Campagna dell'Agro romano per la liberazione di Roma: differenze tra le versioni

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== Le sottoscrizioni per i reduci ==
Nel [[1877]] la "Società reduci patrie battaglie" con una sottoscrizione nazionale realizzò l'[[Museo nazionale della campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma|ara-ossario]], opera dell'architetto Fallani in [[peperino]] di Viterbo, dove riposano i 300 caduti dell'intera campagna del 1867. A questo si aggiunse nel [[1905]] l'attiguo museo (che conserva i cimeli garibaldini dal [[Brasile]] alla [[Guerra greco-turca (1897)|campagna di [[Grecia]] di [[Ricciotti Garibaldi]]), su progetto dell'architetto De Angelis. <br/>Nel [[1898]] l'[[Regno d'Italia (1861-1946)|Italia]] riconobbe ufficialmente la campagna, concedendo a partire dal [[1900]] riconoscimenti, pensioni e medaglie a quanti vi avevano partecipato. Tra i riconoscimenti, tutti i partecipanti ebbero la medaglia dei "liberatori di Roma", analogamente ai [[bersaglieri]] che erano entrati nella capitale il 20 settembre 1870.
 
Nel [[1898]] l'[[Regno d'Italia (1861-1946)|Italia]] riconobbe ufficialmente la campagna, concedendo a partire dal [[1900]] riconoscimenti, pensioni e medaglie a quanti vi avevano partecipato. Tra i riconoscimenti, tutti i partecipanti ebbero la medaglia dei "liberatori di Roma", analogamente ai [[bersaglieri]] che erano entrati nella capitale il 20 settembre 1870.
 
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