Marajó: differenze tra le versioni

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Dal 1870 la grande isola è stata oggetto della ricerca archeologica brasiliana. Nei suoi tumuli sono state trovate ceramiche di vari formati color grigio crema; alcuni esemplari di giare da acqua, ovali o cilindriche, con bocche larghe o strette, ornato da rilievi, presentano pitture a disegno geometrico intrecciato di color rosso o bruno su fondo crema, sia all'interno che all'esterno. Alcune giare ovali recano un'ornamentazione geometrica incisa. Le urne funerarie, di forma troncoconica, possono talvolta presentare una decorazione a rilievo con figure umane coperte da disegni geometrici a forma di T o di H. Nel complesso le urne venivano decorate a larghe forme curvilinee rosse su fondo crema.
 
È possibile, anche se la datazione non è ancora precisa, che la cultura di Marajó, che sembra tuttora attestata nei primi secoli della nostra era, sia esistita sin dal primo millennio a.C.. Se ne trovano testimonianze nelle raccolte del [[Musée de l'Homme]] a Parigi e dell'''University Museum'' di Philadelphia<ref>* [[Ernst{{cita Gombrich]],testo| ''dizionario=Dizionario della Pitturapittura e dei Pittori''pittori |autore=AA. VV.|altri=diretto da Michel Laclotte con la collaborazione di Jean-Pierre Cuzin; edizione italiana diretta da Enrico Castelnuovo e Bruno Toscano, con la collaborazione di Liliana Barroero e Giovanna Sapori|vol=1-6 |editore= Einaudi Editore,|città= Torino |anno= 1989-1994 |posizione= ''ad vocem''|sbn= 1997IT\ICCU\CFI\0114992}}</ref>.
 
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