Utente:Zanekost/Sandbox/Scuola (Venezia): differenze tra le versioni

 
=== Scuole cosiddette "nazionali" ===
'''per tedeschi e greci v, anche Giuseppe Trebbi'''[[File:Chiesa di San Giorgio degli Schiavoni.jpg|thumb|La ''Scuola di san Giorgio e Trifone'' o ''Scuola degli Schiavoni'']]
Le scuole "nazionali" associavano cittadini di altre signorie o stati come i Lucchesi<ref>La scuola fu fondata nel 1360 presso i [[Chiesa di Santa Maria dei Servi (Venezia)|Servi]] da circa quattrocento famiglie cacciate o fuggite da Lucca nei rivolgimenti politici dei decenni precedenti. Accosto alla grande chiesa costruirono l'oratorio del Volto Santo, unico edificio residuo del complesso dopo l'incendio ed il più tardo abbattimento dei resti. Nel 1398 acquistarono un terreno al di là del canale per costruirvi la propria sede ed alcune case per i poveri. Cfr. Annalisa Perissa in {{Cita|Scuole grandi e piccole}} pp. 129-130 e {{Cita|Vio 2004}} pp. 86-87</ref>, i Fiorentini<ref>La ''Scuola della Beata Vergine e di san Giovanni Battista,'' riservata ai fiorentini, fu fondata nel 1435 a [[San Zanipolo]] passando l'anno successivo ai [[Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari|Frari]]. Nella basilica costruirono la propria cappella, ancora ornata dalla statua di ''[[San Giovanni Battista (Donatello Venezia)|San Giovanni Battista]]'' del [[Donatello]], e nei terreni del convento eressero la propria Scuola che, abbandonata ed in rovina, fu ceduta nel 1703 all ''Scuola di Sant'Antonio.'' {{Cita|Vio 2004}}, pp. 638-639</ref>, i Genovesi<ref>La ''Scuola di San Giorgio, riservata ai Genovesi'' fu fondata nel 1566 presso l'antica cappella di San Nicolò nel chiostro dei [[San Zanipolo]]. Nel 1640, con la sentenza della ''Magistratura del Forestier'', la cappella ritornò in piena disponibilità ai [[Ordine dei frati predicatori|Domenicani]] a causa della morosità dei genovesi. Cfr. {{Cita|Vio 2004}}, p. 186</ref>, i Milanesi, gli Armeni<ref>Di questa scuola si conosce l'esistenza soltanto attraverso un riferimento esplicito nella ''Mariegola'' della Scuola degli Albanesi, cfr. {{Cita|Vio 2004}}, p. 437</ref>, i Greci<ref>La ''Scuola di San Nicolò dei Greci'' per la folta comunità greca residente a Venezia, indifferentemente se provenissero da possedimenti veneziani o meno, fu autorizzata nel 1498 prima presso la [[Chiesa di San Biagio (Venezia)|chiesa di San Biagio]] e una volta costruita presso la chiesa di rito greco di [[Chiesa di San Giorgio dei Greci|San Giorgio dei Greci]]. Cfr. Annalisa Perissa in {{Cita|Scuole grandi e piccole}} p. 101 e {{Cita|Vio 2004}} pp. 86-87</ref> ed i Tedeschi ma anche ma provenienti da piccole aree come la ''Scuola dei'' ''Voltolini'' (riservata agli originari della [[Valtellina]])<ref>La Scuola di [[Elisabetta (madre del Battista)|Santa Maria Elisabetta]] (ma dedicata anche all Beata Vergine ed ai santi [[Gervasio e Protasio]]) fu fondata nel 1626 presso la [[chiesa di San Zulian]]. Riservata inizialmente agli originari di [[Bormio]], nel 1708, ridotti i ''Voltolini'' a solo 12 persone, accolse anche 8 originari di [[Chiavenna]], che provenivano anch'essi dalla stessa [[Diocesi di Como]]. Cfr. {{Cita|Vio 2004}}, pp. 433-434</ref> o la ''Scuola della Sedrina'' (originari di [[Sedrina]] nel [[Provincia di Como|comasco]])<ref>La ''Scuola dell'Assunta'' detta ''Scuola della Sedrina'' fu fondata nel 1552 presso la [[Chiesa di San Giacomo di Rialto|chiesa di San Giacometo]]. {{Cita|Vio 2004}}, pp. 715-716</ref>. Se le maggiori tra queste, in cui avevano una partecipazione rilevante i mercanti, mantenevano una certa rilevanza nei rapporti commerciali e diplomatici dei domini di origine con Venezia, nelle piccolissime scuole come quella dei ''Voltolini'' lo scopo molto sentito e rilevante era quello di assicurare esequie e sepolture dignitose a individui lontani dai luoghi originari<ref>Cfr. {{Cita|Vio 2004}}, p. 433</ref>.
 
 
== Scuole di arti e mestieri ==
'''vedi pure differenza arte/scuola/corporazione (Giorgetta Bonfiglio Dosio)'''
 
'''arti meccaniche e nobili'''
 
<nowiki>***</nowiki> nate nel XIII sec e organizzate sul modello delle devozionali