Basilisco (imperatore): differenze tra le versioni

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| legenda =[[Solido (moneta)|Solido]] celebrante il «nostro signore Basilisco perpetuo [[augusto (titolo)|augusto]]»
| titolo =[[Imperatori bizantini|Imperatore romano d'Oriente]]
| inizio regno =9 gennaio [[475]]
| fine regno = agosto [[476]]
| predecessore =[[Zenone (imperatore)|Zenone]]
| successore =[[Zenone (imperatore)|Zenone]]
| luogo di morte = [[Cappadocia]]
| data di morte = inverno [[476]]-[[477]]
| dinastia = [[Casata di Leone]]
| consorte = [[Elia Zenonis]]
| figli = [[Marco (figlio di Basilisco)|Marco]]<br />Zenone<ref name="zenone-leone">L'esistenza di altri due figli di Basilisco di nome Zenone e Leone è suggerita dalle monete recanti i nomi di Zenone e Leone col titolo di [[cesare (titolo)|cesare]] ({{maiuscoletto|DN ZENO ET LEO NOV CAES}}; {{maiuscoletto|NOV}} potrebbe essere un errore per {{maiuscoletto|NOB}}ilissimi) [http://www.romancoins.info/Byzantines.html#zeno-leo The Byzantine Millenium]; una spiegazione alternativa vuole questa moneta intitolata a Zenone e al figlio di [[Armazio]], che si chiamava Basilisco e sarebbe poi stato rinominato Leone (David Sears, [http://www.beastcoins.com/RomanImperial/X/LeoCaesar/LeoCaesar.htm Leo Caesar]).</ref><br />Leone<ref name="zenone-leone" />
|religione = [[Cristianesimo]]
Il piano fu elaborato in accordo tra l'imperatore d'Oriente Leone, l'imperatore d'Occidente [[Antemio]] e il generale [[Marcellino (generale romano)|Marcellino]] che godeva di una certa indipendenza nell'[[Illyricum|Illirico]]. Basilisco salpò direttamente per Cartagine, mentre Marcellino attaccò e conquistò la [[Sardegna]] e un terzo contingente, comandato da [[Eraclio di Edessa]], sbarcò sulle coste [[Libia|libiche]] a est di Cartagine, avanzando rapidamente.<ref name="smith" />
 
Gli storici antichi e moderni hanno fornito stime differenti riguardo al numero di navi e truppe sotto il comando di Basilisco, come pure riguardo ai costi della spedizione. Entrambi furono enormi: [[Niceforo Gregora]] parla di centomila navi, il più affidabile [[Giorgio Cedreno]] afferma che la flotta che attaccò Cartagine consisteva di 1113 navi, ciascuna con cento uomini a bordo.<ref>{{cita|Giorgio Cedreno|pp. 349-350}}, citato da {{cita|Smith 1870}}.</ref> La stima più prudenziale dei costi della spedizione è di 64.000 libbre di oro, una somma superiore agli introiti annuali del fisco imperiale,<ref name="boardman">{{cita|Boardman}}.</ref> mentre [[Procopio di Cesarea]] parla di 130.000 libbre di oro.<ref>{{cita|Procopio di Cesarea|vi.1-2}}, citato in [[Ralph Mathisen]], [http://www.roman-emperors.org/anthemiu.htm "«Anthemius (12 April 467 - 11 July 472 A.D.)"»], ''De Imperatoribus Romanis''.</ref>
 
All'inizio Basilisco impegnò la flotta dei Vandali in una serie di scontri vittoriosi, affondando 340 navi nemiche.<ref>{{cita|Prisco di Panion|fr. 40}}, citato in Mathisen.</ref> La Sardegna e la Libia erano già state conquistate da Marcellino ed Eraclio, quando Basilisco gettò l'ancora al largo del ''promontorium Mercurii'', oggi [[Capo Bon]], a circa sessanta chilometri da Cartagine. Genserico chiese a Basilisco di concedergli cinque giorni per elaborare le condizioni per la pace.<ref>Procopio suggerisce che Genserico accompagnò la propria richiesta di tregua con una offerta in denaro.</ref> Durante i negoziati, tuttavia, Genserico raccolse le proprie navi, ne riempì alcune di materiale incendiario e, durante la notte, attaccò all'improvviso la flotta imperiale, lanciando le [[nave incendiaria|navi incendiarie]] contro quelle nemiche, non sorvegliate. I comandanti imperiali provarono a salvare alcune navi dalla distruzione, ma le loro manovre furono interrotte dall'attacco dei restanti vascelli vandali.<ref name="smith" /> Basilisco fuggì col proprio vascello nel mezzo della battaglia.<ref>L'aiutante di Basilisco, Giovanni (Joannes), vistosi circondato dai Vandali, rifiutò il salvacondotto offertogli dal figlio di Genserico, Genso, e si gettò in mare con l'armatura, affogandosi. Le sue ultime parole furono che non poteva arrendersi a dei «cani infedeli» come i Vandali, i quali erano [[arianesimo|Ariani]] ({{cita|Procopio di Cesarea|i.6-8}}).</ref>
[[File:628px-Western and Eastern Roman Empires 476AD(3).PNG|upright=1.4|thumb|left|Il mondo romano nel [[476]]<br />(rosso) [[Impero romano d'Oriente]]<br />(blu) [[Impero romano d'Occidente]]]]
 
All'epoca di Basilisco la fede cristiana era scossa dal contrasto tra [[monofisismo|monofisiti]] e sostenitori del [[Concilio di Calcedonia]] (451), due opposte posizioni [[cristologia|cristologiche]]: i monofisiti sostenevano che [[Cristo]] avesse avuto solo la natura divina, i calcedoniani affermavano che avesse posseduto entrambe le nature, divina e umana. Il Concilio di Calcedonia, convocato nel [[451]] dall'imperatore [[Marciano (imperatore)|Marciano]], aveva dichiarato il monofisismo un'eresia, con il sostegno del Papa in Occidente e di molti vescovi in Oriente. Sebbene due importanti Patriarchi monofisiti, [[Timoteo Eluro]] di [[Alessandria d'Egitto|Alessandria]] e [[Pietro Fullo]] di [[Antiochia di Siria|Antiochia]], fossero stati deposti, la posizione monofisita rimase forte.<ref name="catholic">"«Pope St. Simplicius"», ''Catholic Encyclopedia''.</ref>
 
Sin dall'inizio del proprio regno Basilisco appoggiò apertamente i monofisiti e richiamò e reintegrò nelle proprie cariche Timoteo Erulo e Pietro Fullo. [[Zaccaria Scolastico]] racconta di un gruppo di monaci monofisiti egiziani, che avendo saputo della morte dell'imperatore Leone, erano partiti da Alessandria per Costantinopoli con una petizione per l'imperatore Zenone in favore del Patriarca di Alessandria Timoteo; al loro arrivo alla capitale trovarono sul trono Basilisco, appena eletto. Il ''magister officiorum'' Teocisto, già medico di Basilisco e fratello di uno dei monaci, con l'aiuto dell'imperatrice Zenonis, ottenne per i monaci udienza da Basilisco, il quale venne convinto a richiamare i patriarchi monofisiti dall'esilio.<ref>{{cita|Samuel 2001}}.</ref>
 
== Caduta e morte ==
[[File:Tremissis-Zeno-RIC 0914.jpg|thumb|upright=1.4|[[Tremisse]] coniato dall'imperatore [[Zenone (imperatore)|Zenone]]. Zenone, il cui nome era in origine Tarasikodissa, era di origini [[isauria|isauriche]], e perciò considerato un “barbaro”«barbaro» e malvisto dalla gente di [[Costantinopoli]]. Basilisco sfruttò l'impopolarità dell'imperatore per appropriarsi del trono imperiale, ma si rese inviso a sua volta, principalmente per le sue credenze religiose.]]
 
Poco dopo aver preso il potere, Basilisco inviò Illo e suo fratello [[Trocundo]] contro Zenone, il quale si era arroccato nella propria fortezza in Isauria e aveva ripreso la vita a capo del proprio popolo. Durante l'assedio della fortezza di Zenone, Illo e Trocundo ricevettero delle lettere da parte di alcuni dei più eminenti ministri della corte costantinopolitana, che chiedevano loro di favorire il ritorno di Zenone, in quanto la città preferiva ora un isaurico a un monofisita, la cui impopolarità era aumentata dalla pressione fiscale dei suoi ministri. Poiché Basilisco non aveva mantenuto alcune promesse fatte a Illo e a Trocundo, e poiché Illo aveva catturato il fratello di Zenone, [[Longino (console 486)|Longino]], e riteneva di poter così controllare uno Zenone eventualmente restaurato sul trono imperiale, invece di combatterlo si alleò con l'imperatore deposto, e con lui marciò su Costantinopoli nell'estate del 476. Quando Basilisco ricevette la notizia della minaccia incombente, capì di dover riottenere il sostegno di quegli alleati che si era alienato: la sua prima azione fu quella di annullare la propria circolare contro il concilio di Calcedonia con una contro-circolare,<ref>Il testo della contro-circolare, che loda Acacio come «il più pio e il più santo dei patriarchi e degli arcivescovi» è contenuto in {{cita|Evagrio Scolastico|iii.7}}.</ref> nell'intento di riconciliarsi col patriarca e la popolazione della capitale; purtroppo per lui era troppo tardi per rivolgere il clero e il popolo contro Zenone.<ref name="bury" />
* {{cita libro |autore=[[Prisco di Panion]] |titolo=Storia|cid=Prisco di Panion }}
* {{cita libro |autore=[[Procopio di Cesarea]]|titolo=Storia delle guerre|url=https://www.gutenberg.org/ebooks/16764|cid=Procopio di Cesarea }}
* ''[[Suda (enciclopedia)|Suda]]'', [http://www.stoa.org/sol-bin/search.pl?login=guest&enlogin=guest&db=REAL&field=adlerhw_gr&searchstr=beta,164 ''s.v.'' "«Βασιλίσκος"» (''Basiliskos'')].
* {{cita libro |autore=[[Zaccaria Scolastico]] |titolo=Cronaca siriaca |[http://www.earlychristianwritings.com/fathers/zachariah01.html v.1] |cid=Zaccaria Scolastico }}
 
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