Ubayd Allah al-Mahdi: differenze tra le versioni

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'''ʿUbayd Allāh al-Mahdī bi-llāh''' ({{Arabo|عبيد اللّه المهدي ﺑالله بن الحسين|ʿUbayd Allāh al-Mahdī ibn al-Ḥusayn}}) era discendente dell'[[Imam]] [[Ismailismo|ismailita]] Abū ʿAbd Allāh [[al-Husayn ibn Ahmad (ismailita)|al-Husayn ibn Ahmad]] (840-881), soprannominato al-Zakī, morto nell'[[881]].
 
== Biografia ==
=== La missione di Abū ʿAbd Allāh al-Shīʿī ===
Il centro della propaganda ( ''[[daʿwah]]'' ) ismailita si trovava in [[Siria]], nella cittadina di [[Salamiyya]], tra [[Homs]] e [[Hama (città)|Hama]]. Tale propaganda sciita inquietava il [[califfo]] [[Abbasidi|abbaside]]. L'[[Imam]] [[Isma'il ibn Ja'far|Ismāʿīl b. Jaʿfar al-Ṣādiq]], figlio del settimo Imam [[Sciismo|sciita]], aveva inviato in [[Maghreb]] degli agenti ( ''[[daʿwah|dāʿī]]'' ) incaricati di spianare la via a un "inviato". Tra costoro [[Abū 'Abd Allah al-Shi‛i|Abū ʿAbd Allāh al-Shīʿī]] seppe costituire una piccola struttura ismailita in [[Cabilia]], con l'aiuto essenziale dei [[berberi]] [[Kutama]]. A tal fine fece ricorso a ogni astuzia, a ogni strumento di persuasione e, all'occorrenza, alla forza allorché certi capi della tribù si opponevano a lui. Egli riuscì a convincere le popolazioni del luogo promettendo di sopprimere le imposte non-[[Corano|coraniche]], nettamente superiori alla ''[[zakat]]'', alla ''[[jizya]]'' e al ''[[kharāj]]''
 
ʿUbayd Allāh al-Mahdī si decise infine a raggiungere il [[Maghreb]] ma non riuscì a incontrare Abū ʿAbd Allāh, rifugiandosi quindi a [[Sijilmassa]] (attuale [[Marocco]]). Nel 905, su richiesta dell'emiro [[Aghlabidi|aghlabide]] [[Ziyadat Allah III|Ziyādat Allāh]], il governatore di [[Sigilmassa|Sijilmāsa]] lo pose in residenza sorvegliata, senza tuttavia capire quale fosse la vera identità di ʿUbayd Allāh e, tanto meno, la sua finalità.
 
Il 19 marzo 909, Abū ʿAbd Allāh sconfisse definitivamente gli Aghlabidi presso [[al-Arbus]] (Laribus). Sei giorni dopo entrò vittorioso nella capitale dell'Emirato, [[Raqqada|Raqqāda]]. Abū ʿAbd Allāh partì immediatamente dopo in direzione di Sijilmāsa per incontrarsi finalmente colcon il suo [[Imam]] che non aveva mai visto. Lungo il tragitto distrusse l'Emirato [[Kharigismo|kharigita]] [[Rustemidi|rustemide]] di [[Tahert]] (26 agosto 909<ref>{{Cita libro |autore = Charles-André Julien |titolo = Histoire de d'Afrique du Nord, des origines à 1830 |editore = Payot |città = Parigi |anno = 1994 |isbn = 978-2-228-88789-2 |pagina = 393}}</ref>).
 
=== Conquista del potere di ʿUbayd Allāh al-Mahdī ===
Il 6 gennaio [[910]], ʿUbayd Allāh al-Mahdī arriva trionfalmente a Raqqāda, indossando una veste nera mentre il figlio porta un indumento identico ma di [[seta]] arancione. Tutti i notabili locali gli prestarono il giuramento di fedeltà ( ''bayʿa'' ). La [[Shari'a|Legge islamica]] è confermata in tutte le sue fattispecie, smentendo la propaganda ostile che accusava l'[[Ismailismo]] di aberranti deviazioni dottrinarie e giuridiche.
 
Il 15 gennaio [[910]], assume il titolo di [[califfo]] - in realtà egli usa il perfetto sinonimo, usato anche in ambiente sunnita, di [[Imam]] (Guida) - e di "Comandante dei credenti", malgrado l'esistenza ampiamente riconosciuta del califfo [[Abbasidi|abbaside]]. Fu la prima volta che due califfati vennero a coesistere nella ''[[Dār al-Islām]]''. Un quindicennio più tardi ne nascerà un terzo: quello [[Omayyadi|omayyade]] di [[al-Andalus]], con [[Abd al-Rahman III|ʿAbd al-Rahmān III]], costringendo i ''[[faqih|faqīh]]'' (giurisperiti) [[musulmani]] a complessi funambolismi teorici per giustificare la legittima presenza di più di un Califfato (che teoricamente ha senso solo se universale, quindi unico).
 
Nel 911, Abū ʿAbd Allāh, spinto da suo fratello, sembra abbia ordito i primi fili di un complotto contro l'Imam che aveva tanto potentemente contribuito a creare. ʿUbayd Allāh fece mettere a morte un certo numero di esponenti Kutāma che s'erano ribellati e fece giustiziare Abū ʿAbd Allāh e suo fratello nel 911<ref>31 luglio 911, secondo Charles-André Julien (''op. cit.'', p. 394), o Ilil 18 febbraio successivo o nel luglio di quell'anno secondo altre fonti.</ref>
 
I Kutāma che erano più attaccati ad Abū ʿAbd Allāh che all'Imam si ribellarono. ʿUbayd Allāh riuscì a controllare la situazione nel continente ma perse il controllo di buona parte della [[Storia della Sicilia islamica|Sicilia musulmana]].
 
=== I tentativi di conquista dell'Egitto ===
Non appena il Maghreb fu pacificato, al-Mahdī si preoccupò immediatamente di conquistare l'Egitto: primo passo per avvicinarsi alla [[Mesopotamia]] e sconfiggere gli "usurpatori" [[Abbasidi]].
 
Un primo tentativo, condotto nel 914-15 da Ḥabaṣa b. Yūsuf - un berbero appartenente al raggruppamento tribale dei [[Kutama]]<ref>[[Hugh Kennedy]], ''The Age of the Caliphates'', Londra, Longman, 1986, p. 316.</ref> - riuscì a conquistare [[Sirte]], permettendo a Ḥabaṣa di entrare il 6 febbraio [[914]] a [[Barca (Libia)|Barca]] (oggi [[Benghazi]]).
Il 7 luglio del [[914]], il figlio ed erede dello stesso Imam, [[al-Qa'im bi-amr Allah|al-Qāʾim]] (cui era stato affidato il comando della flotta fatimide e che gli aveva consentito di portare le sue navi a incrociare davanti alle coste egiziane per espugnare poi [[Tripoli (Libano)|Tripoli]] prima di riguadagnare le proprie basi nordafricane) si mosse anch'egli contro l'Egitto con un esercito di tutto rispetto.<br />
Contrariamente però agli ordini ricevuti, Ḥabaṣa non attese l'arrivo di al-Qāʾim per proseguire la sua avanzata e conquistare [[Alessandria d'Egitto|Alessandria]] il 27 agosto del 914. L'esercito abbaside, grazie al suo generale [[Mu'nis|Muʾnis]], giunse con le sue navi da [[Tarso (Asia Minore)|Tarso]] in soccorso degli [[Egitto#Storia dell'Egitto ikhshidide|Ikhshididi]], riuscendo a impedire ai Fatimidi di entrare più in profondità nel Paese.
 
Gli eserciti fatimidi si ritirarono allora, pur dopo essere rimasti per qualche tempo ad Alessandria, lasciando una guarnigione a Barca, rientrando nelle loro basi in [[Ifriqiya]] il 26 maggio del 915.<ref>Charles-André Julien, ''op. cit.'', p. 395.</ref>.
 
Nel [[914]], al-Mahdī decise la costruzione del porto di [[Mahdia]], a sud-est di [[Qayrawan]] (ritenuta ancora filo-aghlabide), designandola come propria capitale. Essa fu inaugurata con grandiose cerimonie il 20 febbraio [[921]], dopo sette anni dall'inizio dei lavori, cosa che gli consentì di avviare l'allestimento di una poderosa [[flotta]] che gli sarebbe stata utile per riprendere la sua offensiva verso l'[[Egitto]] ikhshidide.
 
Nel [[919]], al-Qāʾim effettuò un secondo tentativo d'di invasione dell'Egitto. L'esercito fatimide, sotto il suo comando, partì il 5 aprile del [[919]] e l'avanguardia giunse rapidamente ad [[Alessandria d'Egitto|Alessandria]]. I contingenti fatimidi aggirarono la città per dirigersi verso la capitale di [[Fustat]] ma furono ancora una volta respinti dopo una disfatta navale inflitta loro a [[Rosetta (città)|Rosetta]] dalla flotta abbaside guidata da [[Mu'nis]] il giorno 11 maggio [[920]]). I soldati fatimidi ripiegarono allora su Barca<ref>Ismaili History, {{en}} [http://www.ismaili.net/histoire/history05/history522.html ''Expedition against Egypt'']</ref>.
 
Tenendo conto di questi insuccessi in Egitto, ʿUbayd Allāh rafforzò allora le sue retrovie, avviando la conquista del Maghreb nel [[922]]. Mise al comando colà un [[emiro]] locale ma nei fatti egli aveva scarso controllo di quanto nominalmente conquistato in Nordafrica. Gli Emiri [[omayyadi]] di Cordova creavano disordini nella regione più a nord, mentre altrettanto facevano a sud gli [[Idrisidi]].
 
La durezza del regime imposto da ʿUbayd Allāh comportò la rinascita nelle popolazioni maghrebine di correnti oltranziste [[kharigite]].
 
ʿUbayd Allāh morì il 3 marzo del [[934]] e suo figlio [[al-Qa'im bi-amr Allah|Abū l-Qāsim al-Qāʾim bi-amr Allāh]], cui egli aveva affidato il comando di tutte le sue campagne militari, gli succedette.
 
== Note ==
* {{ar}} [http://www.hukam.net/family.php?fam=95 Arabo <span style="font-size: 120%;">الفاطميون</span>, ''al-Fāṭimiyyūn'': ''I Fatimidi'']
* Storia ismailita, {{en}} [http://www.ismaili.net/histoire/history05/history501.html ''Muhammad al-Mahdi (268-322/881-934)'']
 
== Voci correlate ==
*[[Fatimidi]]
*[[Carmati]]
*[[Abū ʿAbd Allāh al-Shīʿī]]
 
== Altri progetti ==
|carica = [[Fatimidi|Imam fatimidi]]
|immagine =
|periodo = [[909]] - [[934]]
|precedente = --
|successivo = [[al-Qa'im bi-amr Allah|al-Qāʾim bi-amr Allāh]]
Utente anonimo