Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi: differenze tra le versioni

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|indirizzo = Via Michelangelo Caetani, 32
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L<nowiki>{{'</nowiki>}}'''Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi''' (già '''Discoteca di Stato''') è un [[ente pubblico]] italiano nato nel 1928 con l'obiettivo di raccogliere il patrimonio sonoro italiano. Attualmente l'archivio conta oltre 300.000 supporti.<ref>{{Cita web|url=https://cultura.gov.it/luogo/istituto-centrale-per-i-beni-sonori-ed-audiovisivi-1|titolo=Istituto Centrale per i beni sonori ed audiovisivi|sito=Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo|lingua=it|citazione=Il suo patrimonio è composto attualmente da oltre 300.000 supporti: dai cilindri di cera inventati da Edison, ai dischi, nastri, video fino agli attuali supporti digitali. Conserva anche una ricchissima collezione di strumenti storici per la riproduzione del suono: fonografi, grammofoni e altri apparecchi dalla fine dell'ottocento agli anni cinquanta.|accesso=2021-08-10}}</ref><ref>{{Cita libro|titolo=Un secolo di suoni, i suoni di un secolo: l'Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi|url=https://catalog.loc.gov/vwebv/search?searchCode=LCCN&searchArg=2012502897&searchType=1&permalink=y|accesso=2021-08-10|edizione=1. ed|data=2012|editore=Minerva|OCLC=811003357|ISBN=978-88-7381-375-0}}</ref><ref>{{Cita libro|nome=Roberto|cognome=Rossetti|titolo=La voce della memoria: la Discoteca di Stato, 1928-1989|url=https://catalog.loc.gov/vwebv/search?searchCode=LCCN&searchArg=91109999&searchType=1&permalink=y|accesso=2021-08-10|collana=Quaderni dell'Ufficio centrale per i beni librari e gli istituti culturali|data=1990|editore=F.lli Palombi|ISBN=978-88-7621-112-6}}</ref><ref>{{Cita libro|titolo=Catalogo delle edizioni e registrazioni della Discoteca di Stato|url=https://catalog.loc.gov/vwebv/search?searchCode=LCCN&searchArg=74230789&searchType=1&permalink=y|accesso=2021-08-10|data=1963|editore=Edizioni Discoteca di Stato}}</ref>
 
== Storia ==
Nel 1975, entrò a far parte del neo-costituito [[Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo|Ministero per i beni culturali e ambientali]].
 
Nel 1999, la Discoteca ottenne l'autonomia scientifica, organizzativa, amministrativa e finanziaria, oltre a ottenere l'istituzione del Museo dell'audiovisivo, con l'obiettivo di «raccogliere, conservare e assicurare la fruizione pubblica dei materiali sonori, audiovisivi, multimediali, realizzati con metodi tradizionali o con tecnologie avanzate». Nel 2004, il processo fu concluso con l'assegnazione alla Discoteca dell'obbligo di deposito legale di tutti i beni sonori ed audiovisivi prodotti e distribuiti in Italia. L'ICBSA ha il compito di documentare, valorizzare e conservare il patrimonio sonoro e audiovisivo nazionale implementato dal deposito legale previsto dalla Legge n.106 del 15 aprile 2004.<ref name="cultura.gov.it">{{Cita web|url=https://cultura.gov.it/luogo/istituto-centrale-per-i-beni-sonori-ed-audiovisivi-1|titolo=Istituto Centrale per i beni sonori ed audiovisivi|sito=Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo|lingua=it|accesso=2021-08-10}}</ref>
 
=== La riforma del 2007 ===
 
==== Norme anti-covid ====
Dal 6 agosto 2021, l’ingresso è regolato secondo le norme stabilite dal Decreto Legge 23 luglio 2021 “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche”.<ref>{{Cita web|urlname=https://"cultura.gov.it/luogo/istituto-centrale-per-i-beni-sonori-ed-audiovisivi-1|titolo=Istituto" Centrale per i beni sonori ed audiovisivi|sito=Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo|lingua=it|accesso=2021-08-10}}</ref><ref>{{Cita web|url=https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/07/23/21G00117/sg|titolo=Gazzetta Ufficiale|sito=www.gazzettaufficiale.it|accesso=2021-08-10}}</ref>
 
== Bibliografia ==
3 416 929

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