Laboratori nazionali di Legnaro: differenze tra le versioni

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Gli acceleratori [https://www.lnl.infn.it/an2000/ AN2000] e [https://www.lnl.infn.it/cn/ CN] sono due acceleratori di tipo [[Generatore di Van de Graaff|Van de Graaff]] a singolo stadio installati presso i Laboratori Nazionali di Legnaro.
 
L'acceleratore '''CN''' è l'acceleratore più datato dei laboratori, installato nel 1961 come primo acceleratore dei laboratori, può raggiungere i 7 MV (oggi limitato a 5.5 MV) ed è installato verticalmente, dentro ad una torre dedicata che lo ospita. Alto più di 7m, è composto da una tank che contiene il gas di schermatura (N<sub>2</sub>+SF<sub>6</sub>) con proprietà isolanti, amantenuto alla pressione di 12-14 bar. Con questo acceleratore si accelerano principalmente fasci di protoni, elio e eliodeuterio (singolo o doppio carichi) utili a compiere esperimenti di fisica applicata e anche di fisica di base<ref name=":2">{{Cita pubblicazione|autore=V. Rigato|anno=2013|titolo=Interdisciplinary physics with small accelerators at LNL: Status and perspectives|rivista=AIP Conference Proceedings|volume=1530|numero=29}}</ref>. Nel primo caso, diversi esperimenti sono dedicati alla scienza dei materiali, alla radiobiologia<ref>{{Cita pubblicazione|autore=G. Germogli|autore2=et al.|anno=2019|titolo=Radioisotope Production through Accelerators in Crystalline Targets|rivista=Proceedings|volume=26|numero=51}}</ref>, allo studio del danneggiamento da radiazioni, alla dosimetria e più in generale allo studio dell'iterazione radiazione-materia<ref name=":3">{{Cita pubblicazione|autore=Bagli|autore2=et al.|anno=2019|titolo=Enhancement of the Inelastic Nuclear Interaction Rate in Crystals via Antichanneling|rivista=PHYSICAL REVIEW LETTERS|volume=123|numero=044801}}</ref>. Questo acceleratore è ancora di interesse per la fisica di base poiché visi sonopossono compiuticompiere studi di sezioni d’urto e/o studi di funzioni di eccitazione per canali di reazione nucleari ancora poco investigati e di interesse scientifico<ref>{{Cita pubblicazione|autore=A. Caciolli|anno=2017|titolo=Nuclear Astrophysics at LNL: The 25Mg(α, n)28Si Reaction Studied at the CN Accelerator|rivista=Proceedings of the 14th International Symposium on Nuclei in the Cosmos|volume=14|numero=021013}}</ref><ref>{{Cita pubblicazione|autore=M. Cinausero|autore2=et al.|anno=2020|titolo=New investigations on the 32S(3He,d)33Cl reaction at 9.6 MeV bombarding energy|rivista=Journal of Physics: Conference Series|volume=1643|numero=012047}}</ref>, così come studi di spettrometria neutronica e gamma. Inoltre, grazie a delle installazioni recentemente compiute, è possibile generare fasci di neutroni secondari di media intensità (dell'ordine di 10<sup>9</sup> -10<sup>10</sup> s<sup>-1</sup>) grazie alla generazione dida un fascio di protoni pulsato dall'acceleratore CN fatto incidere in una stazione dedicata per la generazione di neutroni. Sono così possibili esperimenti sui tempi di volo di neutroni.
 
L'acceleratore '''AN2000''' è un acceleratore in grado di produrre fasci di elio, idrogeno e azotoidrogeno sfruttando un potenziale di accelerazione fino a 2.2 MV. Dato il suo range di energia, esso è principalmente usato per esperimenti al di sotto della barriera coulombiana, o per reazioni nucleari di elementi leggeri negli strati superficiali della materia<ref name=":2">{{Cita pubblicazione|autore=V. Rigato|anno=2013|titolo=Interdisciplinary physics with small accelerators at LNL: Status and perspectives|rivista=AIP Conference Proceedings|volume=1530|numero=29}}</ref><ref>{{Cita pubblicazione|nome=A.|cognome=Caciolli|nome2=R.|cognome2=Depalo|nome3=V.|cognome3=Rigato|data=2019-10-04|titolo=A new study of the 10B(p,$\alpha_{1}\gamma$)7Be reaction from 0.35 to 1.8 MeV|rivista=The European Physical Journal A|volume=55|numero=10|pp=171|lingua=en|accesso=2022-01-15|doi=10.1140/epja/i2019-12859-2|url=https://doi.org/10.1140/epja/i2019-12859-2}}</ref>. Nella sala sperimentale sono installate diverse linee di fascio dedicate ad esperimenti per fisica applicata e fisica della materia<ref>{{Cita pubblicazione|nome=Francesco|cognome=Sgarbossa|nome2=Gianluigi|cognome2=Maggioni|nome3=Gian Andrea|cognome3=Rizzi|data=2019-12-01|titolo=Self-limiting Sb monolayer as a diffusion source for Ge doping|rivista=Applied Surface Science|volume=496|pp=143713|lingua=en|accesso=2022-01-15|doi=10.1016/j.apsusc.2019.143713|url=https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0169433219325103}}</ref><ref>{{Cita pubblicazione|nome=Chiara|cognome=Carraro|nome2=Ruggero|cognome2=Milazzo|nome3=Francesco|cognome3=Sgarbossa|data=2020-04-15|titolo=N-type heavy doping with ultralow resistivity in Ge by Sb deposition and pulsed laser melting|rivista=Applied Surface Science|volume=509|pp=145229|lingua=en|accesso=2022-01-15|doi=10.1016/j.apsusc.2019.145229|url=https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0169433219340462}}</ref>. L’analisi di materiali con fasci ionici è la principale attività svolta con questo acceleratore, permettendo la rilevazione della composizione chimica e i profili di distribuzione di vari elementi che lo compongono, a varie profondità. Applicazioni ai beni culturali<ref>{{Cita libro|nome=JohanVE|cognome=Nyberg|nome2=Douglas|cognome2=MacGregor|nome3=Faiçal|cognome3=Azaiez|titolo=APPENDIX A: EUROPEAN FACILITIES USING NUCLEAR TECHNIQUES TO STUDY CULTURAL HERITAGE|url=https://www.degruyter.com/document/doi/10.1051/978-2-7598-2091-7-009/html|accesso=2022-01-15|data=2021-02-11|editore=EDP Sciences|lingua=en|ISBN=978-2-7598-2091-7|DOI=10.1051/978-2-7598-2091-7-009}}</ref>, all’archeologia<ref>{{Cita pubblicazione|autore=D. Cristea-Stan|autore2=et al.|anno=2018|titolo=Ancient Silver and Bronze Metallurgy Studies by Micro-PIXE and SEM-EDS|rivista=Romanian Journal of Physics|volume=63|numero=204}}</ref>, e all'analisi di contaminanti per la datazione dei reperti (campioni solidi) o per studi su carotaggi di ghiacci sono stati condotti grazie a questo acceleratore. Inoltre, nel campo della fisica dell’ambiente, è stato determinato con grande precisione il livello di contaminazione e di inquinamento di aria ed acqua. A rendere unico questo acceleratore è l'istallazione della linea del micro fascio (microbeam), in grado di realizzare un pennello di fascio di ioni delle dimensioni di appena qualche [[Micrometro (unità di misura)|micrometro]] di larghezza trasversale. Grazie a questa strumentazione è quindi possibile utilizzare il fascio come una sonda ionica molto piccola per un'analisi estremamente localizzata di un campione, oppure si può usare il micro fascio per andare a modificare delle caratteristiche superficiali dei materiali con una particolare precisone laterale. Sono inoltre presenti nelle linee di fascio sistemi di misura e di movimentazione molto precise ed accurate dedicate a studi di [[Channeling (fisica)|channelling]] tra materiali cristallini e fasci ionici: essi permettono lo studio avanzato della materia e dell'interazione ioni-materia in condizioni di particolari allineamenti tra i fasci ionici e i materiali cristallini in fase di analisi<ref name=":3">{{Cita pubblicazione|autore=Bagli|autore2=et al.|anno=2019|titolo=Enhancement of the Inelastic Nuclear Interaction Rate in Crystals via Antichanneling|rivista=PHYSICAL REVIEW LETTERS|volume=123|numero=044801}}</ref>.
 
== Note ==
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