Neuroradiologia delle sequele dei trattamenti antitumorali: differenze tra le versioni

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(→‎Sequele tardive: radionecrosi)
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===Pseudorisposta===
Dopo trattamento con farmaci inibitori della via del [[VEGF]] è possibile a livello delle lesioni osservare una normalizzazione della permeabilità della barriera emato-encefalica che si manifesta con riduzione dell'uptake locale del mezzo di contrasto, che può simulare una risposta terapeutica oltre che favorire la diffusione delle cellule neoplastiche (evidenziabile mediante sequenze DWI)<ref>https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34446453/</ref>.
 
===Sequele tardive===
Piccole ''emorragie'' a seguito di trattamenti radioterapici possono essere facilmente evidenziate dalla TC. I trattameti radioterapici possono esitare anche in piccole ischemie localizzate.
 
La ''radionecrosi'' è la sequela tardiva con comportamento più aggressivo per via della sua rapida velocità di estensione. Può interessare sia l'area trattata che altre zone dell'encefalo ed è più facile che insorga in soggetti chemio-radiotrattati. (specie dopo somministrazione di [[cisplatino]] e [[carboplatino]]). Spesso tale fenomeno è associato a danno vasale con trombosi ed ischemie. Alla RM la radionecrosi si confonde con le recidive di lesioni tumorali aggressive in quanto mostra un quadro estremamente simile. L'aspetto più tipico è quello ''"a bolle di sapone"'' evidente come multiple aree tondeggianti iperintense nelle sequenze T2 pesate e FLAIR (la parte centrale meno necrotica in tali casi spesso è un po' meno iperintensa). Dopo somministrazione del mezzo di contrasto si osserva netto uptake a cercine. Un'altro aspetto tipico è quello ''"a formaggio svizzero"'' caratterizzato da un uptake di mezzo di contrasto più diffuso. Le sequenze pesate in diffusione, quelle di flusso e soprattutto la spettroscopia possono aiutare nella diagnosi differenziale con le recidive di malattia (in particolare i rapporti colina/NAA e colina/creatina sono più elevati nelle recidive rispetto alla radionecrosi, mentre le mappe ADC mostrano valori più alti nella radionecrosi ed il flusso e maggiore nelle recidive). La medicina nucleare mediante le metodiche PET presenta un'elevata accuratezza nel distinguere la recidiva di malattia dalla radionecrosi<ref>https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18413375/</ref>.
 
==Bibliografia==
* {{cita libro|autore=Massimo Gallucci|autore2=Cosma Andreula|autore3=Sossio Cirillo|autore4=Tommaso Scarabino|titolo=Manuale di Neuroradiologia|editore=[[Poletto Editore]]|anno=2016|isbn=978-88-95033-61-7}}
 
==Note==
<references/>
 
{{portale|medicina}}
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