Fobos (mitologia): differenze tra le versioni

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'''Fobos''',<ref name=Stoll/><ref>{{cita libro |titolo=L'Iliade. Il poema degli uomini e degli dei |autore=Omero |editore=Bur |isbn=9788858666111 |traduttore=Paola Tamburini |capitolo=Libro IV}}</ref> o '''Fobo'''<ref name=Atlante/> (in greco Φόβος), era una figura della [[mitologia greca]].
 
== Mito ==
Figlio di [[Ares]], dio della [[guerra]], e di [[Afrodite]], dea della [[bellezza]], era la divinizzazione della [[paura]] (da φοβία, ''fobia'') e fratello di [[Deimos (mitologia)|Deimos]], il terrore causato dalla [[guerra]].<ref name=Stoll>{{cita libro |titolo=Manuale della religione e mitologia dei Greci e Romani ad uso dei ginnasi di Enrico Guglielmo Stoll |autore=Heinrich Wilhelm Stoll |traduttore=[[Raffaello Fornaciari]] |editore=F. Paggi |anno=1866 |p=76}}</ref><ref name=Atlante>{{cita libro |titolo=Atlante dei miti dell'antica Grecia e di Roma antica |autore=Angela Cerinotti|editore=Giunti Editore |anno=1998 |isbn=9788844007218 |p=194}}</ref> Tuttavia queste personificazioni malvagie avevano anche fratelli e sorelle buone, come [[Armonia (mitologia)|Armonia]], la sposa di [[Cadmo]].
 
== Culto ==
Il suo [[tempio]] maggiore si trovava a [[Sparta]]: i [[Lacedemoni]] pregavano nel luogo religioso prima di scendere in battaglia.<ref name="bordoni">Carlo Bordoni, ''[https://books.google.it/books?id=1AAkDwAAQBAJ&pg=PT16&dq=Fobos+è+figlio+di+Ares+(Marte),+dio+della+guerra,+una+divinità+venerata+soprattutto+a+Sparta.+Sugli+scudi+dei+guerrieri+sono+infatti+raffigurate+le&hl=en&sa=X&ved=0ahUKEwiTlcvXp-rkAhVDjqQKHbZGCfwQ6AEIJzAA#v=onepage&q=Fobos%20è%20figlio%20di%20Ares%20(Marte)%2C%20dio%20della%20guerra%2C%20una%20divinità%20venerata%20soprattutto%20a%20Sparta.%20Sugli%20scudi%20dei%20guerrieri%20sono%20infatti%20raffigurate%20le&f=false| Stato di paura]'', LIT EDIZIONI, ISBN 978-88-69-44881-2.</ref> Inoltre, sugli [[scudo|scudi]] dei guerrieri erano talvolta raffigurate le "immagini" di Fobos e quelle della [[Gorgone]].<ref name="bordoni"/> [[Plutarco]] riferisce, nella ''[[Vite parallele|Vita di Alessandro]]'', che anche [[Alessandro Magno]], alla vigilia della [[battaglia di Gaugamela]] contro il [[Sovrani della Persia |re persiano]] [[Dario I di Persia |Dario]], fece sacrifici a questo dio.
Il suo [[tempio]] maggiore si trovava a [[Sparta]]: i [[Lacedemoni]] pregavano nel luogo religioso prima di scendere in battaglia.<ref name="bordoni">{{Cita libro |autore=Carlo Bordoni |url=https://books.google.it/books?id=1AAkDwAAQBAJ&pg=PT16 |titolo=Stato di paura |editore=LIT EDIZIONI |ISBN=978-88-69-44881-2}}</ref>
 
Secondo [[Plutarco]], in tale santuario trovò rifugio l'[[Efori|edore]] [[Agileo]] quando nel [[227 a.C.]] sfuggì dai sicari di re [[Cleomene III]].<ref>{{cita|Plutarco|Cleomene|vv. 8}}.</ref>
==Astronomia==
 
Plutarco riferisce anche, nella ''[[Vite parallele|Vita di Alessandro]]'', che [[Alessandro Magno]], alla vigilia della [[battaglia di Gaugamela]] contro il [[Sovrani della Persia |re persiano]] [[Dario I di Persia |Dario]], fece sacrifici a questo dio.
 
Sugli [[scudo|scudi]] dei guerrieri erano talvolta raffigurate le "immagini" di Fobos e quelle della [[Gorgone]].<ref name="bordoni"/>
 
==Dediche==
Quando, nel [[1877]], [[Asaph Hall]] scoprì le lune di [[Marte (astronomia)|Marte]], le chiamò [[Fobos (astronomia)|Fobos]] e [[Deimos (astronomia)|Deimos]].