Crisi energetica (1973): differenze tra le versioni

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Le conseguenze della crisi energetica non tardarono a manifestarsi anche sul sistema industriale, che a causa delle politiche di austerità applicate a partire da quegli anni in molti stati non conobbe più i tassi di crescita registrati nei decenni precedenti. Negli Stati Uniti la situazione fu meno problematica, data la minor dipendenza energetica dai [[Mondo arabo|paesi arabi]] produttori di greggio. Nell'[[Europa orientale]] gli effetti della crisi furono invece gravi, perché mancavano i soldi per trasformare e modernizzare gli impianti industriali, che si avviarono a una lenta decadenza.
 
Per quanto riguarda invece i paesi detentori dell'oro nero, le conseguenze della crisi energetica furono piuttosto positive, perché le entrate aumentarono in maniera considerevole, anche se spesso questa maggiore disponibilità finanziaria non portò notevoli vantaggi alla popolazione: per esempio tra [[Iran]] e [[Iraq]], due paesi esportatori di petrolio, [[guerra Iran-Iraq|scoppiò una guerra]] con graviconseguenze luttitragiche per la popolazione civile. Questi combattimenti posero fine anche alle alte tariffe petrolifere, poiché come conseguenza della guerra l'[[Arabia Saudita]] e altri membri dell'Opec aumentarono l'estrazione di petrolio, che causò la diminuzione del suo prezzo. La “crisi energetica del 1973” poteva quindi dirsi conclusa.
 
La crisi cambiò certamente la mentalità della popolazione su alcuni importanti temi: si diffuse una maggior consapevolezza dell'instabilità del sistema produttivo e si rivalutò l'importanza del petrolio, che non fu più visto come l'unica fonte di energia possibile. Con la crisi energetica del 1973 cominciaronosi adcominciò entrarea nelparlare vocabolario comune nuove parole comedi “[[ecologia]]” e “risparmio energetico”, simboli di un cambiamento della mentalità della società internazionale e della vita di tutti i giorni.
 
==Bibliografia==
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