I racconti di Kolyma: differenze tra le versioni

(titolo originale)
È stata giustamente rilevata la particolare attenzione di S. per il dolore degli animali, in linea con l'identica sensibilità dostoevskiana de [[Delitto e castigo]] e [[I fratelli Karamazov]]. In ''Lo scoiattolo'' viene detta l'atroce fuga di questa piccola e fragile creatura, che non riesce a riguadagnare la foresta e finisce scannata a bastonate dalla folla così, senza un motivo apparente; l'animaletto è una evidente metafora del destino dell'uomo.
{{citazione|''Guardai il corpicino giallo dello scoiattolo, il sangue rappreso sulle labbra, il musetto e gli occhi che contemplavano sereni il cielo blu della nostra tranquilla città.''|Varlam Šalamov, ''Lo scoiattolo'', in ''Racconti di Kolyma''}}
In ''Occhi coraggiosi'' la spietata malvagità di unoun geologo si scatena contro una donnola sul punto di partorire; la creatura mostra di non temere l'uomo, e lo guarda come se lo rimproverasse dell'atto di volerle togliere la vita proprio nel momento in cui lei cerca di darla ai suoi piccoli: "''Una zampa posteriore della donnola gravida era stata strappata via dallo sparo ed essa si trascinava dietro la poltiglia sanguinolenta dei suoi piccoli non ancora nati, che avrebbero potuto nascere da lì a un'ora...''".<ref>Nell'introduzione a una versione antologica dei racconti, di Marisa Visintin e Beppe Gouthier, si spiega come "''la natura che soffre''" è "''trasparente simbolo degli uomini deportati''" (''I racconti di Kolyma'', Einaudi Scuola, Milano 2005, p.XII).</ref>
 
In ''Lida'', Krist, ormai detenuto-infermiere (dunque in ogni caso "privilegiato" nelle sue possibilità di sopravvivenza alla Kolyma, un po' come il protagonista di [[Aleksandr Isaevič Solženicyn|Solženicyn]] ne ''Il primo cerchio''), vive un raro momento di generosa solidarietà nei suoi confronti. L'impiegata Lida, che egli in precedenza aveva aiutata a salvarsi dalle attenzioni di un carceriere, senza neppure poterglielo dire se non con uno sguardo d'occhi, cancella illegalmente la ''T'' che indica nei documenti l'antica attività controrivoluzionaria trockista di Krist, consentendogli di non avere rinnovata "a vita" la condanna e di poter sperare a breve nella liberazione: "''Krist non disse a Lida neppure una parola di ringraziamento. Né lei ci contava. Per una cosa del genere non si dice grazie. Non è quella la parola adatta''".
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