede il concordato preventivo di gruppo la cui procedura si chiude il 23 marzo 2006. A quella data si perfeziona anche il ''closing'' dell'operazione: la Granarolo paga nel complesso l'acquisizione della Yomo 140,8 milioni di euro, grazie anche ad un finanziamento di 71 milioni di Banca Intesa. Un'operazione onerosa che lascia segni pesanti nel bilancio Granarolo del 2006<ref>{{cita web|url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/02/13/acquisto-della-yomo-manda-in-rosso.html|titolo=L'acquisto della Yomo manda in rosso Granarolo|data=13 febbraio 2007|accesso=3 aprile 2018}}</ref> e anche in quello del 2007. Sempre nel [[2006]] lo "storico" stabilimento della Centrale del Latte di [[Milano]] è chiuso. La produzione è trasferita nell'impianto ex Yomo di Pasturago.