Elezioni parlamentari in Germania del novembre 1932: differenze tra le versioni

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Le [[Elezioni federali tedesche del luglio 1932|consultazioni]] che si erano tenute in luglio avevano favorito i partiti anti-sistema (in particolare quello [[nazismo|nazista]]) e indebolito fortemente la coalizione democratica, che si trovava di fatto senza una maggioranza in Parlamento. Il cattolico conservatore [[Franz von Papen]] si mise a capo di un gabinetto di minoranza che però, essendo a-partitico (per questo era dispregiativamente chiamato "governo dei baroni") doveva trovare di volta in volta maggioranze diverse e composite per ogni atto che proponeva.
 
Il 12 settembre avvenne lo "scandalo": von Papen, che nella sua relazione programmatica aveva chiesto poteri speciali, interloquì con il [[Partito Comunista di Germania]] chiedendo ai [[marxismo|marxisti]] di approvare il suo progetto. Nella storia dell'Europa Occidentale, non era mai capitato che un governo chiedesse collaborazione ai comunisti. Questi, incitati dalla presidentessa pro-tempore della Camera [[Clara Zetkin]] (esponente del [[Partito Comunista di Germania|KPD]] preoccupata del fatto che [[Hermann Göring]], capogruppo della maggioritaria pattuglia nazionalsocialista, fosse stato eletto Presidente della Camera), chiesero la rimozione di tutti i decreti d'emergenza e presentarono una [[mozione di sfiducia]] per von Papen.
 
Di fatto, nessuno obiettò di fronte a questa richiesta di far cadere il gabinetto che aveva "osato" cercare sponde nell'[[estrema sinistra]]. Durante la mezz'ora di pausa dai lavori parlamentari, i nazisti si riunirono e [[Adolf Hitler]] prese la decisione di sostenere i comunisti e la loro mozione anti-von Papen: fu proprio il Cancelliere a darne notizia. Dato che insieme KPD e NSDAP possedevano 319 seggi su 608, il presidente [[Paul von Hindenburg]] aveva capito che era molto probabile lo scioglimento del Reichstag e l'indizione di nuove elezioni<ref>[[Heinrich August Winkler]], ''Der lange Weg nach Westen. Deutsche Geschichte 1806-1933'', Bonn, 2002, pp. 511-522.</ref>.
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